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  • Data center in Italia e Germania: come garantire continuità e sicurezza

    Data center in Italia e Germania: come garantire continuità e sicurezza

    Vantaggi di una distribuzione Italia-Germania

    Una strategia di distribuzione dei data center tra Italia e Germania offre significativi benefici in termini di compliance e resilienza operativa. Nel contesto regolamentare europeo, migrando i workload tra questi due paesi si possono ottimizzare i vantaggi legati alla normativa GDPR.

    Richiedi il datasheet dei data center WIIT

    Compliance e sovranità dei dati

    L’ubicazione dei data center in Italia e Germania facilita la conformità con le rigide normative di localizzazione dei dati. Per settori strettamente regolamentati come il finance e il pharma, la presenza su questi territori assicura che le pratiche siano allineate alle leggi vigenti evitando potenziali sanzioni. Inoltre, poter offrire un’infrastruttura che contempli la gestione dei dati in più giurisdizioni garantisce una sovranità digitale autentica.

    Il Nuovo Orizzonte Normativo: Il Data Act Europeo

    Oltre al GDPR, le aziende devono ora considerare il Regolamento (UE) 2023/2854, noto come “Data Act”, che entrerà pienamente in vigore il 12 settembre 2025. Questa normativa mira a stabilire un mercato dei dati più equo e competitivo, introducendo norme armonizzate sull’accesso e l’utilizzo dei dati generati dall’uso di prodotti connessi. Per le aziende che operano tra Italia e Germania, il Data Act impone nuovi obblighi sulla portabilità dei dati, facilitando il passaggio tra diversi fornitori di servizi cloud e di trattamento dati. Sarà fondamentale adeguare i contratti e le infrastrutture per garantire l’equivalenza funzionale e rispettare i nuovi obblighi di trasparenza, come la chiara indicazione della giurisdizione in cui i dati vengono trattati.[Agenda Digitale]

    Resilienza operativa

    I data center distribuiti tra Italia e Germania migliorano l’operatività, riducendo i rischi di interruzioni derivanti da disastri locali o attacchi cyber. La duplicazione dei servizi su più siti permette un miglior bilanciamento del carico e un ripristino rapido delle attività in caso di incidenza, abbassando i tempi di inattività e migliorando i servizi critici, un aspetto cruciale per il successo aziendale.

    Richiedi il datasheet dei data center WIIT
    Confronto Approcci Infrastrutturali
    Criterio Approccio Distribuito (Italia-Germania) Approccio Singola Nazione
    Resilienza a Disastri Locali Alta. Un evento in un paese non impatta l’operatività nell’altro. Bassa. Un disastro naturale o un blackout su larga scala può causare un’interruzione totale.
    Latenza per Utenti Europei Ottimizzata. Possibilità di servire gli utenti dal data center più vicino. Variabile. Latenza più alta per gli utenti geograficamente distanti dal data center.
    Conformità Normativa Alta. Permette di soddisfare requisiti di sovranità dei dati in più giurisdizioni UE. Limitata alla sola legislazione nazionale.
    Bilanciamento del Carico Efficiente. Il traffico può essere distribuito dinamicamente tra i due siti. Limitato alle risorse di un singolo sito.

    Caratteristiche infrastrutturali

    La qualità dell’infrastruttura dei data center è testimoniata dalle certificazioni di sicurezza e dai criteri di sostenibilità ambientale adottati.

    Certificazioni Tier e standard energetici

    Le certificazioni Tier, che vanno da I a IV, rappresentano uno standard di affidabilità e disponibilità dei data center. Le strutture certificate Tier IV, come quelle di WIIT, offrono un alto grado di ridondanza e sono essenziali per servizi contabili, garantendo la continuità anche durante manutenzioni. Inoltre, l’adozione di misure per l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili rispondono agli obiettivi di sostenibilità ambientale che molte organizzazioni oggi perseguono.

    Sostenibilità e Normative Energetiche: Le Nuove Sfide

    La sostenibilità non è più un’opzione, ma un requisito normativo. La legislazione europea, con la Germania in prima linea, sta imponendo standard sempre più severi per i data center. Entro il 2027, i data center tedeschi dovranno raggiungere il 100% di approvvigionamento da energie rinnovabili. Inoltre, vengono introdotti limiti stringenti per il Power Usage Effectiveness (PUE), che per le nuove strutture non dovrà superare il valore di 1.2.[ESG360]

    Un altro aspetto cruciale è il riutilizzo del calore di scarto (Energy Reuse Factor – ERF), che diventerà obbligatorio per i nuovi data center a partire dal 2026. Queste misure, unite alla crescente domanda di energia spinta dall’intelligenza artificiale, che si stima consumerà oltre 1.000 TWh a livello globale entro il 2026, stanno spingendo il settore verso innovazioni come il raffreddamento a liquido e l’adozione di microgriglie energetiche per garantire efficienza e sostenibilità.[Corriere Comunicazioni]

    Sicurezza fisica e logica

    L’accesso sicuro ai data center è protetto da controlli d’accesso avanzati e supervisionato attraverso sistemi di videosorveglianza e soluzioni di sicurezza fisica. A livello digitale, firewall di livello enterprise, sistemi di intrusion detection e prevenzione, e meccanismi di crittografia proteggono i dati durante l’elaborazione e l’archiviazione, garantendo che le risorse digitali siano difese da potenziali minacce.

    Architetture di replicazione e DR

    Le strategie di replicazione dei dati e di Disaster Recovery (DR) sono cruciali per mantenere la continuità operativa e proteggere i dati critici.

    RPO e RTO: Le Metriche Chiave del Disaster Recovery
    Per definire una strategia di DR efficace, è essenziale comprendere due parametri fondamentali:

    • Recovery Point Objective (RPO): Indica la quantità massima di dati che un’azienda è disposta a perdere, misurata in tempo. Ad esempio, un RPO di 1 ora significa che, in caso di disastro, i dati possono essere ripristinati allo stato in cui si trovavano al massimo un’ora prima dell’evento.
    • Recovery Time Objective (RTO): Rappresenta il tempo massimo accettabile per ripristinare le operazioni e i servizi dopo un’interruzione. Un RTO di 30 minuti, per esempio, impone che il sistema torni operativo entro mezz’ora dal disastro.

    La definizione di RPO e RTO è il primo passo per progettare un piano di DR allineato alle esigenze del business.[ZeroUnoWeb]

    Strategie di failover geografico

    L’implementazione di modelli di replicazione, come la replica sincrona o asincrona, è fondamentale per ridurre la latenza e i costi. Le configurazioni active-active o active-passive consentono un bilanciamento ottimale del traffico e garantiscono il failover rapido in caso di malfunzionamenti.

    Nel contesto di infrastrutture distribuite, si possono adottare diverse strategie di Disaster Recovery basate su cloud, ognuna con un diverso equilibrio tra costi, complessità e velocità di ripristino:

    • Backup and Restore: La soluzione più semplice ed economica, che prevede il backup dei dati in una region geograficamente distante. I tempi di ripristino (RTO) sono generalmente più lunghi.
    • Pilot Light: Mantiene una versione minimale dell’infrastruttura (il “pilot light”) nel sito di DR, pronta per essere scalata rapidamente in caso di necessità. Offre un RTO più basso rispetto al semplice backup.
    • Warm Standby: Una versione scalata ma non a piena capacità dell’infrastruttura è sempre attiva nel sito secondario. Questo riduce ulteriormente l’RTO, consentendo un failover più rapido.
    • Multi-Site Active-Active: La configurazione più avanzata e costosa, dove entrambi i siti (es. Italia e Germania) gestiscono attivamente il traffico. In caso di failover, il traffico viene reindirizzato automaticamente all’altro sito senza interruzioni, garantendo RTO e RPO prossimi allo zero.

    Test periodici e esercitazioni

    Esercitazioni regolari di Disaster Recovery sono vitali per verificare l’efficacia delle strategie di protezione dati. WIIT supporta i propri clienti nell’organizzazione di esercitazioni realistiche, simulando scenari di disastro per assicurare il massimo livello di preparazione. Le esercitazioni non solo testano la risposta a situazioni critiche ma garantiscono anche che le infrastrutture e i processi aziendali siano allineati alle migliori pratiche del settore.

    Secondo Gartner, oltre la metà delle aziende ripone un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità di ripristinare l’intero ambiente IT dopo un disastro. I test periodici non sono solo una best practice, ma una necessità per trasformare un piano di Disaster Recovery da un documento teorico a una reale capacità operativa.[ZeroUnoWeb]

  • Data center in Italia e Germania: come garantire continuità e sicurezza

    Data center in Italia e Germania: come garantire continuità e sicurezza

    Vantaggi di una distribuzione Italia-Germania

    Una strategia di distribuzione dei data center tra Italia e Germania offre significativi benefici in termini di compliance e resilienza operativa. Nel contesto regolamentare europeo, migrando i workload tra questi due paesi si possono ottimizzare i vantaggi legati alla normativa GDPR.

    Richiedi il datasheet dei data center WIIT

    Compliance e sovranità dei dati

    L’ubicazione dei data center in Italia e Germania facilita la conformità con le rigide normative di localizzazione dei dati. Per settori strettamente regolamentati come il finance e il pharma, la presenza su questi territori assicura che le pratiche siano allineate alle leggi vigenti evitando potenziali sanzioni. Inoltre, poter offrire un’infrastruttura che contempli la gestione dei dati in più giurisdizioni garantisce una sovranità digitale autentica.

    Il Nuovo Orizzonte Normativo: Il Data Act Europeo

    Oltre al GDPR, le aziende devono ora considerare il Regolamento (UE) 2023/2854, noto come “Data Act”, che entrerà pienamente in vigore il 12 settembre 2025. Questa normativa mira a stabilire un mercato dei dati più equo e competitivo, introducendo norme armonizzate sull’accesso e l’utilizzo dei dati generati dall’uso di prodotti connessi. Per le aziende che operano tra Italia e Germania, il Data Act impone nuovi obblighi sulla portabilità dei dati, facilitando il passaggio tra diversi fornitori di servizi cloud e di trattamento dati. Sarà fondamentale adeguare i contratti e le infrastrutture per garantire l’equivalenza funzionale e rispettare i nuovi obblighi di trasparenza, come la chiara indicazione della giurisdizione in cui i dati vengono trattati.[Agenda Digitale]

    Resilienza operativa

    I data center distribuiti tra Italia e Germania migliorano l’operatività, riducendo i rischi di interruzioni derivanti da disastri locali o attacchi cyber. La duplicazione dei servizi su più siti permette un miglior bilanciamento del carico e un ripristino rapido delle attività in caso di incidenza, abbassando i tempi di inattività e migliorando i servizi critici, un aspetto cruciale per il successo aziendale.

    Richiedi il datasheet dei data center WIIT
    Confronto Approcci Infrastrutturali
    Criterio Approccio Distribuito (Italia-Germania) Approccio Singola Nazione
    Resilienza a Disastri Locali Alta. Un evento in un paese non impatta l’operatività nell’altro. Bassa. Un disastro naturale o un blackout su larga scala può causare un’interruzione totale.
    Latenza per Utenti Europei Ottimizzata. Possibilità di servire gli utenti dal data center più vicino. Variabile. Latenza più alta per gli utenti geograficamente distanti dal data center.
    Conformità Normativa Alta. Permette di soddisfare requisiti di sovranità dei dati in più giurisdizioni UE. Limitata alla sola legislazione nazionale.
    Bilanciamento del Carico Efficiente. Il traffico può essere distribuito dinamicamente tra i due siti. Limitato alle risorse di un singolo sito.

    Caratteristiche infrastrutturali

    La qualità dell’infrastruttura dei data center è testimoniata dalle certificazioni di sicurezza e dai criteri di sostenibilità ambientale adottati.

    Certificazioni Tier e standard energetici

    Le certificazioni Tier, che vanno da I a IV, rappresentano uno standard di affidabilità e disponibilità dei data center. Le strutture certificate Tier IV, come quelle di WIIT, offrono un alto grado di ridondanza e sono essenziali per servizi contabili, garantendo la continuità anche durante manutenzioni. Inoltre, l’adozione di misure per l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili rispondono agli obiettivi di sostenibilità ambientale che molte organizzazioni oggi perseguono.

    Sostenibilità e Normative Energetiche: Le Nuove Sfide

    La sostenibilità non è più un’opzione, ma un requisito normativo. La legislazione europea, con la Germania in prima linea, sta imponendo standard sempre più severi per i data center. Entro il 2027, i data center tedeschi dovranno raggiungere il 100% di approvvigionamento da energie rinnovabili. Inoltre, vengono introdotti limiti stringenti per il Power Usage Effectiveness (PUE), che per le nuove strutture non dovrà superare il valore di 1.2.[ESG360]

    Un altro aspetto cruciale è il riutilizzo del calore di scarto (Energy Reuse Factor – ERF), che diventerà obbligatorio per i nuovi data center a partire dal 2026. Queste misure, unite alla crescente domanda di energia spinta dall’intelligenza artificiale, che si stima consumerà oltre 1.000 TWh a livello globale entro il 2026, stanno spingendo il settore verso innovazioni come il raffreddamento a liquido e l’adozione di microgriglie energetiche per garantire efficienza e sostenibilità.[Corriere Comunicazioni]

    Sicurezza fisica e logica

    L’accesso sicuro ai data center è protetto da controlli d’accesso avanzati e supervisionato attraverso sistemi di videosorveglianza e soluzioni di sicurezza fisica. A livello digitale, firewall di livello enterprise, sistemi di intrusion detection e prevenzione, e meccanismi di crittografia proteggono i dati durante l’elaborazione e l’archiviazione, garantendo che le risorse digitali siano difese da potenziali minacce.

    Architetture di replicazione e DR

    Le strategie di replicazione dei dati e di Disaster Recovery (DR) sono cruciali per mantenere la continuità operativa e proteggere i dati critici.

    RPO e RTO: Le Metriche Chiave del Disaster Recovery
    Per definire una strategia di DR efficace, è essenziale comprendere due parametri fondamentali:

    • Recovery Point Objective (RPO): Indica la quantità massima di dati che un’azienda è disposta a perdere, misurata in tempo. Ad esempio, un RPO di 1 ora significa che, in caso di disastro, i dati possono essere ripristinati allo stato in cui si trovavano al massimo un’ora prima dell’evento.
    • Recovery Time Objective (RTO): Rappresenta il tempo massimo accettabile per ripristinare le operazioni e i servizi dopo un’interruzione. Un RTO di 30 minuti, per esempio, impone che il sistema torni operativo entro mezz’ora dal disastro.

    La definizione di RPO e RTO è il primo passo per progettare un piano di DR allineato alle esigenze del business.[ZeroUnoWeb]

    Strategie di failover geografico

    L’implementazione di modelli di replicazione, come la replica sincrona o asincrona, è fondamentale per ridurre la latenza e i costi. Le configurazioni active-active o active-passive consentono un bilanciamento ottimale del traffico e garantiscono il failover rapido in caso di malfunzionamenti.

    Nel contesto di infrastrutture distribuite, si possono adottare diverse strategie di Disaster Recovery basate su cloud, ognuna con un diverso equilibrio tra costi, complessità e velocità di ripristino:

    • Backup and Restore: La soluzione più semplice ed economica, che prevede il backup dei dati in una region geograficamente distante. I tempi di ripristino (RTO) sono generalmente più lunghi.
    • Pilot Light: Mantiene una versione minimale dell’infrastruttura (il “pilot light”) nel sito di DR, pronta per essere scalata rapidamente in caso di necessità. Offre un RTO più basso rispetto al semplice backup.
    • Warm Standby: Una versione scalata ma non a piena capacità dell’infrastruttura è sempre attiva nel sito secondario. Questo riduce ulteriormente l’RTO, consentendo un failover più rapido.
    • Multi-Site Active-Active: La configurazione più avanzata e costosa, dove entrambi i siti (es. Italia e Germania) gestiscono attivamente il traffico. In caso di failover, il traffico viene reindirizzato automaticamente all’altro sito senza interruzioni, garantendo RTO e RPO prossimi allo zero.

    Test periodici e esercitazioni

    Esercitazioni regolari di Disaster Recovery sono vitali per verificare l’efficacia delle strategie di protezione dati. WIIT supporta i propri clienti nell’organizzazione di esercitazioni realistiche, simulando scenari di disastro per assicurare il massimo livello di preparazione. Le esercitazioni non solo testano la risposta a situazioni critiche ma garantiscono anche che le infrastrutture e i processi aziendali siano allineati alle migliori pratiche del settore.

    Secondo Gartner, oltre la metà delle aziende ripone un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità di ripristinare l’intero ambiente IT dopo un disastro. I test periodici non sono solo una best practice, ma una necessità per trasformare un piano di Disaster Recovery da un documento teorico a una reale capacità operativa.[ZeroUnoWeb]

  • Data center in Italia e Germania: come garantire continuità e sicurezza

    Data center in Italia e Germania: come garantire continuità e sicurezza

    Vantaggi di una distribuzione Italia-Germania

    Una strategia di distribuzione dei data center tra Italia e Germania offre significativi benefici in termini di compliance e resilienza operativa. Nel contesto regolamentare europeo, migrando i workload tra questi due paesi si possono ottimizzare i vantaggi legati alla normativa GDPR.

    Richiedi il datasheet dei data center WIIT

    Compliance e sovranità dei dati

    L’ubicazione dei data center in Italia e Germania facilita la conformità con le rigide normative di localizzazione dei dati. Per settori strettamente regolamentati come il finance e il pharma, la presenza su questi territori assicura che le pratiche siano allineate alle leggi vigenti evitando potenziali sanzioni. Inoltre, poter offrire un’infrastruttura che contempli la gestione dei dati in più giurisdizioni garantisce una sovranità digitale autentica.

    Il Nuovo Orizzonte Normativo: Il Data Act Europeo

    Oltre al GDPR, le aziende devono ora considerare il Regolamento (UE) 2023/2854, noto come “Data Act”, che entrerà pienamente in vigore il 12 settembre 2025. Questa normativa mira a stabilire un mercato dei dati più equo e competitivo, introducendo norme armonizzate sull’accesso e l’utilizzo dei dati generati dall’uso di prodotti connessi. Per le aziende che operano tra Italia e Germania, il Data Act impone nuovi obblighi sulla portabilità dei dati, facilitando il passaggio tra diversi fornitori di servizi cloud e di trattamento dati. Sarà fondamentale adeguare i contratti e le infrastrutture per garantire l’equivalenza funzionale e rispettare i nuovi obblighi di trasparenza, come la chiara indicazione della giurisdizione in cui i dati vengono trattati.[Agenda Digitale]

    Resilienza operativa

    I data center distribuiti tra Italia e Germania migliorano l’operatività, riducendo i rischi di interruzioni derivanti da disastri locali o attacchi cyber. La duplicazione dei servizi su più siti permette un miglior bilanciamento del carico e un ripristino rapido delle attività in caso di incidenza, abbassando i tempi di inattività e migliorando i servizi critici, un aspetto cruciale per il successo aziendale.

    Richiedi il datasheet dei data center WIIT
    Confronto Approcci Infrastrutturali
    Criterio Approccio Distribuito (Italia-Germania) Approccio Singola Nazione
    Resilienza a Disastri Locali Alta. Un evento in un paese non impatta l’operatività nell’altro. Bassa. Un disastro naturale o un blackout su larga scala può causare un’interruzione totale.
    Latenza per Utenti Europei Ottimizzata. Possibilità di servire gli utenti dal data center più vicino. Variabile. Latenza più alta per gli utenti geograficamente distanti dal data center.
    Conformità Normativa Alta. Permette di soddisfare requisiti di sovranità dei dati in più giurisdizioni UE. Limitata alla sola legislazione nazionale.
    Bilanciamento del Carico Efficiente. Il traffico può essere distribuito dinamicamente tra i due siti. Limitato alle risorse di un singolo sito.

    Caratteristiche infrastrutturali

    La qualità dell’infrastruttura dei data center è testimoniata dalle certificazioni di sicurezza e dai criteri di sostenibilità ambientale adottati.

    Certificazioni Tier e standard energetici

    Le certificazioni Tier, che vanno da I a IV, rappresentano uno standard di affidabilità e disponibilità dei data center. Le strutture certificate Tier IV, come quelle di WIIT, offrono un alto grado di ridondanza e sono essenziali per servizi contabili, garantendo la continuità anche durante manutenzioni. Inoltre, l’adozione di misure per l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili rispondono agli obiettivi di sostenibilità ambientale che molte organizzazioni oggi perseguono.

    Sostenibilità e Normative Energetiche: Le Nuove Sfide

    La sostenibilità non è più un’opzione, ma un requisito normativo. La legislazione europea, con la Germania in prima linea, sta imponendo standard sempre più severi per i data center. Entro il 2027, i data center tedeschi dovranno raggiungere il 100% di approvvigionamento da energie rinnovabili. Inoltre, vengono introdotti limiti stringenti per il Power Usage Effectiveness (PUE), che per le nuove strutture non dovrà superare il valore di 1.2.[ESG360]

    Un altro aspetto cruciale è il riutilizzo del calore di scarto (Energy Reuse Factor – ERF), che diventerà obbligatorio per i nuovi data center a partire dal 2026. Queste misure, unite alla crescente domanda di energia spinta dall’intelligenza artificiale, che si stima consumerà oltre 1.000 TWh a livello globale entro il 2026, stanno spingendo il settore verso innovazioni come il raffreddamento a liquido e l’adozione di microgriglie energetiche per garantire efficienza e sostenibilità.[Corriere Comunicazioni]

    Sicurezza fisica e logica

    L’accesso sicuro ai data center è protetto da controlli d’accesso avanzati e supervisionato attraverso sistemi di videosorveglianza e soluzioni di sicurezza fisica. A livello digitale, firewall di livello enterprise, sistemi di intrusion detection e prevenzione, e meccanismi di crittografia proteggono i dati durante l’elaborazione e l’archiviazione, garantendo che le risorse digitali siano difese da potenziali minacce.

    Architetture di replicazione e DR

    Le strategie di replicazione dei dati e di Disaster Recovery (DR) sono cruciali per mantenere la continuità operativa e proteggere i dati critici.

    RPO e RTO: Le Metriche Chiave del Disaster Recovery
    Per definire una strategia di DR efficace, è essenziale comprendere due parametri fondamentali:

    • Recovery Point Objective (RPO): Indica la quantità massima di dati che un’azienda è disposta a perdere, misurata in tempo. Ad esempio, un RPO di 1 ora significa che, in caso di disastro, i dati possono essere ripristinati allo stato in cui si trovavano al massimo un’ora prima dell’evento.
    • Recovery Time Objective (RTO): Rappresenta il tempo massimo accettabile per ripristinare le operazioni e i servizi dopo un’interruzione. Un RTO di 30 minuti, per esempio, impone che il sistema torni operativo entro mezz’ora dal disastro.

    La definizione di RPO e RTO è il primo passo per progettare un piano di DR allineato alle esigenze del business.[ZeroUnoWeb]

    Strategie di failover geografico

    L’implementazione di modelli di replicazione, come la replica sincrona o asincrona, è fondamentale per ridurre la latenza e i costi. Le configurazioni active-active o active-passive consentono un bilanciamento ottimale del traffico e garantiscono il failover rapido in caso di malfunzionamenti.

    Nel contesto di infrastrutture distribuite, si possono adottare diverse strategie di Disaster Recovery basate su cloud, ognuna con un diverso equilibrio tra costi, complessità e velocità di ripristino:

    • Backup and Restore: La soluzione più semplice ed economica, che prevede il backup dei dati in una region geograficamente distante. I tempi di ripristino (RTO) sono generalmente più lunghi.
    • Pilot Light: Mantiene una versione minimale dell’infrastruttura (il “pilot light”) nel sito di DR, pronta per essere scalata rapidamente in caso di necessità. Offre un RTO più basso rispetto al semplice backup.
    • Warm Standby: Una versione scalata ma non a piena capacità dell’infrastruttura è sempre attiva nel sito secondario. Questo riduce ulteriormente l’RTO, consentendo un failover più rapido.
    • Multi-Site Active-Active: La configurazione più avanzata e costosa, dove entrambi i siti (es. Italia e Germania) gestiscono attivamente il traffico. In caso di failover, il traffico viene reindirizzato automaticamente all’altro sito senza interruzioni, garantendo RTO e RPO prossimi allo zero.

    Test periodici e esercitazioni

    Esercitazioni regolari di Disaster Recovery sono vitali per verificare l’efficacia delle strategie di protezione dati. WIIT supporta i propri clienti nell’organizzazione di esercitazioni realistiche, simulando scenari di disastro per assicurare il massimo livello di preparazione. Le esercitazioni non solo testano la risposta a situazioni critiche ma garantiscono anche che le infrastrutture e i processi aziendali siano allineati alle migliori pratiche del settore.

    Secondo Gartner, oltre la metà delle aziende ripone un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità di ripristinare l’intero ambiente IT dopo un disastro. I test periodici non sono solo una best practice, ma una necessità per trasformare un piano di Disaster Recovery da un documento teorico a una reale capacità operativa.[ZeroUnoWeb]

  • Data center in Italia e Germania: come garantire continuità e sicurezza

    Data center in Italia e Germania: come garantire continuità e sicurezza

    Vantaggi di una distribuzione Italia-Germania

    Una strategia di distribuzione dei data center tra Italia e Germania offre significativi benefici in termini di compliance e resilienza operativa. Nel contesto regolamentare europeo, migrando i workload tra questi due paesi si possono ottimizzare i vantaggi legati alla normativa GDPR.

    Richiedi il datasheet dei data center WIIT

    Compliance e sovranità dei dati

    L’ubicazione dei data center in Italia e Germania facilita la conformità con le rigide normative di localizzazione dei dati. Per settori strettamente regolamentati come il finance e il pharma, la presenza su questi territori assicura che le pratiche siano allineate alle leggi vigenti evitando potenziali sanzioni. Inoltre, poter offrire un’infrastruttura che contempli la gestione dei dati in più giurisdizioni garantisce una sovranità digitale autentica.

    Il Nuovo Orizzonte Normativo: Il Data Act Europeo

    Oltre al GDPR, le aziende devono ora considerare il Regolamento (UE) 2023/2854, noto come “Data Act”, che entrerà pienamente in vigore il 12 settembre 2025. Questa normativa mira a stabilire un mercato dei dati più equo e competitivo, introducendo norme armonizzate sull’accesso e l’utilizzo dei dati generati dall’uso di prodotti connessi. Per le aziende che operano tra Italia e Germania, il Data Act impone nuovi obblighi sulla portabilità dei dati, facilitando il passaggio tra diversi fornitori di servizi cloud e di trattamento dati. Sarà fondamentale adeguare i contratti e le infrastrutture per garantire l’equivalenza funzionale e rispettare i nuovi obblighi di trasparenza, come la chiara indicazione della giurisdizione in cui i dati vengono trattati.[Agenda Digitale]

    Resilienza operativa

    I data center distribuiti tra Italia e Germania migliorano l’operatività, riducendo i rischi di interruzioni derivanti da disastri locali o attacchi cyber. La duplicazione dei servizi su più siti permette un miglior bilanciamento del carico e un ripristino rapido delle attività in caso di incidenza, abbassando i tempi di inattività e migliorando i servizi critici, un aspetto cruciale per il successo aziendale.

    Richiedi il datasheet dei data center WIIT
    Confronto Approcci Infrastrutturali
    Criterio Approccio Distribuito (Italia-Germania) Approccio Singola Nazione
    Resilienza a Disastri Locali Alta. Un evento in un paese non impatta l’operatività nell’altro. Bassa. Un disastro naturale o un blackout su larga scala può causare un’interruzione totale.
    Latenza per Utenti Europei Ottimizzata. Possibilità di servire gli utenti dal data center più vicino. Variabile. Latenza più alta per gli utenti geograficamente distanti dal data center.
    Conformità Normativa Alta. Permette di soddisfare requisiti di sovranità dei dati in più giurisdizioni UE. Limitata alla sola legislazione nazionale.
    Bilanciamento del Carico Efficiente. Il traffico può essere distribuito dinamicamente tra i due siti. Limitato alle risorse di un singolo sito.

    Caratteristiche infrastrutturali

    La qualità dell’infrastruttura dei data center è testimoniata dalle certificazioni di sicurezza e dai criteri di sostenibilità ambientale adottati.

    Certificazioni Tier e standard energetici

    Le certificazioni Tier, che vanno da I a IV, rappresentano uno standard di affidabilità e disponibilità dei data center. Le strutture certificate Tier IV, come quelle di WIIT, offrono un alto grado di ridondanza e sono essenziali per servizi contabili, garantendo la continuità anche durante manutenzioni. Inoltre, l’adozione di misure per l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili rispondono agli obiettivi di sostenibilità ambientale che molte organizzazioni oggi perseguono.

    Sostenibilità e Normative Energetiche: Le Nuove Sfide

    La sostenibilità non è più un’opzione, ma un requisito normativo. La legislazione europea, con la Germania in prima linea, sta imponendo standard sempre più severi per i data center. Entro il 2027, i data center tedeschi dovranno raggiungere il 100% di approvvigionamento da energie rinnovabili. Inoltre, vengono introdotti limiti stringenti per il Power Usage Effectiveness (PUE), che per le nuove strutture non dovrà superare il valore di 1.2.[ESG360]

    Un altro aspetto cruciale è il riutilizzo del calore di scarto (Energy Reuse Factor – ERF), che diventerà obbligatorio per i nuovi data center a partire dal 2026. Queste misure, unite alla crescente domanda di energia spinta dall’intelligenza artificiale, che si stima consumerà oltre 1.000 TWh a livello globale entro il 2026, stanno spingendo il settore verso innovazioni come il raffreddamento a liquido e l’adozione di microgriglie energetiche per garantire efficienza e sostenibilità.[Corriere Comunicazioni]

    Sicurezza fisica e logica

    L’accesso sicuro ai data center è protetto da controlli d’accesso avanzati e supervisionato attraverso sistemi di videosorveglianza e soluzioni di sicurezza fisica. A livello digitale, firewall di livello enterprise, sistemi di intrusion detection e prevenzione, e meccanismi di crittografia proteggono i dati durante l’elaborazione e l’archiviazione, garantendo che le risorse digitali siano difese da potenziali minacce.

    Architetture di replicazione e DR

    Le strategie di replicazione dei dati e di Disaster Recovery (DR) sono cruciali per mantenere la continuità operativa e proteggere i dati critici.

    RPO e RTO: Le Metriche Chiave del Disaster Recovery
    Per definire una strategia di DR efficace, è essenziale comprendere due parametri fondamentali:

    • Recovery Point Objective (RPO): Indica la quantità massima di dati che un’azienda è disposta a perdere, misurata in tempo. Ad esempio, un RPO di 1 ora significa che, in caso di disastro, i dati possono essere ripristinati allo stato in cui si trovavano al massimo un’ora prima dell’evento.
    • Recovery Time Objective (RTO): Rappresenta il tempo massimo accettabile per ripristinare le operazioni e i servizi dopo un’interruzione. Un RTO di 30 minuti, per esempio, impone che il sistema torni operativo entro mezz’ora dal disastro.

    La definizione di RPO e RTO è il primo passo per progettare un piano di DR allineato alle esigenze del business.[ZeroUnoWeb]

    Strategie di failover geografico

    L’implementazione di modelli di replicazione, come la replica sincrona o asincrona, è fondamentale per ridurre la latenza e i costi. Le configurazioni active-active o active-passive consentono un bilanciamento ottimale del traffico e garantiscono il failover rapido in caso di malfunzionamenti.

    Nel contesto di infrastrutture distribuite, si possono adottare diverse strategie di Disaster Recovery basate su cloud, ognuna con un diverso equilibrio tra costi, complessità e velocità di ripristino:

    • Backup and Restore: La soluzione più semplice ed economica, che prevede il backup dei dati in una region geograficamente distante. I tempi di ripristino (RTO) sono generalmente più lunghi.
    • Pilot Light: Mantiene una versione minimale dell’infrastruttura (il “pilot light”) nel sito di DR, pronta per essere scalata rapidamente in caso di necessità. Offre un RTO più basso rispetto al semplice backup.
    • Warm Standby: Una versione scalata ma non a piena capacità dell’infrastruttura è sempre attiva nel sito secondario. Questo riduce ulteriormente l’RTO, consentendo un failover più rapido.
    • Multi-Site Active-Active: La configurazione più avanzata e costosa, dove entrambi i siti (es. Italia e Germania) gestiscono attivamente il traffico. In caso di failover, il traffico viene reindirizzato automaticamente all’altro sito senza interruzioni, garantendo RTO e RPO prossimi allo zero.

    Test periodici e esercitazioni

    Esercitazioni regolari di Disaster Recovery sono vitali per verificare l’efficacia delle strategie di protezione dati. WIIT supporta i propri clienti nell’organizzazione di esercitazioni realistiche, simulando scenari di disastro per assicurare il massimo livello di preparazione. Le esercitazioni non solo testano la risposta a situazioni critiche ma garantiscono anche che le infrastrutture e i processi aziendali siano allineati alle migliori pratiche del settore.

    Secondo Gartner, oltre la metà delle aziende ripone un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità di ripristinare l’intero ambiente IT dopo un disastro. I test periodici non sono solo una best practice, ma una necessità per trasformare un piano di Disaster Recovery da un documento teorico a una reale capacità operativa.[ZeroUnoWeb]

  • Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Definizione e benefici del multicloud

    Definizione chiara: per “multicloud innovativo” si intende l’impiego orchestrato di servizi cloud di più provider (cloud pubblici, hosted private e data center proprietari) per distribuire workload, ottimizzare latenza, costi e conformità normativa e aumentare resilienza e disponibilità.

    Questo approccio non è solo tecnologico ma operativo: richiede orchestrazione, integrazione, politiche di governance e una strategia di dati esplicita.

    Per organizzazioni che gestiscono dati sensibili o soggette a regolamentazione europea, la scelta di un mix di region e zone può ridurre il rischio legale legato alla territorialità dei dati e semplificare la compliance.
    • Riduzione del vendor lock-in tramite distribuzione dei servizi su più piattaforme.
    • Scalabilità dinamica per picchi di carico (AI, analytics, e‑commerce).
    • Resilienza geografica e logica (repliche, DR, failover).
    • Possibilità di ottimizzare costi e latenza scegliendo la collocazione migliore per ciascun workload.
    Beneficio Impatto operativo Esempi
    Evitare vendor lock-in Maggiore libertà di migrazione e procurement DBaaS multicloud, orchestrazione Kubernetes
    Resilienza Ridondanza geografica e piani DR più efficaci XDCR per database, Zone DR dedicate
    Performance Vicino alla fonte dati per ridurre latenza Edge + Data Lake per analytics e AI

    Evitare vendor lock-in

    Valuta il tuo modello multicloud con un assessment gratuito

    Un modello multicloud innovativo combina servizi di più provider pubblici e privati per distribuire i carichi su piattaforme differenti, riducendo la dipendenza dal singolo fornitore. Esempi concreti includono database cloud-native erogati come DBaaS disponibili su più cloud pubblici: nel 2021 è stato annunciato un servizio completamente gestito con disponibilità su Amazon Web Services e Microsoft Azure, concepito per ambienti dinamici e integrazione multicloud e edge, con replica cross-data-center (XDCR) per localizzazione dei dati e ripristino di emergenza, console di controllo all’interno del VPC del cliente e minore rischio di lock-in (fonte). Anche le esperienze delle imprese mostrano scelte multi-provider: realtà internazionali hanno dichiarato l’adozione di ambienti multi-cloud con grandi piattaforme, valutando caso per caso cosa migrare e cosa mantenere on-premise, e selezionando il cloud per aree come posta elettronica, collaboration e Human Capital Management (fonte).

    Nota pratica: una strategia di multicloud richiede regole di governance dei dati (chi può spostare cosa, quando e come), automazione per la migrazione e test periodici di failover per evitare che “multicloud” si trasformi in “multi-problema”.

    “Couchbase Cloud fornisce un singolo pannello di controllo con una interfaccia unica per la gestione multi-cloud. La replica cross-data-center (XDCR) permette di replicare i dati da un cluster ad un altro per il ripristino di emergenze e per la localizzazione dei dati.”
    — ZeroUnoWeb (sintesi tecnico-commerciale su Couchbase Cloud)

    • Verificare che i DBaaS utilizzati supportino XDCR o repliche multi-region.[ZeroUnoWeb]
    • Preferire console che possano essere eseguite nel VPC cliente per maggiore controllo dei dati.[ZeroUnoWeb]
    • Automatizzare backup e restore cross‑cloud per ridurre RTO/RPO.

    Scalabilità e resilienza

    Valuta il tuo modello multicloud con un assessment gratuito

    La resilienza aumenta per via della ridondanza geografica e infrastrutturale. Nel paradigma Secure Cloud di WIIT Group, la base tecnologica è un network europeo di oltre 20 data center raggruppati in 7 Region (tra Germania, Italia e Svizzera) e organizzati in 3 Zone di servizio (Standard, Premium e DR). La disponibilità di data center certificati Tier IV o ad altissima resilienza abilita servizi di business continuity e disaster recovery per aziende soggette a requisiti stringenti, con security by design, segmentazione delle reti, vulnerability management e SOC 24/7. Le Zone DR attivano backup e DR flessibili; la Zona Premium estende la protezione a tutti i macro-processi della cyber security. Questo approccio consente di scalare risorse in modo controllato e con SLA elevati per workload critici. In parallelo, le piattaforme AI aziendali illustrano come l’uso della cloud abiliti l’assegnazione dinamica delle risorse in base ai pattern di utilizzo, l’analisi predittiva dei bisogni di storage e la prevenzione di colli di bottiglia e perdite di dati (fonte).

    Fatto operativo: WIIT dichiara una rete europea con più di 20 data center e pacchetti di servizio (Zone) attivabili per Region, che permettono di attivare rapidamente livelli predefiniti di sicurezza e DR.[WIIT]
    Componente Scopo Impatto su SLA/Resilienza
    Region (geografica) Località fisica per collocazione dati Riduce latenza, facilita compliance
    Zone (Standard/Premium/DR) Pacchetti funzionali e di sicurezza Permette scelte modulari di resilienza
    Tier IV data center Massima affidabilità infrastrutturale Riduce rischio di outage prolungati

    Modelli di implementazione

    Cloud pubblico + hosted private

    La gestione ambienti ibridi combina asset in hosted private cloud e servizi di cloud pubblico. WIIT Group eroga servizi di Hosted Private and Hybrid Cloud per applicazioni critiche e business continuity, con data center proprietari e certificazioni di livello (fonte). In questo schema, interoperabilità piattaforme e orchestrazione sono essenziali: un’impresa può erogare collaboration e HCM in cloud pubblico, mantenendo on-premise o in hosted private componenti ERP o sistemi di controllo accessi, decidendo la collocazione ottimale dei dati e dei servizi (fonte). A livello applicativo, l’approccio composable e l’impiego di iPaaS semplificano la creazione di connessioni tra sistemi differenti, facilitando l’integrazione e la governance di soluzioni modulari (fonte; iPaaS WIIT).

    XDCR
    Replica cross‑data‑center: meccanismo di sincronizzazione/replica tra cluster distribuiti per DR e localizzazione dati.
    DBaaS
    Database as a Service: database erogato come servizio gestito (es. Couchbase Capella).
    RAG (Retrieval-Augmented Generation)
    Pattern di integrazione LLM + retrieval che combina ricerca su documenti e generazione testuale; utile per LLM aziendali con knowledge base dedicate.
    iPaaS
    Integration Platform as a Service: piattaforma per connettere applicazioni eterogenee con flussi e orchestrazioni centralizzate.
    Best practice di implementazione ibrida:

    • Definire policy di collocazione dei dati per classi di sensibilità.
    • Usare orchestratori (Kubernetes) e layer di astrazione per evitare lock-in applicativo.
    • Monitorare costi e latenza con tool centralizzati per identificare spostamenti opportuni.

    Interconnessioni e networking

    Le interconnessioni private e la segmentazione delle reti sono fattori determinanti per latenza, sicurezza e continuità. Nel caso dei database multicloud già citati, la riproduzione dei dati tra centri distribuiti (XDCR) serve a supportare sia il ripristino di emergenza che la collocazione geografica dei dati stessi; la console residente nel VPC del cliente incrementa controllo e sicurezza (fonte). Nel paradigma Secure Cloud di WIIT, architetture ridondanti e network zoning coerenti con le Zone di servizio (Standard, Premium, DR) sostengono l’erogazione di workload critici con criteri differenziati di sicurezza e resilienza. Per l’integrazione applicativa tra domini eterogenei, modelli composable e iPaaS accelerano l’allineamento tra sistemi, riducendo rischi di incompatibilità e potenziando il controllo sui flussi (fonte).

    Raccomandazione tecnica: privilegiare interconnessioni private (Direct Connect/ExpressRoute o circuiti MPLS/dedicated) quando si gestiscono applicazioni ERP e transazionali che richiedono latenza costante e throughput prevedibile.

    Diagramma Multicloud

    Casi di uso per workload critici

    Analytics, AI e applicazioni ERP

    Gli scenari di analytics e AI beneficiano della prossimità ai dati e della scalabilità del multicloud. Le piattaforme AI aziendali descrivono una filiera che parte dalla raccolta e classificazione intelligente dei dati, passa per la gestione in cloud con assegnazione dinamica di risorse e analisi predittive del fabbisogno di storage, e arriva alla costruzione di modelli sempre più accurati, anche su dati non strutturati attraverso tecniche di Natural Language Processing e computer vision. Per grandi volumi non strutturati risultano adatti i Data Lake, mentre per l’integrazione con Large Language Models risulta indicata la logica RAG, con un ruolo crescente per vector database e object storage vicino alla fonte dati (fonte).

    Pattern consigliati per AI aziendale:

    • Ingestione dati in near‑real‑time (edge ingestion) verso Data Lake distribuiti.
    • Store dei vettori in database dedicati vicino alla computazione (vector DB) per latenza minima.
    • RAG per connettere LLM a knowledge base locali con politiche di accesso controllate.

    Le applicazioni ERP mission-critical richiedono alta disponibilità, failover e piani di DR collaudati. Esperienze enterprise evidenziano una migrazione selettiva: posta e collaboration in cloud, HCM globale in modalità as-a-service, valutazioni puntuali sull’ERP, e talvolta mantenimento on-premise per componenti che non trarrebbero vantaggio dalla delocalizzazione (fonte). Nel multicloud la resilienza può essere potenziata con repliche tra region o data center e governance di rete segmentata, come previsto nelle Zone Premium e DR del Secure Cloud WIIT.

    Check list per ERP mission-critical:

    1. Classificazione dati e dipendenze applicative.
    2. Piani DR con test trimestrali (failover completo) e RTO/RPO definiti.
    3. Segmentazione delle reti e accessi privilegiati controllati da PAM/SOC.
    4. Audit e prove di compliance con normativa NIS2 e linee guida ENISA.

    La crescente spinta regolatoria rende inoltre centrale la conformità. Sul piano europeo, la NIS2 si traduce in obblighi tecnici e organizzativi per gli operatori essenziali e importanti, con scadenze nazionali che includono registrazioni periodiche e, dal 1° gennaio 2026, l’obbligo di notifica degli incidenti informatici in Italia, sotto coordinamento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). A fine giugno 2025 l’ENISA ha pubblicato una guida tecnica che supporta l’attuazione del Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2690, fornendo orientamenti operativi, esempi di evidenze e mappature agli standard: un riferimento pratico per gap analysis, audit e gestione del rischio in ambienti multi-provider. In questo contesto, l’offerta Secure Cloud di WIIT — con data center multi-Tier, security by design, SOC 24/7 e servizi di business continuity — costituisce una base coerente per sostenere workload ERP, analytics e AI conformi alle best practice europee, con forte interoperabilità piattaforme e controllo sul ciclo di vita dei dati.

    Data/Evento Obbligo/Contesto Sorgente
    26 giugno 2025 Pubblicazione della ENISA Technical Implementation Guidance per NIS2 [ENISA]
    1° gennaio 2026 Entrata in vigore dell’obbligo di notifica degli incidenti per soggetti NIS in Italia [ACN]
    Entro ottobre 2026 Adozione delle misure di sicurezza tecniche e organizzative previste [ACN]
    Impatto per il reparto IT: la roadmap NIS2 richiede investimenti in monitoraggio, gestione delle vulnerabilità, corsi per ruoli di cybersecurity e miglioramenti documentati per dimostrare conformità durante audit e ispezioni.[ENISA][ACN]

    Riferimenti citati

    1. ENISA — NIS2 Technical Implementation Guidance (pubblicazione tecnica, 26 giugno 2025).[ENISA]
    2. Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) — portale NIS e indicazioni operative (aggiornamenti e scadenze nazionali).[ACN]
    3. WIIT — Secure Cloud: descrizione Regions & Zones e servizi (documentazione ufficiale WIIT).[WIIT]
    4. magazine.wiit.cloud — articolo “Secure Cloud, porta sicurezza e compliance ai massimi livelli” (maggio 2025) esplicativo sulle Zone e Region.[magazine.wiit.cloud]
    5. ZeroUnoWeb — articolo su Couchbase Capella e caratteristiche multicloud/DBaaS (maggio 2021) con dettagli su XDCR e console VPC.[ZeroUnoWeb]
  • Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Definizione e benefici del multicloud

    Definizione chiara: per “multicloud innovativo” si intende l’impiego orchestrato di servizi cloud di più provider (cloud pubblici, hosted private e data center proprietari) per distribuire workload, ottimizzare latenza, costi e conformità normativa e aumentare resilienza e disponibilità.

    Questo approccio non è solo tecnologico ma operativo: richiede orchestrazione, integrazione, politiche di governance e una strategia di dati esplicita.

    Per organizzazioni che gestiscono dati sensibili o soggette a regolamentazione europea, la scelta di un mix di region e zone può ridurre il rischio legale legato alla territorialità dei dati e semplificare la compliance.
    • Riduzione del vendor lock-in tramite distribuzione dei servizi su più piattaforme.
    • Scalabilità dinamica per picchi di carico (AI, analytics, e‑commerce).
    • Resilienza geografica e logica (repliche, DR, failover).
    • Possibilità di ottimizzare costi e latenza scegliendo la collocazione migliore per ciascun workload.
    Beneficio Impatto operativo Esempi
    Evitare vendor lock-in Maggiore libertà di migrazione e procurement DBaaS multicloud, orchestrazione Kubernetes
    Resilienza Ridondanza geografica e piani DR più efficaci XDCR per database, Zone DR dedicate
    Performance Vicino alla fonte dati per ridurre latenza Edge + Data Lake per analytics e AI

    Evitare vendor lock-in

    Valuta il tuo modello multicloud con un assessment gratuito

    Un modello multicloud innovativo combina servizi di più provider pubblici e privati per distribuire i carichi su piattaforme differenti, riducendo la dipendenza dal singolo fornitore. Esempi concreti includono database cloud-native erogati come DBaaS disponibili su più cloud pubblici: nel 2021 è stato annunciato un servizio completamente gestito con disponibilità su Amazon Web Services e Microsoft Azure, concepito per ambienti dinamici e integrazione multicloud e edge, con replica cross-data-center (XDCR) per localizzazione dei dati e ripristino di emergenza, console di controllo all’interno del VPC del cliente e minore rischio di lock-in (fonte). Anche le esperienze delle imprese mostrano scelte multi-provider: realtà internazionali hanno dichiarato l’adozione di ambienti multi-cloud con grandi piattaforme, valutando caso per caso cosa migrare e cosa mantenere on-premise, e selezionando il cloud per aree come posta elettronica, collaboration e Human Capital Management (fonte).

    Nota pratica: una strategia di multicloud richiede regole di governance dei dati (chi può spostare cosa, quando e come), automazione per la migrazione e test periodici di failover per evitare che “multicloud” si trasformi in “multi-problema”.

    “Couchbase Cloud fornisce un singolo pannello di controllo con una interfaccia unica per la gestione multi-cloud. La replica cross-data-center (XDCR) permette di replicare i dati da un cluster ad un altro per il ripristino di emergenze e per la localizzazione dei dati.”
    — ZeroUnoWeb (sintesi tecnico-commerciale su Couchbase Cloud)

    • Verificare che i DBaaS utilizzati supportino XDCR o repliche multi-region.[ZeroUnoWeb]
    • Preferire console che possano essere eseguite nel VPC cliente per maggiore controllo dei dati.[ZeroUnoWeb]
    • Automatizzare backup e restore cross‑cloud per ridurre RTO/RPO.

    Scalabilità e resilienza

    Valuta il tuo modello multicloud con un assessment gratuito

    La resilienza aumenta per via della ridondanza geografica e infrastrutturale. Nel paradigma Secure Cloud di WIIT Group, la base tecnologica è un network europeo di oltre 20 data center raggruppati in 7 Region (tra Germania, Italia e Svizzera) e organizzati in 3 Zone di servizio (Standard, Premium e DR). La disponibilità di data center certificati Tier IV o ad altissima resilienza abilita servizi di business continuity e disaster recovery per aziende soggette a requisiti stringenti, con security by design, segmentazione delle reti, vulnerability management e SOC 24/7. Le Zone DR attivano backup e DR flessibili; la Zona Premium estende la protezione a tutti i macro-processi della cyber security. Questo approccio consente di scalare risorse in modo controllato e con SLA elevati per workload critici. In parallelo, le piattaforme AI aziendali illustrano come l’uso della cloud abiliti l’assegnazione dinamica delle risorse in base ai pattern di utilizzo, l’analisi predittiva dei bisogni di storage e la prevenzione di colli di bottiglia e perdite di dati (fonte).

    Fatto operativo: WIIT dichiara una rete europea con più di 20 data center e pacchetti di servizio (Zone) attivabili per Region, che permettono di attivare rapidamente livelli predefiniti di sicurezza e DR.[WIIT]
    Componente Scopo Impatto su SLA/Resilienza
    Region (geografica) Località fisica per collocazione dati Riduce latenza, facilita compliance
    Zone (Standard/Premium/DR) Pacchetti funzionali e di sicurezza Permette scelte modulari di resilienza
    Tier IV data center Massima affidabilità infrastrutturale Riduce rischio di outage prolungati

    Modelli di implementazione

    Cloud pubblico + hosted private

    La gestione ambienti ibridi combina asset in hosted private cloud e servizi di cloud pubblico. WIIT Group eroga servizi di Hosted Private and Hybrid Cloud per applicazioni critiche e business continuity, con data center proprietari e certificazioni di livello (fonte). In questo schema, interoperabilità piattaforme e orchestrazione sono essenziali: un’impresa può erogare collaboration e HCM in cloud pubblico, mantenendo on-premise o in hosted private componenti ERP o sistemi di controllo accessi, decidendo la collocazione ottimale dei dati e dei servizi (fonte). A livello applicativo, l’approccio composable e l’impiego di iPaaS semplificano la creazione di connessioni tra sistemi differenti, facilitando l’integrazione e la governance di soluzioni modulari (fonte; iPaaS WIIT).

    XDCR
    Replica cross‑data‑center: meccanismo di sincronizzazione/replica tra cluster distribuiti per DR e localizzazione dati.
    DBaaS
    Database as a Service: database erogato come servizio gestito (es. Couchbase Capella).
    RAG (Retrieval-Augmented Generation)
    Pattern di integrazione LLM + retrieval che combina ricerca su documenti e generazione testuale; utile per LLM aziendali con knowledge base dedicate.
    iPaaS
    Integration Platform as a Service: piattaforma per connettere applicazioni eterogenee con flussi e orchestrazioni centralizzate.
    Best practice di implementazione ibrida:

    • Definire policy di collocazione dei dati per classi di sensibilità.
    • Usare orchestratori (Kubernetes) e layer di astrazione per evitare lock-in applicativo.
    • Monitorare costi e latenza con tool centralizzati per identificare spostamenti opportuni.

    Interconnessioni e networking

    Le interconnessioni private e la segmentazione delle reti sono fattori determinanti per latenza, sicurezza e continuità. Nel caso dei database multicloud già citati, la riproduzione dei dati tra centri distribuiti (XDCR) serve a supportare sia il ripristino di emergenza che la collocazione geografica dei dati stessi; la console residente nel VPC del cliente incrementa controllo e sicurezza (fonte). Nel paradigma Secure Cloud di WIIT, architetture ridondanti e network zoning coerenti con le Zone di servizio (Standard, Premium, DR) sostengono l’erogazione di workload critici con criteri differenziati di sicurezza e resilienza. Per l’integrazione applicativa tra domini eterogenei, modelli composable e iPaaS accelerano l’allineamento tra sistemi, riducendo rischi di incompatibilità e potenziando il controllo sui flussi (fonte).

    Raccomandazione tecnica: privilegiare interconnessioni private (Direct Connect/ExpressRoute o circuiti MPLS/dedicated) quando si gestiscono applicazioni ERP e transazionali che richiedono latenza costante e throughput prevedibile.

    Diagramma Multicloud

    Casi di uso per workload critici

    Analytics, AI e applicazioni ERP

    Gli scenari di analytics e AI beneficiano della prossimità ai dati e della scalabilità del multicloud. Le piattaforme AI aziendali descrivono una filiera che parte dalla raccolta e classificazione intelligente dei dati, passa per la gestione in cloud con assegnazione dinamica di risorse e analisi predittive del fabbisogno di storage, e arriva alla costruzione di modelli sempre più accurati, anche su dati non strutturati attraverso tecniche di Natural Language Processing e computer vision. Per grandi volumi non strutturati risultano adatti i Data Lake, mentre per l’integrazione con Large Language Models risulta indicata la logica RAG, con un ruolo crescente per vector database e object storage vicino alla fonte dati (fonte).

    Pattern consigliati per AI aziendale:

    • Ingestione dati in near‑real‑time (edge ingestion) verso Data Lake distribuiti.
    • Store dei vettori in database dedicati vicino alla computazione (vector DB) per latenza minima.
    • RAG per connettere LLM a knowledge base locali con politiche di accesso controllate.

    Le applicazioni ERP mission-critical richiedono alta disponibilità, failover e piani di DR collaudati. Esperienze enterprise evidenziano una migrazione selettiva: posta e collaboration in cloud, HCM globale in modalità as-a-service, valutazioni puntuali sull’ERP, e talvolta mantenimento on-premise per componenti che non trarrebbero vantaggio dalla delocalizzazione (fonte). Nel multicloud la resilienza può essere potenziata con repliche tra region o data center e governance di rete segmentata, come previsto nelle Zone Premium e DR del Secure Cloud WIIT.

    Check list per ERP mission-critical:

    1. Classificazione dati e dipendenze applicative.
    2. Piani DR con test trimestrali (failover completo) e RTO/RPO definiti.
    3. Segmentazione delle reti e accessi privilegiati controllati da PAM/SOC.
    4. Audit e prove di compliance con normativa NIS2 e linee guida ENISA.

    La crescente spinta regolatoria rende inoltre centrale la conformità. Sul piano europeo, la NIS2 si traduce in obblighi tecnici e organizzativi per gli operatori essenziali e importanti, con scadenze nazionali che includono registrazioni periodiche e, dal 1° gennaio 2026, l’obbligo di notifica degli incidenti informatici in Italia, sotto coordinamento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). A fine giugno 2025 l’ENISA ha pubblicato una guida tecnica che supporta l’attuazione del Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2690, fornendo orientamenti operativi, esempi di evidenze e mappature agli standard: un riferimento pratico per gap analysis, audit e gestione del rischio in ambienti multi-provider. In questo contesto, l’offerta Secure Cloud di WIIT — con data center multi-Tier, security by design, SOC 24/7 e servizi di business continuity — costituisce una base coerente per sostenere workload ERP, analytics e AI conformi alle best practice europee, con forte interoperabilità piattaforme e controllo sul ciclo di vita dei dati.

    Data/Evento Obbligo/Contesto Sorgente
    26 giugno 2025 Pubblicazione della ENISA Technical Implementation Guidance per NIS2 [ENISA]
    1° gennaio 2026 Entrata in vigore dell’obbligo di notifica degli incidenti per soggetti NIS in Italia [ACN]
    Entro ottobre 2026 Adozione delle misure di sicurezza tecniche e organizzative previste [ACN]
    Impatto per il reparto IT: la roadmap NIS2 richiede investimenti in monitoraggio, gestione delle vulnerabilità, corsi per ruoli di cybersecurity e miglioramenti documentati per dimostrare conformità durante audit e ispezioni.[ENISA][ACN]

    Riferimenti citati

    1. ENISA — NIS2 Technical Implementation Guidance (pubblicazione tecnica, 26 giugno 2025).[ENISA]
    2. Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) — portale NIS e indicazioni operative (aggiornamenti e scadenze nazionali).[ACN]
    3. WIIT — Secure Cloud: descrizione Regions & Zones e servizi (documentazione ufficiale WIIT).[WIIT]
    4. magazine.wiit.cloud — articolo “Secure Cloud, porta sicurezza e compliance ai massimi livelli” (maggio 2025) esplicativo sulle Zone e Region.[magazine.wiit.cloud]
    5. ZeroUnoWeb — articolo su Couchbase Capella e caratteristiche multicloud/DBaaS (maggio 2021) con dettagli su XDCR e console VPC.[ZeroUnoWeb]
  • Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Definizione e benefici del multicloud

    Definizione chiara: per “multicloud innovativo” si intende l’impiego orchestrato di servizi cloud di più provider (cloud pubblici, hosted private e data center proprietari) per distribuire workload, ottimizzare latenza, costi e conformità normativa e aumentare resilienza e disponibilità.

    Questo approccio non è solo tecnologico ma operativo: richiede orchestrazione, integrazione, politiche di governance e una strategia di dati esplicita.

    Per organizzazioni che gestiscono dati sensibili o soggette a regolamentazione europea, la scelta di un mix di region e zone può ridurre il rischio legale legato alla territorialità dei dati e semplificare la compliance.
    • Riduzione del vendor lock-in tramite distribuzione dei servizi su più piattaforme.
    • Scalabilità dinamica per picchi di carico (AI, analytics, e‑commerce).
    • Resilienza geografica e logica (repliche, DR, failover).
    • Possibilità di ottimizzare costi e latenza scegliendo la collocazione migliore per ciascun workload.
    Beneficio Impatto operativo Esempi
    Evitare vendor lock-in Maggiore libertà di migrazione e procurement DBaaS multicloud, orchestrazione Kubernetes
    Resilienza Ridondanza geografica e piani DR più efficaci XDCR per database, Zone DR dedicate
    Performance Vicino alla fonte dati per ridurre latenza Edge + Data Lake per analytics e AI

    Evitare vendor lock-in

    Valuta il tuo modello multicloud con un assessment gratuito

    Un modello multicloud innovativo combina servizi di più provider pubblici e privati per distribuire i carichi su piattaforme differenti, riducendo la dipendenza dal singolo fornitore. Esempi concreti includono database cloud-native erogati come DBaaS disponibili su più cloud pubblici: nel 2021 è stato annunciato un servizio completamente gestito con disponibilità su Amazon Web Services e Microsoft Azure, concepito per ambienti dinamici e integrazione multicloud e edge, con replica cross-data-center (XDCR) per localizzazione dei dati e ripristino di emergenza, console di controllo all’interno del VPC del cliente e minore rischio di lock-in (fonte). Anche le esperienze delle imprese mostrano scelte multi-provider: realtà internazionali hanno dichiarato l’adozione di ambienti multi-cloud con grandi piattaforme, valutando caso per caso cosa migrare e cosa mantenere on-premise, e selezionando il cloud per aree come posta elettronica, collaboration e Human Capital Management (fonte).

    Nota pratica: una strategia di multicloud richiede regole di governance dei dati (chi può spostare cosa, quando e come), automazione per la migrazione e test periodici di failover per evitare che “multicloud” si trasformi in “multi-problema”.

    “Couchbase Cloud fornisce un singolo pannello di controllo con una interfaccia unica per la gestione multi-cloud. La replica cross-data-center (XDCR) permette di replicare i dati da un cluster ad un altro per il ripristino di emergenze e per la localizzazione dei dati.”
    — ZeroUnoWeb (sintesi tecnico-commerciale su Couchbase Cloud)

    • Verificare che i DBaaS utilizzati supportino XDCR o repliche multi-region.[ZeroUnoWeb]
    • Preferire console che possano essere eseguite nel VPC cliente per maggiore controllo dei dati.[ZeroUnoWeb]
    • Automatizzare backup e restore cross‑cloud per ridurre RTO/RPO.

    Scalabilità e resilienza

    Valuta il tuo modello multicloud con un assessment gratuito

    La resilienza aumenta per via della ridondanza geografica e infrastrutturale. Nel paradigma Secure Cloud di WIIT Group, la base tecnologica è un network europeo di oltre 20 data center raggruppati in 7 Region (tra Germania, Italia e Svizzera) e organizzati in 3 Zone di servizio (Standard, Premium e DR). La disponibilità di data center certificati Tier IV o ad altissima resilienza abilita servizi di business continuity e disaster recovery per aziende soggette a requisiti stringenti, con security by design, segmentazione delle reti, vulnerability management e SOC 24/7. Le Zone DR attivano backup e DR flessibili; la Zona Premium estende la protezione a tutti i macro-processi della cyber security. Questo approccio consente di scalare risorse in modo controllato e con SLA elevati per workload critici. In parallelo, le piattaforme AI aziendali illustrano come l’uso della cloud abiliti l’assegnazione dinamica delle risorse in base ai pattern di utilizzo, l’analisi predittiva dei bisogni di storage e la prevenzione di colli di bottiglia e perdite di dati (fonte).

    Fatto operativo: WIIT dichiara una rete europea con più di 20 data center e pacchetti di servizio (Zone) attivabili per Region, che permettono di attivare rapidamente livelli predefiniti di sicurezza e DR.[WIIT]
    Componente Scopo Impatto su SLA/Resilienza
    Region (geografica) Località fisica per collocazione dati Riduce latenza, facilita compliance
    Zone (Standard/Premium/DR) Pacchetti funzionali e di sicurezza Permette scelte modulari di resilienza
    Tier IV data center Massima affidabilità infrastrutturale Riduce rischio di outage prolungati

    Modelli di implementazione

    Cloud pubblico + hosted private

    La gestione ambienti ibridi combina asset in hosted private cloud e servizi di cloud pubblico. WIIT Group eroga servizi di Hosted Private and Hybrid Cloud per applicazioni critiche e business continuity, con data center proprietari e certificazioni di livello (fonte). In questo schema, interoperabilità piattaforme e orchestrazione sono essenziali: un’impresa può erogare collaboration e HCM in cloud pubblico, mantenendo on-premise o in hosted private componenti ERP o sistemi di controllo accessi, decidendo la collocazione ottimale dei dati e dei servizi (fonte). A livello applicativo, l’approccio composable e l’impiego di iPaaS semplificano la creazione di connessioni tra sistemi differenti, facilitando l’integrazione e la governance di soluzioni modulari (fonte; iPaaS WIIT).

    XDCR
    Replica cross‑data‑center: meccanismo di sincronizzazione/replica tra cluster distribuiti per DR e localizzazione dati.
    DBaaS
    Database as a Service: database erogato come servizio gestito (es. Couchbase Capella).
    RAG (Retrieval-Augmented Generation)
    Pattern di integrazione LLM + retrieval che combina ricerca su documenti e generazione testuale; utile per LLM aziendali con knowledge base dedicate.
    iPaaS
    Integration Platform as a Service: piattaforma per connettere applicazioni eterogenee con flussi e orchestrazioni centralizzate.
    Best practice di implementazione ibrida:

    • Definire policy di collocazione dei dati per classi di sensibilità.
    • Usare orchestratori (Kubernetes) e layer di astrazione per evitare lock-in applicativo.
    • Monitorare costi e latenza con tool centralizzati per identificare spostamenti opportuni.

    Interconnessioni e networking

    Le interconnessioni private e la segmentazione delle reti sono fattori determinanti per latenza, sicurezza e continuità. Nel caso dei database multicloud già citati, la riproduzione dei dati tra centri distribuiti (XDCR) serve a supportare sia il ripristino di emergenza che la collocazione geografica dei dati stessi; la console residente nel VPC del cliente incrementa controllo e sicurezza (fonte). Nel paradigma Secure Cloud di WIIT, architetture ridondanti e network zoning coerenti con le Zone di servizio (Standard, Premium, DR) sostengono l’erogazione di workload critici con criteri differenziati di sicurezza e resilienza. Per l’integrazione applicativa tra domini eterogenei, modelli composable e iPaaS accelerano l’allineamento tra sistemi, riducendo rischi di incompatibilità e potenziando il controllo sui flussi (fonte).

    Raccomandazione tecnica: privilegiare interconnessioni private (Direct Connect/ExpressRoute o circuiti MPLS/dedicated) quando si gestiscono applicazioni ERP e transazionali che richiedono latenza costante e throughput prevedibile.

    Diagramma Multicloud

    Casi di uso per workload critici

    Analytics, AI e applicazioni ERP

    Gli scenari di analytics e AI beneficiano della prossimità ai dati e della scalabilità del multicloud. Le piattaforme AI aziendali descrivono una filiera che parte dalla raccolta e classificazione intelligente dei dati, passa per la gestione in cloud con assegnazione dinamica di risorse e analisi predittive del fabbisogno di storage, e arriva alla costruzione di modelli sempre più accurati, anche su dati non strutturati attraverso tecniche di Natural Language Processing e computer vision. Per grandi volumi non strutturati risultano adatti i Data Lake, mentre per l’integrazione con Large Language Models risulta indicata la logica RAG, con un ruolo crescente per vector database e object storage vicino alla fonte dati (fonte).

    Pattern consigliati per AI aziendale:

    • Ingestione dati in near‑real‑time (edge ingestion) verso Data Lake distribuiti.
    • Store dei vettori in database dedicati vicino alla computazione (vector DB) per latenza minima.
    • RAG per connettere LLM a knowledge base locali con politiche di accesso controllate.

    Le applicazioni ERP mission-critical richiedono alta disponibilità, failover e piani di DR collaudati. Esperienze enterprise evidenziano una migrazione selettiva: posta e collaboration in cloud, HCM globale in modalità as-a-service, valutazioni puntuali sull’ERP, e talvolta mantenimento on-premise per componenti che non trarrebbero vantaggio dalla delocalizzazione (fonte). Nel multicloud la resilienza può essere potenziata con repliche tra region o data center e governance di rete segmentata, come previsto nelle Zone Premium e DR del Secure Cloud WIIT.

    Check list per ERP mission-critical:

    1. Classificazione dati e dipendenze applicative.
    2. Piani DR con test trimestrali (failover completo) e RTO/RPO definiti.
    3. Segmentazione delle reti e accessi privilegiati controllati da PAM/SOC.
    4. Audit e prove di compliance con normativa NIS2 e linee guida ENISA.

    La crescente spinta regolatoria rende inoltre centrale la conformità. Sul piano europeo, la NIS2 si traduce in obblighi tecnici e organizzativi per gli operatori essenziali e importanti, con scadenze nazionali che includono registrazioni periodiche e, dal 1° gennaio 2026, l’obbligo di notifica degli incidenti informatici in Italia, sotto coordinamento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). A fine giugno 2025 l’ENISA ha pubblicato una guida tecnica che supporta l’attuazione del Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2690, fornendo orientamenti operativi, esempi di evidenze e mappature agli standard: un riferimento pratico per gap analysis, audit e gestione del rischio in ambienti multi-provider. In questo contesto, l’offerta Secure Cloud di WIIT — con data center multi-Tier, security by design, SOC 24/7 e servizi di business continuity — costituisce una base coerente per sostenere workload ERP, analytics e AI conformi alle best practice europee, con forte interoperabilità piattaforme e controllo sul ciclo di vita dei dati.

    Data/Evento Obbligo/Contesto Sorgente
    26 giugno 2025 Pubblicazione della ENISA Technical Implementation Guidance per NIS2 [ENISA]
    1° gennaio 2026 Entrata in vigore dell’obbligo di notifica degli incidenti per soggetti NIS in Italia [ACN]
    Entro ottobre 2026 Adozione delle misure di sicurezza tecniche e organizzative previste [ACN]
    Impatto per il reparto IT: la roadmap NIS2 richiede investimenti in monitoraggio, gestione delle vulnerabilità, corsi per ruoli di cybersecurity e miglioramenti documentati per dimostrare conformità durante audit e ispezioni.[ENISA][ACN]

    Riferimenti citati

    1. ENISA — NIS2 Technical Implementation Guidance (pubblicazione tecnica, 26 giugno 2025).[ENISA]
    2. Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) — portale NIS e indicazioni operative (aggiornamenti e scadenze nazionali).[ACN]
    3. WIIT — Secure Cloud: descrizione Regions & Zones e servizi (documentazione ufficiale WIIT).[WIIT]
    4. magazine.wiit.cloud — articolo “Secure Cloud, porta sicurezza e compliance ai massimi livelli” (maggio 2025) esplicativo sulle Zone e Region.[magazine.wiit.cloud]
    5. ZeroUnoWeb — articolo su Couchbase Capella e caratteristiche multicloud/DBaaS (maggio 2021) con dettagli su XDCR e console VPC.[ZeroUnoWeb]
  • Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Definizione e benefici del multicloud

    Definizione chiara: per “multicloud innovativo” si intende l’impiego orchestrato di servizi cloud di più provider (cloud pubblici, hosted private e data center proprietari) per distribuire workload, ottimizzare latenza, costi e conformità normativa e aumentare resilienza e disponibilità.

    Questo approccio non è solo tecnologico ma operativo: richiede orchestrazione, integrazione, politiche di governance e una strategia di dati esplicita.

    Per organizzazioni che gestiscono dati sensibili o soggette a regolamentazione europea, la scelta di un mix di region e zone può ridurre il rischio legale legato alla territorialità dei dati e semplificare la compliance.
    • Riduzione del vendor lock-in tramite distribuzione dei servizi su più piattaforme.
    • Scalabilità dinamica per picchi di carico (AI, analytics, e‑commerce).
    • Resilienza geografica e logica (repliche, DR, failover).
    • Possibilità di ottimizzare costi e latenza scegliendo la collocazione migliore per ciascun workload.
    Beneficio Impatto operativo Esempi
    Evitare vendor lock-in Maggiore libertà di migrazione e procurement DBaaS multicloud, orchestrazione Kubernetes
    Resilienza Ridondanza geografica e piani DR più efficaci XDCR per database, Zone DR dedicate
    Performance Vicino alla fonte dati per ridurre latenza Edge + Data Lake per analytics e AI

    Evitare vendor lock-in

    Valuta il tuo modello multicloud con un assessment gratuito

    Un modello multicloud innovativo combina servizi di più provider pubblici e privati per distribuire i carichi su piattaforme differenti, riducendo la dipendenza dal singolo fornitore. Esempi concreti includono database cloud-native erogati come DBaaS disponibili su più cloud pubblici: nel 2021 è stato annunciato un servizio completamente gestito con disponibilità su Amazon Web Services e Microsoft Azure, concepito per ambienti dinamici e integrazione multicloud e edge, con replica cross-data-center (XDCR) per localizzazione dei dati e ripristino di emergenza, console di controllo all’interno del VPC del cliente e minore rischio di lock-in (fonte). Anche le esperienze delle imprese mostrano scelte multi-provider: realtà internazionali hanno dichiarato l’adozione di ambienti multi-cloud con grandi piattaforme, valutando caso per caso cosa migrare e cosa mantenere on-premise, e selezionando il cloud per aree come posta elettronica, collaboration e Human Capital Management (fonte).

    Nota pratica: una strategia di multicloud richiede regole di governance dei dati (chi può spostare cosa, quando e come), automazione per la migrazione e test periodici di failover per evitare che “multicloud” si trasformi in “multi-problema”.

    “Couchbase Cloud fornisce un singolo pannello di controllo con una interfaccia unica per la gestione multi-cloud. La replica cross-data-center (XDCR) permette di replicare i dati da un cluster ad un altro per il ripristino di emergenze e per la localizzazione dei dati.”
    — ZeroUnoWeb (sintesi tecnico-commerciale su Couchbase Cloud)

    • Verificare che i DBaaS utilizzati supportino XDCR o repliche multi-region.[ZeroUnoWeb]
    • Preferire console che possano essere eseguite nel VPC cliente per maggiore controllo dei dati.[ZeroUnoWeb]
    • Automatizzare backup e restore cross‑cloud per ridurre RTO/RPO.

    Scalabilità e resilienza

    Valuta il tuo modello multicloud con un assessment gratuito

    La resilienza aumenta per via della ridondanza geografica e infrastrutturale. Nel paradigma Secure Cloud di WIIT Group, la base tecnologica è un network europeo di oltre 20 data center raggruppati in 7 Region (tra Germania, Italia e Svizzera) e organizzati in 3 Zone di servizio (Standard, Premium e DR). La disponibilità di data center certificati Tier IV o ad altissima resilienza abilita servizi di business continuity e disaster recovery per aziende soggette a requisiti stringenti, con security by design, segmentazione delle reti, vulnerability management e SOC 24/7. Le Zone DR attivano backup e DR flessibili; la Zona Premium estende la protezione a tutti i macro-processi della cyber security. Questo approccio consente di scalare risorse in modo controllato e con SLA elevati per workload critici. In parallelo, le piattaforme AI aziendali illustrano come l’uso della cloud abiliti l’assegnazione dinamica delle risorse in base ai pattern di utilizzo, l’analisi predittiva dei bisogni di storage e la prevenzione di colli di bottiglia e perdite di dati (fonte).

    Fatto operativo: WIIT dichiara una rete europea con più di 20 data center e pacchetti di servizio (Zone) attivabili per Region, che permettono di attivare rapidamente livelli predefiniti di sicurezza e DR.[WIIT]
    Componente Scopo Impatto su SLA/Resilienza
    Region (geografica) Località fisica per collocazione dati Riduce latenza, facilita compliance
    Zone (Standard/Premium/DR) Pacchetti funzionali e di sicurezza Permette scelte modulari di resilienza
    Tier IV data center Massima affidabilità infrastrutturale Riduce rischio di outage prolungati

    Modelli di implementazione

    Cloud pubblico + hosted private

    La gestione ambienti ibridi combina asset in hosted private cloud e servizi di cloud pubblico. WIIT Group eroga servizi di Hosted Private and Hybrid Cloud per applicazioni critiche e business continuity, con data center proprietari e certificazioni di livello (fonte). In questo schema, interoperabilità piattaforme e orchestrazione sono essenziali: un’impresa può erogare collaboration e HCM in cloud pubblico, mantenendo on-premise o in hosted private componenti ERP o sistemi di controllo accessi, decidendo la collocazione ottimale dei dati e dei servizi (fonte). A livello applicativo, l’approccio composable e l’impiego di iPaaS semplificano la creazione di connessioni tra sistemi differenti, facilitando l’integrazione e la governance di soluzioni modulari (fonte; iPaaS WIIT).

    XDCR
    Replica cross‑data‑center: meccanismo di sincronizzazione/replica tra cluster distribuiti per DR e localizzazione dati.
    DBaaS
    Database as a Service: database erogato come servizio gestito (es. Couchbase Capella).
    RAG (Retrieval-Augmented Generation)
    Pattern di integrazione LLM + retrieval che combina ricerca su documenti e generazione testuale; utile per LLM aziendali con knowledge base dedicate.
    iPaaS
    Integration Platform as a Service: piattaforma per connettere applicazioni eterogenee con flussi e orchestrazioni centralizzate.
    Best practice di implementazione ibrida:

    • Definire policy di collocazione dei dati per classi di sensibilità.
    • Usare orchestratori (Kubernetes) e layer di astrazione per evitare lock-in applicativo.
    • Monitorare costi e latenza con tool centralizzati per identificare spostamenti opportuni.

    Interconnessioni e networking

    Le interconnessioni private e la segmentazione delle reti sono fattori determinanti per latenza, sicurezza e continuità. Nel caso dei database multicloud già citati, la riproduzione dei dati tra centri distribuiti (XDCR) serve a supportare sia il ripristino di emergenza che la collocazione geografica dei dati stessi; la console residente nel VPC del cliente incrementa controllo e sicurezza (fonte). Nel paradigma Secure Cloud di WIIT, architetture ridondanti e network zoning coerenti con le Zone di servizio (Standard, Premium, DR) sostengono l’erogazione di workload critici con criteri differenziati di sicurezza e resilienza. Per l’integrazione applicativa tra domini eterogenei, modelli composable e iPaaS accelerano l’allineamento tra sistemi, riducendo rischi di incompatibilità e potenziando il controllo sui flussi (fonte).

    Raccomandazione tecnica: privilegiare interconnessioni private (Direct Connect/ExpressRoute o circuiti MPLS/dedicated) quando si gestiscono applicazioni ERP e transazionali che richiedono latenza costante e throughput prevedibile.

    Diagramma Multicloud

    Casi di uso per workload critici

    Analytics, AI e applicazioni ERP

    Gli scenari di analytics e AI beneficiano della prossimità ai dati e della scalabilità del multicloud. Le piattaforme AI aziendali descrivono una filiera che parte dalla raccolta e classificazione intelligente dei dati, passa per la gestione in cloud con assegnazione dinamica di risorse e analisi predittive del fabbisogno di storage, e arriva alla costruzione di modelli sempre più accurati, anche su dati non strutturati attraverso tecniche di Natural Language Processing e computer vision. Per grandi volumi non strutturati risultano adatti i Data Lake, mentre per l’integrazione con Large Language Models risulta indicata la logica RAG, con un ruolo crescente per vector database e object storage vicino alla fonte dati (fonte).

    Pattern consigliati per AI aziendale:

    • Ingestione dati in near‑real‑time (edge ingestion) verso Data Lake distribuiti.
    • Store dei vettori in database dedicati vicino alla computazione (vector DB) per latenza minima.
    • RAG per connettere LLM a knowledge base locali con politiche di accesso controllate.

    Le applicazioni ERP mission-critical richiedono alta disponibilità, failover e piani di DR collaudati. Esperienze enterprise evidenziano una migrazione selettiva: posta e collaboration in cloud, HCM globale in modalità as-a-service, valutazioni puntuali sull’ERP, e talvolta mantenimento on-premise per componenti che non trarrebbero vantaggio dalla delocalizzazione (fonte). Nel multicloud la resilienza può essere potenziata con repliche tra region o data center e governance di rete segmentata, come previsto nelle Zone Premium e DR del Secure Cloud WIIT.

    Check list per ERP mission-critical:

    1. Classificazione dati e dipendenze applicative.
    2. Piani DR con test trimestrali (failover completo) e RTO/RPO definiti.
    3. Segmentazione delle reti e accessi privilegiati controllati da PAM/SOC.
    4. Audit e prove di compliance con normativa NIS2 e linee guida ENISA.

    La crescente spinta regolatoria rende inoltre centrale la conformità. Sul piano europeo, la NIS2 si traduce in obblighi tecnici e organizzativi per gli operatori essenziali e importanti, con scadenze nazionali che includono registrazioni periodiche e, dal 1° gennaio 2026, l’obbligo di notifica degli incidenti informatici in Italia, sotto coordinamento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). A fine giugno 2025 l’ENISA ha pubblicato una guida tecnica che supporta l’attuazione del Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2690, fornendo orientamenti operativi, esempi di evidenze e mappature agli standard: un riferimento pratico per gap analysis, audit e gestione del rischio in ambienti multi-provider. In questo contesto, l’offerta Secure Cloud di WIIT — con data center multi-Tier, security by design, SOC 24/7 e servizi di business continuity — costituisce una base coerente per sostenere workload ERP, analytics e AI conformi alle best practice europee, con forte interoperabilità piattaforme e controllo sul ciclo di vita dei dati.

    Data/Evento Obbligo/Contesto Sorgente
    26 giugno 2025 Pubblicazione della ENISA Technical Implementation Guidance per NIS2 [ENISA]
    1° gennaio 2026 Entrata in vigore dell’obbligo di notifica degli incidenti per soggetti NIS in Italia [ACN]
    Entro ottobre 2026 Adozione delle misure di sicurezza tecniche e organizzative previste [ACN]
    Impatto per il reparto IT: la roadmap NIS2 richiede investimenti in monitoraggio, gestione delle vulnerabilità, corsi per ruoli di cybersecurity e miglioramenti documentati per dimostrare conformità durante audit e ispezioni.[ENISA][ACN]

    Riferimenti citati

    1. ENISA — NIS2 Technical Implementation Guidance (pubblicazione tecnica, 26 giugno 2025).[ENISA]
    2. Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) — portale NIS e indicazioni operative (aggiornamenti e scadenze nazionali).[ACN]
    3. WIIT — Secure Cloud: descrizione Regions & Zones e servizi (documentazione ufficiale WIIT).[WIIT]
    4. magazine.wiit.cloud — articolo “Secure Cloud, porta sicurezza e compliance ai massimi livelli” (maggio 2025) esplicativo sulle Zone e Region.[magazine.wiit.cloud]
    5. ZeroUnoWeb — articolo su Couchbase Capella e caratteristiche multicloud/DBaaS (maggio 2021) con dettagli su XDCR e console VPC.[ZeroUnoWeb]
  • Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Definizione e benefici del multicloud

    Definizione chiara: per “multicloud innovativo” si intende l’impiego orchestrato di servizi cloud di più provider (cloud pubblici, hosted private e data center proprietari) per distribuire workload, ottimizzare latenza, costi e conformità normativa e aumentare resilienza e disponibilità.

    Questo approccio non è solo tecnologico ma operativo: richiede orchestrazione, integrazione, politiche di governance e una strategia di dati esplicita.

    Per organizzazioni che gestiscono dati sensibili o soggette a regolamentazione europea, la scelta di un mix di region e zone può ridurre il rischio legale legato alla territorialità dei dati e semplificare la compliance.
    • Riduzione del vendor lock-in tramite distribuzione dei servizi su più piattaforme.
    • Scalabilità dinamica per picchi di carico (AI, analytics, e‑commerce).
    • Resilienza geografica e logica (repliche, DR, failover).
    • Possibilità di ottimizzare costi e latenza scegliendo la collocazione migliore per ciascun workload.
    Beneficio Impatto operativo Esempi
    Evitare vendor lock-in Maggiore libertà di migrazione e procurement DBaaS multicloud, orchestrazione Kubernetes
    Resilienza Ridondanza geografica e piani DR più efficaci XDCR per database, Zone DR dedicate
    Performance Vicino alla fonte dati per ridurre latenza Edge + Data Lake per analytics e AI

    Evitare vendor lock-in

    Valuta il tuo modello multicloud con un assessment gratuito

    Un modello multicloud innovativo combina servizi di più provider pubblici e privati per distribuire i carichi su piattaforme differenti, riducendo la dipendenza dal singolo fornitore. Esempi concreti includono database cloud-native erogati come DBaaS disponibili su più cloud pubblici: nel 2021 è stato annunciato un servizio completamente gestito con disponibilità su Amazon Web Services e Microsoft Azure, concepito per ambienti dinamici e integrazione multicloud e edge, con replica cross-data-center (XDCR) per localizzazione dei dati e ripristino di emergenza, console di controllo all’interno del VPC del cliente e minore rischio di lock-in (fonte). Anche le esperienze delle imprese mostrano scelte multi-provider: realtà internazionali hanno dichiarato l’adozione di ambienti multi-cloud con grandi piattaforme, valutando caso per caso cosa migrare e cosa mantenere on-premise, e selezionando il cloud per aree come posta elettronica, collaboration e Human Capital Management (fonte).

    Nota pratica: una strategia di multicloud richiede regole di governance dei dati (chi può spostare cosa, quando e come), automazione per la migrazione e test periodici di failover per evitare che “multicloud” si trasformi in “multi-problema”.

    “Couchbase Cloud fornisce un singolo pannello di controllo con una interfaccia unica per la gestione multi-cloud. La replica cross-data-center (XDCR) permette di replicare i dati da un cluster ad un altro per il ripristino di emergenze e per la localizzazione dei dati.”
    — ZeroUnoWeb (sintesi tecnico-commerciale su Couchbase Cloud)

    • Verificare che i DBaaS utilizzati supportino XDCR o repliche multi-region.[ZeroUnoWeb]
    • Preferire console che possano essere eseguite nel VPC cliente per maggiore controllo dei dati.[ZeroUnoWeb]
    • Automatizzare backup e restore cross‑cloud per ridurre RTO/RPO.

    Scalabilità e resilienza

    Valuta il tuo modello multicloud con un assessment gratuito

    La resilienza aumenta per via della ridondanza geografica e infrastrutturale. Nel paradigma Secure Cloud di WIIT Group, la base tecnologica è un network europeo di oltre 20 data center raggruppati in 7 Region (tra Germania, Italia e Svizzera) e organizzati in 3 Zone di servizio (Standard, Premium e DR). La disponibilità di data center certificati Tier IV o ad altissima resilienza abilita servizi di business continuity e disaster recovery per aziende soggette a requisiti stringenti, con security by design, segmentazione delle reti, vulnerability management e SOC 24/7. Le Zone DR attivano backup e DR flessibili; la Zona Premium estende la protezione a tutti i macro-processi della cyber security. Questo approccio consente di scalare risorse in modo controllato e con SLA elevati per workload critici. In parallelo, le piattaforme AI aziendali illustrano come l’uso della cloud abiliti l’assegnazione dinamica delle risorse in base ai pattern di utilizzo, l’analisi predittiva dei bisogni di storage e la prevenzione di colli di bottiglia e perdite di dati (fonte).

    Fatto operativo: WIIT dichiara una rete europea con più di 20 data center e pacchetti di servizio (Zone) attivabili per Region, che permettono di attivare rapidamente livelli predefiniti di sicurezza e DR.[WIIT]
    Componente Scopo Impatto su SLA/Resilienza
    Region (geografica) Località fisica per collocazione dati Riduce latenza, facilita compliance
    Zone (Standard/Premium/DR) Pacchetti funzionali e di sicurezza Permette scelte modulari di resilienza
    Tier IV data center Massima affidabilità infrastrutturale Riduce rischio di outage prolungati

    Modelli di implementazione

    Cloud pubblico + hosted private

    La gestione ambienti ibridi combina asset in hosted private cloud e servizi di cloud pubblico. WIIT Group eroga servizi di Hosted Private and Hybrid Cloud per applicazioni critiche e business continuity, con data center proprietari e certificazioni di livello (fonte). In questo schema, interoperabilità piattaforme e orchestrazione sono essenziali: un’impresa può erogare collaboration e HCM in cloud pubblico, mantenendo on-premise o in hosted private componenti ERP o sistemi di controllo accessi, decidendo la collocazione ottimale dei dati e dei servizi (fonte). A livello applicativo, l’approccio composable e l’impiego di iPaaS semplificano la creazione di connessioni tra sistemi differenti, facilitando l’integrazione e la governance di soluzioni modulari (fonte; iPaaS WIIT).

    XDCR
    Replica cross‑data‑center: meccanismo di sincronizzazione/replica tra cluster distribuiti per DR e localizzazione dati.
    DBaaS
    Database as a Service: database erogato come servizio gestito (es. Couchbase Capella).
    RAG (Retrieval-Augmented Generation)
    Pattern di integrazione LLM + retrieval che combina ricerca su documenti e generazione testuale; utile per LLM aziendali con knowledge base dedicate.
    iPaaS
    Integration Platform as a Service: piattaforma per connettere applicazioni eterogenee con flussi e orchestrazioni centralizzate.
    Best practice di implementazione ibrida:

    • Definire policy di collocazione dei dati per classi di sensibilità.
    • Usare orchestratori (Kubernetes) e layer di astrazione per evitare lock-in applicativo.
    • Monitorare costi e latenza con tool centralizzati per identificare spostamenti opportuni.

    Interconnessioni e networking

    Le interconnessioni private e la segmentazione delle reti sono fattori determinanti per latenza, sicurezza e continuità. Nel caso dei database multicloud già citati, la riproduzione dei dati tra centri distribuiti (XDCR) serve a supportare sia il ripristino di emergenza che la collocazione geografica dei dati stessi; la console residente nel VPC del cliente incrementa controllo e sicurezza (fonte). Nel paradigma Secure Cloud di WIIT, architetture ridondanti e network zoning coerenti con le Zone di servizio (Standard, Premium, DR) sostengono l’erogazione di workload critici con criteri differenziati di sicurezza e resilienza. Per l’integrazione applicativa tra domini eterogenei, modelli composable e iPaaS accelerano l’allineamento tra sistemi, riducendo rischi di incompatibilità e potenziando il controllo sui flussi (fonte).

    Raccomandazione tecnica: privilegiare interconnessioni private (Direct Connect/ExpressRoute o circuiti MPLS/dedicated) quando si gestiscono applicazioni ERP e transazionali che richiedono latenza costante e throughput prevedibile.

    Diagramma Multicloud

    Casi di uso per workload critici

    Analytics, AI e applicazioni ERP

    Gli scenari di analytics e AI beneficiano della prossimità ai dati e della scalabilità del multicloud. Le piattaforme AI aziendali descrivono una filiera che parte dalla raccolta e classificazione intelligente dei dati, passa per la gestione in cloud con assegnazione dinamica di risorse e analisi predittive del fabbisogno di storage, e arriva alla costruzione di modelli sempre più accurati, anche su dati non strutturati attraverso tecniche di Natural Language Processing e computer vision. Per grandi volumi non strutturati risultano adatti i Data Lake, mentre per l’integrazione con Large Language Models risulta indicata la logica RAG, con un ruolo crescente per vector database e object storage vicino alla fonte dati (fonte).

    Pattern consigliati per AI aziendale:

    • Ingestione dati in near‑real‑time (edge ingestion) verso Data Lake distribuiti.
    • Store dei vettori in database dedicati vicino alla computazione (vector DB) per latenza minima.
    • RAG per connettere LLM a knowledge base locali con politiche di accesso controllate.

    Le applicazioni ERP mission-critical richiedono alta disponibilità, failover e piani di DR collaudati. Esperienze enterprise evidenziano una migrazione selettiva: posta e collaboration in cloud, HCM globale in modalità as-a-service, valutazioni puntuali sull’ERP, e talvolta mantenimento on-premise per componenti che non trarrebbero vantaggio dalla delocalizzazione (fonte). Nel multicloud la resilienza può essere potenziata con repliche tra region o data center e governance di rete segmentata, come previsto nelle Zone Premium e DR del Secure Cloud WIIT.

    Check list per ERP mission-critical:

    1. Classificazione dati e dipendenze applicative.
    2. Piani DR con test trimestrali (failover completo) e RTO/RPO definiti.
    3. Segmentazione delle reti e accessi privilegiati controllati da PAM/SOC.
    4. Audit e prove di compliance con normativa NIS2 e linee guida ENISA.

    La crescente spinta regolatoria rende inoltre centrale la conformità. Sul piano europeo, la NIS2 si traduce in obblighi tecnici e organizzativi per gli operatori essenziali e importanti, con scadenze nazionali che includono registrazioni periodiche e, dal 1° gennaio 2026, l’obbligo di notifica degli incidenti informatici in Italia, sotto coordinamento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). A fine giugno 2025 l’ENISA ha pubblicato una guida tecnica che supporta l’attuazione del Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2690, fornendo orientamenti operativi, esempi di evidenze e mappature agli standard: un riferimento pratico per gap analysis, audit e gestione del rischio in ambienti multi-provider. In questo contesto, l’offerta Secure Cloud di WIIT — con data center multi-Tier, security by design, SOC 24/7 e servizi di business continuity — costituisce una base coerente per sostenere workload ERP, analytics e AI conformi alle best practice europee, con forte interoperabilità piattaforme e controllo sul ciclo di vita dei dati.

    Data/Evento Obbligo/Contesto Sorgente
    26 giugno 2025 Pubblicazione della ENISA Technical Implementation Guidance per NIS2 [ENISA]
    1° gennaio 2026 Entrata in vigore dell’obbligo di notifica degli incidenti per soggetti NIS in Italia [ACN]
    Entro ottobre 2026 Adozione delle misure di sicurezza tecniche e organizzative previste [ACN]
    Impatto per il reparto IT: la roadmap NIS2 richiede investimenti in monitoraggio, gestione delle vulnerabilità, corsi per ruoli di cybersecurity e miglioramenti documentati per dimostrare conformità durante audit e ispezioni.[ENISA][ACN]

    Riferimenti citati

    1. ENISA — NIS2 Technical Implementation Guidance (pubblicazione tecnica, 26 giugno 2025).[ENISA]
    2. Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) — portale NIS e indicazioni operative (aggiornamenti e scadenze nazionali).[ACN]
    3. WIIT — Secure Cloud: descrizione Regions & Zones e servizi (documentazione ufficiale WIIT).[WIIT]
    4. magazine.wiit.cloud — articolo “Secure Cloud, porta sicurezza e compliance ai massimi livelli” (maggio 2025) esplicativo sulle Zone e Region.[magazine.wiit.cloud]
    5. ZeroUnoWeb — articolo su Couchbase Capella e caratteristiche multicloud/DBaaS (maggio 2021) con dettagli su XDCR e console VPC.[ZeroUnoWeb]
  • Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

    Definizione e benefici del multicloud

    Definizione chiara: per “multicloud innovativo” si intende l’impiego orchestrato di servizi cloud di più provider (cloud pubblici, hosted private e data center proprietari) per distribuire workload, ottimizzare latenza, costi e conformità normativa e aumentare resilienza e disponibilità.

    Questo approccio non è solo tecnologico ma operativo: richiede orchestrazione, integrazione, politiche di governance e una strategia di dati esplicita.

    Per organizzazioni che gestiscono dati sensibili o soggette a regolamentazione europea, la scelta di un mix di region e zone può ridurre il rischio legale legato alla territorialità dei dati e semplificare la compliance.
    • Riduzione del vendor lock-in tramite distribuzione dei servizi su più piattaforme.
    • Scalabilità dinamica per picchi di carico (AI, analytics, e‑commerce).
    • Resilienza geografica e logica (repliche, DR, failover).
    • Possibilità di ottimizzare costi e latenza scegliendo la collocazione migliore per ciascun workload.
    Beneficio Impatto operativo Esempi
    Evitare vendor lock-in Maggiore libertà di migrazione e procurement DBaaS multicloud, orchestrazione Kubernetes
    Resilienza Ridondanza geografica e piani DR più efficaci XDCR per database, Zone DR dedicate
    Performance Vicino alla fonte dati per ridurre latenza Edge + Data Lake per analytics e AI

    Evitare vendor lock-in

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    Un modello multicloud innovativo combina servizi di più provider pubblici e privati per distribuire i carichi su piattaforme differenti, riducendo la dipendenza dal singolo fornitore. Esempi concreti includono database cloud-native erogati come DBaaS disponibili su più cloud pubblici: nel 2021 è stato annunciato un servizio completamente gestito con disponibilità su Amazon Web Services e Microsoft Azure, concepito per ambienti dinamici e integrazione multicloud e edge, con replica cross-data-center (XDCR) per localizzazione dei dati e ripristino di emergenza, console di controllo all’interno del VPC del cliente e minore rischio di lock-in (fonte). Anche le esperienze delle imprese mostrano scelte multi-provider: realtà internazionali hanno dichiarato l’adozione di ambienti multi-cloud con grandi piattaforme, valutando caso per caso cosa migrare e cosa mantenere on-premise, e selezionando il cloud per aree come posta elettronica, collaboration e Human Capital Management (fonte).

    Nota pratica: una strategia di multicloud richiede regole di governance dei dati (chi può spostare cosa, quando e come), automazione per la migrazione e test periodici di failover per evitare che “multicloud” si trasformi in “multi-problema”.

    “Couchbase Cloud fornisce un singolo pannello di controllo con una interfaccia unica per la gestione multi-cloud. La replica cross-data-center (XDCR) permette di replicare i dati da un cluster ad un altro per il ripristino di emergenze e per la localizzazione dei dati.”
    — ZeroUnoWeb (sintesi tecnico-commerciale su Couchbase Cloud)

    • Verificare che i DBaaS utilizzati supportino XDCR o repliche multi-region.[ZeroUnoWeb]
    • Preferire console che possano essere eseguite nel VPC cliente per maggiore controllo dei dati.[ZeroUnoWeb]
    • Automatizzare backup e restore cross‑cloud per ridurre RTO/RPO.

    Scalabilità e resilienza

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    La resilienza aumenta per via della ridondanza geografica e infrastrutturale. Nel paradigma Secure Cloud di WIIT Group, la base tecnologica è un network europeo di oltre 20 data center raggruppati in 7 Region (tra Germania, Italia e Svizzera) e organizzati in 3 Zone di servizio (Standard, Premium e DR). La disponibilità di data center certificati Tier IV o ad altissima resilienza abilita servizi di business continuity e disaster recovery per aziende soggette a requisiti stringenti, con security by design, segmentazione delle reti, vulnerability management e SOC 24/7. Le Zone DR attivano backup e DR flessibili; la Zona Premium estende la protezione a tutti i macro-processi della cyber security. Questo approccio consente di scalare risorse in modo controllato e con SLA elevati per workload critici. In parallelo, le piattaforme AI aziendali illustrano come l’uso della cloud abiliti l’assegnazione dinamica delle risorse in base ai pattern di utilizzo, l’analisi predittiva dei bisogni di storage e la prevenzione di colli di bottiglia e perdite di dati (fonte).

    Fatto operativo: WIIT dichiara una rete europea con più di 20 data center e pacchetti di servizio (Zone) attivabili per Region, che permettono di attivare rapidamente livelli predefiniti di sicurezza e DR.[WIIT]
    Componente Scopo Impatto su SLA/Resilienza
    Region (geografica) Località fisica per collocazione dati Riduce latenza, facilita compliance
    Zone (Standard/Premium/DR) Pacchetti funzionali e di sicurezza Permette scelte modulari di resilienza
    Tier IV data center Massima affidabilità infrastrutturale Riduce rischio di outage prolungati

    Modelli di implementazione

    Cloud pubblico + hosted private

    La gestione ambienti ibridi combina asset in hosted private cloud e servizi di cloud pubblico. WIIT Group eroga servizi di Hosted Private and Hybrid Cloud per applicazioni critiche e business continuity, con data center proprietari e certificazioni di livello (fonte). In questo schema, interoperabilità piattaforme e orchestrazione sono essenziali: un’impresa può erogare collaboration e HCM in cloud pubblico, mantenendo on-premise o in hosted private componenti ERP o sistemi di controllo accessi, decidendo la collocazione ottimale dei dati e dei servizi (fonte). A livello applicativo, l’approccio composable e l’impiego di iPaaS semplificano la creazione di connessioni tra sistemi differenti, facilitando l’integrazione e la governance di soluzioni modulari (fonte; iPaaS WIIT).

    XDCR
    Replica cross‑data‑center: meccanismo di sincronizzazione/replica tra cluster distribuiti per DR e localizzazione dati.
    DBaaS
    Database as a Service: database erogato come servizio gestito (es. Couchbase Capella).
    RAG (Retrieval-Augmented Generation)
    Pattern di integrazione LLM + retrieval che combina ricerca su documenti e generazione testuale; utile per LLM aziendali con knowledge base dedicate.
    iPaaS
    Integration Platform as a Service: piattaforma per connettere applicazioni eterogenee con flussi e orchestrazioni centralizzate.
    Best practice di implementazione ibrida:

    • Definire policy di collocazione dei dati per classi di sensibilità.
    • Usare orchestratori (Kubernetes) e layer di astrazione per evitare lock-in applicativo.
    • Monitorare costi e latenza con tool centralizzati per identificare spostamenti opportuni.

    Interconnessioni e networking

    Le interconnessioni private e la segmentazione delle reti sono fattori determinanti per latenza, sicurezza e continuità. Nel caso dei database multicloud già citati, la riproduzione dei dati tra centri distribuiti (XDCR) serve a supportare sia il ripristino di emergenza che la collocazione geografica dei dati stessi; la console residente nel VPC del cliente incrementa controllo e sicurezza (fonte). Nel paradigma Secure Cloud di WIIT, architetture ridondanti e network zoning coerenti con le Zone di servizio (Standard, Premium, DR) sostengono l’erogazione di workload critici con criteri differenziati di sicurezza e resilienza. Per l’integrazione applicativa tra domini eterogenei, modelli composable e iPaaS accelerano l’allineamento tra sistemi, riducendo rischi di incompatibilità e potenziando il controllo sui flussi (fonte).

    Raccomandazione tecnica: privilegiare interconnessioni private (Direct Connect/ExpressRoute o circuiti MPLS/dedicated) quando si gestiscono applicazioni ERP e transazionali che richiedono latenza costante e throughput prevedibile.

    Diagramma Multicloud

    Casi di uso per workload critici

    Analytics, AI e applicazioni ERP

    Gli scenari di analytics e AI beneficiano della prossimità ai dati e della scalabilità del multicloud. Le piattaforme AI aziendali descrivono una filiera che parte dalla raccolta e classificazione intelligente dei dati, passa per la gestione in cloud con assegnazione dinamica di risorse e analisi predittive del fabbisogno di storage, e arriva alla costruzione di modelli sempre più accurati, anche su dati non strutturati attraverso tecniche di Natural Language Processing e computer vision. Per grandi volumi non strutturati risultano adatti i Data Lake, mentre per l’integrazione con Large Language Models risulta indicata la logica RAG, con un ruolo crescente per vector database e object storage vicino alla fonte dati (fonte).

    Pattern consigliati per AI aziendale:

    • Ingestione dati in near‑real‑time (edge ingestion) verso Data Lake distribuiti.
    • Store dei vettori in database dedicati vicino alla computazione (vector DB) per latenza minima.
    • RAG per connettere LLM a knowledge base locali con politiche di accesso controllate.

    Le applicazioni ERP mission-critical richiedono alta disponibilità, failover e piani di DR collaudati. Esperienze enterprise evidenziano una migrazione selettiva: posta e collaboration in cloud, HCM globale in modalità as-a-service, valutazioni puntuali sull’ERP, e talvolta mantenimento on-premise per componenti che non trarrebbero vantaggio dalla delocalizzazione (fonte). Nel multicloud la resilienza può essere potenziata con repliche tra region o data center e governance di rete segmentata, come previsto nelle Zone Premium e DR del Secure Cloud WIIT.

    Check list per ERP mission-critical:

    1. Classificazione dati e dipendenze applicative.
    2. Piani DR con test trimestrali (failover completo) e RTO/RPO definiti.
    3. Segmentazione delle reti e accessi privilegiati controllati da PAM/SOC.
    4. Audit e prove di compliance con normativa NIS2 e linee guida ENISA.

    La crescente spinta regolatoria rende inoltre centrale la conformità. Sul piano europeo, la NIS2 si traduce in obblighi tecnici e organizzativi per gli operatori essenziali e importanti, con scadenze nazionali che includono registrazioni periodiche e, dal 1° gennaio 2026, l’obbligo di notifica degli incidenti informatici in Italia, sotto coordinamento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). A fine giugno 2025 l’ENISA ha pubblicato una guida tecnica che supporta l’attuazione del Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2690, fornendo orientamenti operativi, esempi di evidenze e mappature agli standard: un riferimento pratico per gap analysis, audit e gestione del rischio in ambienti multi-provider. In questo contesto, l’offerta Secure Cloud di WIIT — con data center multi-Tier, security by design, SOC 24/7 e servizi di business continuity — costituisce una base coerente per sostenere workload ERP, analytics e AI conformi alle best practice europee, con forte interoperabilità piattaforme e controllo sul ciclo di vita dei dati.

    Data/Evento Obbligo/Contesto Sorgente
    26 giugno 2025 Pubblicazione della ENISA Technical Implementation Guidance per NIS2 [ENISA]
    1° gennaio 2026 Entrata in vigore dell’obbligo di notifica degli incidenti per soggetti NIS in Italia [ACN]
    Entro ottobre 2026 Adozione delle misure di sicurezza tecniche e organizzative previste [ACN]
    Impatto per il reparto IT: la roadmap NIS2 richiede investimenti in monitoraggio, gestione delle vulnerabilità, corsi per ruoli di cybersecurity e miglioramenti documentati per dimostrare conformità durante audit e ispezioni.[ENISA][ACN]

    Riferimenti citati

    1. ENISA — NIS2 Technical Implementation Guidance (pubblicazione tecnica, 26 giugno 2025).[ENISA]
    2. Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) — portale NIS e indicazioni operative (aggiornamenti e scadenze nazionali).[ACN]
    3. WIIT — Secure Cloud: descrizione Regions & Zones e servizi (documentazione ufficiale WIIT).[WIIT]
    4. magazine.wiit.cloud — articolo “Secure Cloud, porta sicurezza e compliance ai massimi livelli” (maggio 2025) esplicativo sulle Zone e Region.[magazine.wiit.cloud]
    5. ZeroUnoWeb — articolo su Couchbase Capella e caratteristiche multicloud/DBaaS (maggio 2021) con dettagli su XDCR e console VPC.[ZeroUnoWeb]