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Autore: adm

  • Trasformazione digitale per aziende: roadmap operativa e governance IT

    Componenti della trasformazione digitale

    Una trasformazione digitale aziendale efficace si fonda su scelte infrastrutturali solide, modernizzazione applicativa e processi resilienti, orchestrati da una governance che privilegi security by design e compliance. La roadmap si costruisce valutando costi-benefici, opzioni di roadmap cloud e capacità del partner di integrare servizi gestiti e strumenti di cyber security lungo l’intero ciclo di vita.

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    Infrastruttura, applicazioni, processi

    Infrastruttura. Il percorso decisionale parte dal confronto tra modelli Public Cloud, Hosted Private Cloud e Hybrid Cloud, bilanciando performance, controllo e flessibilità. La selezione del provider dovrebbe includere verifiche su data center di proprietà, certificazioni, livelli di servizio (SLA), capacità di consulenza digitalizzazione, competenze tecniche e disponibilità di strumenti di sicurezza. WIIT offre un portafoglio premium che comprende il suo Premium Cloud, disponibile in configurazioni come Premium Private e Premium MultiCloud, oltre al Public Cloud. A completamento dell’offerta ci sono le infrastrutture Multi Tier IV Data Center e il WIIT European Cloud. Per carichi mission critical, la Mission Critical Platform supporta ambienti SAP, Oracle e Microsoft Dynamics.

    Il mercato cloud in Italia: uno scenario in forte crescita

    Secondo i dati dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, il mercato cloud italiano ha raggiunto un valore di 6,8 miliardi di euro nel 2024, registrando un incremento del 24% rispetto all’anno precedente. A trainare questa crescita è soprattutto il segmento Public & Hybrid Cloud, che ha totalizzato una spesa di 4,8 miliardi di euro (+30% sul 2023). Questa accelerazione è in gran parte dovuta all’adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale, che trovano nel cloud l’infrastruttura abilitante per l’innovazione.[Osservatori.net] Le proiezioni future confermano il trend positivo: si stima che il mercato nazionale del cloud computing possa raggiungere i 12,45 miliardi di dollari nel 2025 e superare i 31 miliardi entro il 2030.[Mordor Intelligence]

    Modello Cloud Caratteristiche principali Casi d’uso ideali
    Public Cloud Infrastruttura gestita da provider esterni e condivisa tra più clienti. Massima scalabilità, modello di costo pay-per-use, rapida implementazione. Sviluppo e test, applicazioni web ad alto traffico, carichi di lavoro variabili, backup e disaster recovery.
    Hosted Private Cloud Infrastruttura dedicata a un singolo cliente ma ospitata e gestita da un provider terzo. Maggiore controllo e sicurezza rispetto al public cloud, con costi prevedibili. Applicazioni mission-critical, gestione di dati sensibili (es. sanitari, finanziari), aziende con requisiti di compliance stringenti.
    Hybrid Cloud Combinazione di cloud pubblico e privato (on-premise o hosted), orchestrati per funzionare come un unico ambiente. Offre flessibilità, portabilità dei workload e ottimizzazione dei costi. Aziende che necessitano di scalare rapidamente verso il cloud pubblico per picchi di domanda, mantenendo i dati critici su infrastruttura privata.
    Confronto tra i principali modelli di adozione del cloud.
    Applicazioni. La migrazione di applicazioni critiche richiede replatforming o integrazioni cloud-native con controlli di sicurezza integrati. La proposta WIIT copre l’intero spettro della sicurezza informatica: dall’analisi e strategia alla difesa multilivello (protezione avanzata), fino al SOC as‑a‑Service basato su SIEM di ultima generazione per il monitoraggio a 360° del dominio cyber. Per i contesti smart manufacturing è disponibile la sicurezza per impianti e industria, a presidio dell’intersezione IT/OT, e programmi di sensibilizzazione del personale.

    Processi. La resilienza operativa è un requisito progettuale: piani e servizi di continuità operativa, protezione continua dei dati e backup di sicurezza sostengono il disaster recovery e la protezione del dato. L’adozione di piattaforme di orchestrazione e servizi cloud-native è supportata dalla piattaforma cloud-native di WIIT con componenti come OpenStack, WIIT Kubernetes Platform, DB as a Service e Governance GPT.

    Change management

    La trasformazione coinvolge persone e competenze: serve un piano di change management che ingaggi gli stakeholder, formi i team e renda misurabili i risultati. Indicatori come soddisfazione degli utenti, produttività dello staff IT e riduzione dei costi orientano la roadmap e permettono correzioni iterative. Programmi strutturati di awareness e verifiche periodiche rafforzano adozione e postura di sicurezza.

    Il fattore umano è determinante per il successo della trasformazione digitale. Statistiche consolidate dimostrano che la resistenza interna e una gestione inadeguata del cambiamento sono tra le cause principali del fallimento dei progetti innovativi. Uno studio di McKinsey ha rilevato che circa il 70% delle iniziative di trasformazione non raggiunge gli obiettivi prefissati proprio a causa di una carente gestione del cambiamento. Lo stesso studio evidenzia come le aziende che integrano pratiche di change management efficaci abbiano una probabilità di successo 1,5 volte superiore rispetto a quelle che non lo fanno.[OPTA]

    Modelli di governance per cloud adoption

    La governance della cloud adoption armonizza policy, responsabilità e conformità. Nelle organizzazioni soggette a vincoli regolatori è utile ancorare il modello ai principi istituzionali e agli standard di settore: per la PA, la Strategia Cloud definisce criteri di sicurezza, affidabilità e qualificazione; per la gestione del rischio cyber, il NIST Cybersecurity Framework (CSF 2.0) offre un riferimento operativo.

    Le novità del NIST Cybersecurity Framework 2.0: la funzione “Govern”

    La versione 2.0 del NIST Cybersecurity Framework, pubblicata ufficialmente a febbraio 2024, introduce una novità sostanziale: l’aggiunta della sesta funzione, Govern (GV), che si affianca alle cinque storiche (Identify, Protect, Detect, Respond, Recover). Questa funzione centralizza gli aspetti strategici della cybersecurity, sottolineando come la gestione del rischio informatico debba essere integrata nella più ampia strategia di Enterprise Risk Management (ERM) dell’organizzazione.[Cybersecurity360]

    La funzione “Govern” si articola in categorie specifiche, molte delle quali erano precedentemente sotto la funzione “Identify”, per dare loro maggiore risalto:

    • Organizational Context (GV. OC): Comprensione della missione aziendale, delle aspettative degli stakeholder e dei requisiti normativi.
    • Risk Management Strategy (GV. RM): Definizione delle priorità, della tolleranza al rischio e delle ipotesi alla base delle decisioni operative.
    • Ruoli, Responsabilità e Autorità (GV. RR): Stabilire e comunicare chi fa cosa in materia di cybersecurity per garantire responsabilità e miglioramento continuo.
    • Policy, Processi e Procedure (GV. PO): Sviluppo e applicazione di policy, processi e procedure chiare per la sicurezza informatica.
    • Oversight (GV. OV): Supervisione dei risultati per migliorare e adeguare la strategia di gestione del rischio.
    • Gestione del rischio della catena di fornitura di cybersecurity (GV. SC): Gestione e monitoraggio dei rischi legati alla catena di fornitura.

    L’introduzione di “Govern” amplia l’applicabilità del framework a tutte le organizzazioni, non più solo alle infrastrutture critiche, rendendolo uno standard di riferimento globale ancora più solido.[Agenda Digitale]

    Ruoli, policy e responsabilità

    La definizione delle responsabilità passa per policy che garantiscano interoperabilità, riduzione del rischio di vendor lock‑in, resilienza, scalabilità e reversibilità del dato, in linea con gli obiettivi indicati da AgID per le amministrazioni pubbliche. Dal 1° aprile 2019 le PA devono acquisire servizi qualificati tramite gli strumenti di procurement previsti dal marketplace dedicato; il percorso di qualificazione dei fornitori assicura omogeneità e controlli elevati. Anche nel privato, la governance deve integrare obblighi di protezione dei dati personali previsti dal GDPR, con misure tecniche e organizzative lungo l’intero ciclo di vita dei workload.

    Nel modello operativo, i team IT e Security coordinano l’adozione in collaborazione con partner specializzati. L’esternalizzazione di funzioni come il SOC as‑a‑Service consente di governare rilevazione e risposta agli eventi, mentre linee guida interne definiscono controlli di accesso, crittografia e requisiti di data locality.

    Misurazione KPI di progetto

    La governance introduce una misurazione continua per verificare qualità e avanzamento: KPI su adozione degli utenti, produttività IT e riduzione dei costi permettono di valutare il ritorno della roadmap cloud. Per la sicurezza, il CSF 2.0 abilita mappature tra funzioni (Identify, Protect, Detect, Respond, Recover e ora Govern) e controlli, supportando gap analysis, profilazione e priorità d’intervento. La reportistica si avvale di piattaforme di monitoraggio e servizi gestiti in grado di produrre evidenze per audit e compliance.

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    Strumenti e partner per la trasformazione

    Per accelerare l’esecuzione, i servizi gestiti abilitano competenze e continuità operativa senza immobilizzare risorse interne. L’ecosistema WIIT integra cloud premium, security avanzata e piattaforme cloud-native per governare workload critici in produzione con standard elevati di sicurezza e affidabilità.

    Integrazione con servizi gestiti

    WIIT aggrega in modo modulare servizi avanzati: Cloud Migration per pianificare e migrare i carichi; Cyber Security Assessment & Strategy per definire priorità e piano di intervento; SOCaaS con SIEM evoluti per il monitoraggio; difesa multilivello su rete, endpoint e accessi privilegiati; Business Continuity e protezione continua del dato. L’offerta è nativamente integrata con il Cloud Native di WIIT (ad es. la Piattaforma Kubernetes e il Database as a Service) e con le piattaforme Premium Cloud, Premium Private, Premium MultiCloud e Public Cloud ospitate in data center Multi Tier IV europei.

    Richiedi una sessione di consulenza strategica

    Per approfondire la pianificazione della migrazione, vedi anche il nostro articolo su Roadmap decisionale verso il cloud computing. Per una visione d’insieme dell’offerta, vedi anche il nostro articolo su Consulenza e supporto per trasformazione digitale e, in ambito sicurezza, vedi anche il nostro articolo su Servizi di cybersecurity integrata per ambienti critici.

    Casi di successo

    Nei settori regolamentati, la combinazione di migrazione controllata, managed security e continuità del servizio abilita risultati tangibili. Le capability WIIT coprono filiere complesse – dalla Plant & Industrial Security per il manifatturiero alla protezione dei dati e dei processi in Pharma & Healthcare e Financial Services – con servizi specifici per ciascuna industry. La formazione continua (People Awareness) e la supervisione tramite SOCaaS consolidano la resilienza operativa e dimostrano conformità in sede di audit.

    Per impostare una roadmap e una governance coerenti con i tuoi requisiti, contatta un consulente WIIT: Richiedi una sessione di consulenza strategica.

  • Business continuity servizi per sistemi mission-critical

    Business continuity servizi per sistemi mission-critical

    Business continuity: modelli di servizio per sistemi mission-critical

    Per organizzazioni con workload critici, l’equilibrio tra performance, sicurezza e compliance richiede modelli di servizio strutturati e verificabili. La complessità introdotta da IoT e digitalizzazione, unita alla crescita delle minacce come attacchi DDoS e campagne di spionaggio, rende essenziale integrare cloud e continuità operativa in un framework che unisca tecnologia, processi e governance. In questo scenario, l’adozione di un Business Continuity Management System conforme a ISO 22301:2019 fornisce il perimetro di riferimento per pianificare, implementare, mantenere e migliorare continuativamente la capacità di resistere e ripristinarsi da eventi dirompenti.

    Il panorama delle minacce in Italia

    Secondo i dati più recenti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), il primo semestre del 2025 ha visto un’escalation significativa delle minacce informatiche in Italia. Gli eventi cyber sono aumentati del 53% rispetto allo stesso periodo del 2024, con 346 incidenti ad impatto confermato. In particolare, gli attacchi di tipo Distributed Denial of Service (DDoS) sono cresciuti del 77%, passando da 336 a 598 nel primo semestre 2025, evidenziando una pressione crescente sulle infrastrutture critiche nazionali.

    Scarica il template BIA e pianifica un workshop di continuità con WIIT

    Cos’è la Business Continuity e perché è critica per i sistemi mission-critical

    La Business Continuity consiste in politiche, controlli e processi che consentono di preservare le funzioni essenziali dopo un’interruzione. Lo standard ISO 22301:2019 definisce il ciclo di vita del BCMS (pianificazione, implementazione, esercizio, monitoraggio, riesame, manutenzione e miglioramento), con benefici concreti: resilienza potenziata, gestione del rischio più efficace, risposta sistematica alle crisi e maggiore fiducia degli stakeholder.

    I vantaggi di un sistema di gestione per la continuità operativa (BCMS)

    • Identificare e gestire le minacce: Adottare un approccio proattivo per analizzare e mitigare le minacce attuali e future.
    • Migliorare la resilienza operativa: Ridurre al minimo i tempi di inattività e l’impatto finanziario degli incidenti attraverso una pianificazione strutturata.
    • Garantire la conformità legale e normativa: Comprendere e soddisfare i requisiti normativi che impattano l’organizzazione e i suoi clienti.
    • Ottenere un vantaggio competitivo: Dimostrare a clienti e partner un impegno concreto nella gestione del rischio, aumentando la fiducia e la credibilità sul mercato.
    • Proteggere la reputazione: Essere preparati a gestire una crisi in modo efficace protegge l’immagine aziendale e mantiene la fiducia degli stakeholder.

    Modelli di Business Continuity adottati nel cloud e onsite

    • Hybrid e multi‑cloud orchestrati: la Delivery Platform di WIIT consente di collocare i dati sensibili in Private Cloud specializzato e di delegare al Public Cloud i carichi meno critici, con gestione unificata e programmatica.
    • Difesa multilivello integrata nella continuità: il framework Security as a Service (SECaaS) di WIIT copre cinque aree operative per proteggere l’intero perimetro che sostiene la business continuity.
    • Data center e connettività: WIIT opera su due data center enterprise di proprietà a Milano e Castelfranco Veneto, con connettività Internet multi‑carrier.
    • Governance e conformità: certificazioni ISO 20000, ISO 22301, ISO 27001 e ISAE 3402 attestano processi e controlli in linea con le best practice internazionali.
    Business Continuity

    Disaster recovery in cloud: dall’architettura al runbook

    Un disaster recovery cloud efficace combina scelte architetturali e disciplina operativa. La piattaforma di erogazione dei servizi, progettata per gestire ambienti ibridi e multi‑cloud, abilita piani di ripristino coerenti con le classi di criticità. Il BCMS conforme a ISO 22301 garantisce che processi e responsabilità siano documentati, tracciabili e migliorati nel tempo. L’obiettivo è unire cloud e continuità operativa in un unico disegno di resilienza.

    Metriche fondamentali del Disaster Recovery: RPO e RTO
    • Recovery Point Objective (RPO): Indica la quantità massima di dati che un’organizzazione può permettersi di perdere. Definisce l’età massima dei file recuperati dopo un disastro.
    • Recovery Time Objective (RTO): Definisce il tempo massimo che può intercorrere tra l’incidente e il completo ripristino delle operazioni. Misura la durata accettabile del downtime.
    Metrica Focus Principale Domanda Chiave Impatto su
    RPO (Recovery Point Objective) Dati Quanti dati possiamo permetterci di perdere? Frequenza dei backup e delle repliche
    RTO (Recovery Time Objective) Tempo / Servizi Quanto tempo possiamo rimanere offline? Tecnologie e procedure di ripristino

    Architettura di disaster recovery cloud per workload critici

    • Segregazione per sensibilità e latenza: dati e applicazioni sensibili sono ospitati nel Private Cloud, mentre componenti meno critici sfruttano risorse Public Cloud.
    • Orchestrazione multi‑vendor e gestione programmatica: unificazione dei domini tecnologici in un unico layer per sequenze di failover/fallback coerenti.
    • Fondamenti infrastrutturali: data center enterprise a Milano e Castelfranco Veneto e connettività multi‑carrier.

    Processi e best practice: dalla pianificazione al test DR e runbook certificati

    • Pianificazione secondo ISO 22301: definisce ruoli, competenze, metriche e documentazione necessari a proteggere e ripristinare da incidenti dirompenti.
    • Assessment e priorità: lo WIIT Security Index fornisce una base quantitativa per classificare esposizioni e impatti.
    • Runbook e procedure operative: continuità con runbook chiari, versionati e accessibili.
    • Verifiche e miglioramento: monitoraggio continuo e riesami periodici per validare l’efficacia dei controlli e aggiornare dipendenze applicative.

    In questo quadro, WIIT integra Business Continuity e Disaster Recovery con servizi cloud premium, una Delivery Platform orientata alla recovery intelligente e un set di certificazioni che supportano esigenze di affidabilità e compliance in ambienti mission-critical. Per i lettori interessati all’impostazione normativa, invitiamo alla consultazione dello standard ISO 22301:2019, riferimento internazionale per l’implementazione e il miglioramento continuo di un BCMS.

  • Soluzioni cloud per la sicurezza: come proteggere workload critici in produzione

    Soluzioni cloud per la sicurezza: come proteggere workload critici in produzione

    Architetture di sicurezza per cloud (categoria: Managed Security)

    Le architetture di sicurezza per cloud, gestite da esperti, sono fondamentali per garantire la protezione dei dati e delle applicazioni critiche ospitate nella nuvola. Le tecnologie avanzate, come la segmentazione e la micro-segmentazione, insieme alla cifratura dei dati, rappresentano due pilastri essenziali per proteggere i sistemi da accessi non autorizzati e potenziali attacchi informatici.

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    Segmentazione e micro-segmentazione

    La segmentazione del traffico di rete è essenziale per limitare il raggio d’azione di eventuali minacce, controllando così i movimenti laterali all’interno dell’infrastruttura. La micro-segmentazione è una pratica che definisce regole di sicurezza dettagliate per isolare i workload critici. Attraverso un approccio Zero Trust e il principio dei privilegi minimi, si garantisce che ogni unità di elaborazione riceva esclusivamente le autorizzazioni strettamente necessarie, diminuendo il rischio di brecce di sicurezza.

    I Vantaggi Chiave della Micro-segmentazione

    L’adozione di una strategia di micro-segmentazione offre benefici tangibili e immediati per la sicurezza delle infrastrutture cloud. Come evidenziato da leader del settore come Palo Alto Networks, questo approccio va oltre la semplice divisione della rete, offrendo un controllo granulare indispensabile negli ambienti IT moderni.[Palo Alto Networks]

    • Superficie di Attacco Ridotta: Isolare i carichi di lavoro impedisce ai malintenzionati di muoversi lateralmente attraverso la rete dopo una compromissione iniziale, limitando drasticamente il potenziale danno.
    • Contenimento delle Violazioni Migliorato: In caso di attacco, i segmenti isolati contengono la minaccia, impedendone la diffusione ad altre aree critiche dell’infrastruttura.
    • Maggiore Visibilità del Traffico: Fornisce una visione completa e dettagliata dei flussi di dati tra i carichi di lavoro, aiutando a identificare anomalie e comportamenti sospetti che potrebbero indicare un attacco in corso.[Check Point]
    • Conformità alle Normative Semplificata: Permette di creare policy specifiche per isolare i sistemi soggetti a normative stringenti (come PCI DSS o GDPR), dimostrando più facilmente la conformità e riducendo l’ambito degli audit.
    Macro-segmentazione
    È l’approccio tradizionale che divide la rete in segmenti più ampi, tipicamente utilizzando VLAN e firewall per proteggere il traffico “Nord-Sud” (tra client e server).
    Micro-segmentazione
    È un approccio più granulare che isola ogni singolo carico di lavoro, concentrandosi sulla sicurezza del traffico “Est-Ovest” (tra carichi di lavoro all’interno del data center). Questo è fondamentale per implementare un’efficace strategia Zero Trust.
    Scopri come WIIT protegge il tuo cloud con tecnologie di micro-segmentazione

    Cifratura dei dati at-rest e in-transit

    Proteggere i dati tanto a riposo quanto in transito è un requisito inderogabile per le architetture di sicurezza efficaci. La cifratura at-rest utilizza tecniche crittografiche avanzate per proteggere i dati immagazzinati, mentre la cifratura in-transit, implementata tramite protocolli TLS, è vitale per la sicurezza delle comunicazioni all’interno e all’esterno dei data center. L’integrazione di queste tecnologie permette di mantenere la riservatezza e l’integrità dei dati.

    Servizi gestiti di sicurezza (categoria: Managed Detection and Response)

    Nel contesto del cloud, i servizi gestiti di sicurezza offrono un monitoraggio continuo e una gestione proattiva degli incidenti, aumentando significativamente la capacità di risposta delle aziende agli attacchi. La collaborazione con un fornitore di sicurezza affidabile è essenziale per mantenere l’integrità dei dati e l’operatività dell’infrastruttura.

    Scenario delle Minacce in Italia: Dati Preoccupanti

    Nel 2024, il panorama della sicurezza informatica ha registrato un deterioramento senza precedenti a livello mondiale. Il Rapporto Clusit 2025 rivela che l’anno appena trascorso è stato il peggiore di sempre per la cybersecurity, caratterizzato da un incremento del 27,4% negli attacchi gravi rispetto all’anno precedente. L’Italia, con 357 attacchi gravi, si conferma un bersaglio prioritario, registrando un aumento del 15,2% e rappresentando oltre il 10% degli attacchi globali. Questi numeri evidenziano la necessità impellente di adottare servizi di monitoraggio e risposta gestiti per contrastare una minaccia criminale in continua crescita.[Clusit]

    Distribuzione degli Attacchi in Italia (2024)
    Tipologia di Attaccante Percentuale sul Totale Variazione rispetto al 2023
    Cybercrime 78% +40,6% (in termini assoluti)
    Hacktivism 22% -28% (in termini assoluti)
    Fonte: Elaborazione su dati Rapporto Clusit 2025

    Monitoraggio 24/7 e threat hunting

    Un Sistema di Managed Detection and Response (MDR) maturo integra strumenti come SIEM, EDR e UEBA, che consentono il monitoraggio costante e l’identificazione precoce delle minacce. Queste tecnologie avanzate forniscono una sorveglianza ininterrotta sui workload cloud, migliorando la capacità di individuare e neutralizzare le cyber minacce prima che possano causare danni significativi.

    Processi di escalation e remediation

    Gli incidenti di sicurezza richiedono una gestione tempestiva ed efficace per minimizzare l’impatto sull’organizzazione. I processi di escalation e remediation strutturati, supportati da playbook predefiniti e strumenti di automazione come SOAR, permettono una risposta rapida e coordinata. L’integrazione di questi processi con il change management assicura che le contromisure adottate non compromettano la continuità operativa.


    Certificazioni e compliance (categoria: Compliance Services)

    Le certificazioni di sicurezza e la conformità normativa sono aspetti cruciali per i servizi cloud, che devono aderire a standard rigorosi per garantire la protezione dei dati e la continuità del servizio. Le aziende devono assicurarsi che i loro fornitori di servizi possano dimostrare aderenza a tali requisiti.

    Il Costo Concreto di una Violazione dei Dati

    Oltre agli obblighi normativi, esiste un forte incentivo economico per investire in compliance e sicurezza. Secondo il “Cost of a Data Breach Report 2024” di IBM, il costo medio di una violazione dei dati in Italia ha raggiunto la cifra record di 4,37 milioni di euro, con un aumento del 23% rispetto all’anno precedente. Questo dato evidenzia come un incidente di sicurezza non sia solo un problema tecnico, ma una grave minaccia finanziaria per qualsiasi azienda.[Innovio Group]

    • Danno alla reputazione e perdita di fiducia: Riconquistare la fiducia dei clienti dopo una violazione può richiedere anni e un investimento economico significativo.
    • Costi operativi post-attacco: Includono indagini forensi, potenziamento delle misure di sicurezza e aumento del personale di supporto per gestire la crisi.
    • Sanzioni e spese legali: Le multe per non conformità a normative come il GDPR possono essere estremamente elevate, sommandosi ai costi per la gestione legale dell’incidente.

    Reportistica per auditor

    L’adesione agli standard di sicurezza richiede la capacità di produrre report dettagliati e trasparenti per gli auditor. Questi documenti includono log immutabili, risultati di vulnerability assessment e dettagli sui controlli di accesso. Una reportistica precisa non solo dimostra la compliance a normative come il GDPR e la NIS2, ma anche difende l’azienda da eventuali implicazioni legali.

    Supporto adeguamento NIS2

    La direttiva NIS2 richiede che le aziende implementino controlli di sicurezza avanzati e gestiscano in modo efficace le minacce cyber. I provider di soluzioni cloud devono offrire un supporto completo per l’adeguamento alla normativa, fornendo assessment strategici, applicando le linee guida ENISA e garantendo un percorso agevolato attraverso il portale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

    Una collaborazione stretta con WIIT Group permette alle aziende di navigare con facilità nel complesso panorama legislativo, assicurando che tutti gli aspetti di sicurezza e conformità siano pienamente integrati nei loro servizi cloud.

  • Cloud ibrido: governance e sicurezza per aziende

    Cloud ibrido: governance e sicurezza per aziende

    Modello cloud ibrido: integrazione tra private, public e on‑prem

    Il modello cloud ibrido si distingue per la fusione di ambienti private e public cloud con infrastrutture on‑premise, al fine di massimizzare flessibilità, scalabilità e sicurezza. Questa architettura è progettata per consentire lo spostamento fluido di applicazioni e dati tra ambienti diversi, garantendo così un maggiore controllo sui workload e l’allineamento con le normative di compliance, come il GDPR e la Direttiva NIS2.

    Secondo i dati dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, il mercato Cloud italiano ha raggiunto un valore di 6,8 miliardi di euro nel 2024, con una crescita del 24% rispetto all’anno precedente. La sezione Public & Hybrid Cloud si è rivelata la più influente, mostrando un dispendio superiore ai 4,8 miliardi di euro, il che rappresenta un incremento del 30% rispetto al 2023. Questo conferma la crescente fiducia delle aziende italiane verso modelli architetturali flessibili e scalabili.[osservatori.net]

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    Definizione e caratteristiche del cloud ibrido

    L’infrastruttura di un hybrid cloud è composta da diversi elementi: cloud privato per le operazioni sensibili, cloud pubblico per workload meno critici e sistemi legacy on-premise. La funzionalità chiave di questo modello è la portabilità delle applicazioni e dei dati, che permette alle aziende di reagire rapidamente ai cambiamenti di mercato e alle esigenze operative. Tra i principali vantaggi dell’adozione del cloud ibrido emergono flessibilità, scalabilità, ottimizzazione dei costi e sicurezza.

    Maggiore Controllo
    Le aziende possono mantenere i dati e le applicazioni più critiche all’interno del proprio data center on-premise, esercitando un controllo diretto sull’infrastruttura e sulle policy di accesso, delegando al contempo carichi di lavoro meno sensibili al cloud pubblico.[Oracle]
    Flessibilità e Scalabilità
    Il cloud ibrido permette di sfruttare la capacità quasi illimitata del cloud pubblico per gestire picchi di domanda improvvisi (un processo noto come “cloud bursting”), senza dover sovradimensionare l’infrastruttura interna.
    Ottimizzazione dei Costi
    Questo modello consente di trasformare parte delle spese IT da investimenti in conto capitale (CapEx) a costi operativi (OpEx), pagando solo per le risorse effettivamente utilizzate nel cloud pubblico. Ciò è particolarmente vantaggioso per carichi di lavoro con domanda variabile.[Oracle]
    Residenza dei Dati e Compliance
    Per settori regolamentati, il cloud ibrido offre la possibilità di conservare i dati sensibili all’interno dei confini nazionali o aziendali (on-premise), utilizzando i servizi cloud pubblici per le elaborazioni, garantendo così la conformità con normative come il GDPR.
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    Sfide di sicurezza e compliance nel cloud ibrido

    Nonostante numerosi benefici, il modello cloud ibrido presenta delle sfide che necessitano di una gestione accurata. La governance cloud deve affrontare la complessità di coordinare diverse piattaforme con API eterogenee, mantenendo standard elevati di sicurezza e conformità normativa. La Direttiva NIS2, per esempio, pone ulteriori requisiti di gestione del rischio e reporting di incidenti, ampliando il perimetro di compliance anche a operatori di servizi essenziali e digitali.

    L’influenza della Direttiva NIS2 sugli offerenti di servizi cloud

    Con l’implementazione della direttiva NIS2, i fornitori di servizi di cloud computing sono ora qualificati come “entità essenziali”. Questo impone loro di adottare un approccio basato sul rischio (risk-based approach) e di implementare misure di sicurezza rigorose per garantire la protezione delle infrastrutture digitali.[Agenda Digitale]

    • Politiche di analisi dei rischi e sicurezza dei sistemi informatici.
    • Procedure strutturate per la gestione degli incidenti.
    • Piani di continuità operativa e disaster recovery.
    • Sicurezza lungo tutta la catena di approvvigionamento (supply chain).
    • Utilizzo di crittografia e autenticazione a più fattori.
    • Formazione continua del personale in materia di cybersecurity.

    Le aziende che si affidano a provider cloud devono quindi assicurarsi che i loro partner rispettino tali requisiti per garantire la propria conformità.[ACS.it]

    Alcuni dei principali criticità includono la necessità di una rete di connettività robusta, la compatibilità tra diverse API e la gestione della data governance tra ambienti diversificati. Definire SLA chiari e stabilire parametri di servizio è essenziale per avanzare in questo contesto sfidante.

    La gestione di un ambiente ibrido introduce complessità uniche. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Cloud Transformation, il 58% delle grandi organizzazioni italiane riscontra difficoltà nel controllare e governare la spesa dei servizi cloud. Inoltre, il 54% lamenta una carenza di competenze adeguate per la gestione di infrastrutture avanzate, mentre il 43% evidenzia criticità nella gestione della sicurezza in ambienti così eterogenei.[aruba.it]


    Soluzioni WIIT per il cloud ibrido: governance e sicurezza

    WIIT offre soluzioni di alto profilo per la gestione di ambienti cloud ibridi, con un focus su governance integrata e sicurezza avanzata. La loro piattaforma di gestione multicloud comprende strumenti specifici progettati per facilitare l’orchestrazione di risorse cloud e garantire la conformità continua con le normative.

    Piattaforma di governance multicloud WIIT

    La Delivery Platform di WIIT funge da CMP (Cloud Management Platform) centrale, permettendo una visione unificata delle risorse e la gestione integrata di policy as code. Questa piattaforma semplifica l’integrazione con hyperscaler e supporta l’implementazione coerente delle landing zone, garantendo un flusso di lavoro sicuro nei diversi ambienti cloud.

    Grazie all’integrazione di funzionalità avanzate di FinOps, la piattaforma consente il monitoraggio continuo dei costi, automatizzazione degli avvisi per anomalie di spesa e gestione proattiva del budget, mantenendo sotto controllo i costi operativi pur massimizzando l’uso delle risorse.

    Sicurezza integrata e compliance continua

    WIIT integra la sicurezza nei processi di erogazione tramite un’impostazione security by design e compliance rigorosa. I loro Data Center, distribuiti tra Italia e Germania, sono certificati Tier IV, garantendo elevati standard di protezione fisica e disponibilità di sistema.

    L’azienda offre servizi SIEM e SOC operativi 24/7 per rispondere tempestivamente alle minacce digitali, insieme a piani avanzati di Business Continuity e Disaster Recovery che assicurano capacità di recupero affidabili. Le soluzioni proposte da WIIT garantiscono il mantenimento della continuità operativa anche in caso di incidenti significativi, con processi documentati e testati regolarmente per RTO e RPO elevati.

    Grazie a soluzioni integrate e guidate da un alto livello di esperienza nel settore, WIIT promuove un approccio rivolto all’innovazione e alla competitività per le organizzazioni che adottano il cloud ibrido.

    Per ricevere ulteriori informazioni o un assessment della tua infrastruttura cloud, contatta WIIT tramite il loro sito ufficiale o richiedi la consulenza di un solution architect specializzato.

  • Server in cloud per SAP, Oracle e Microsoft critici

    Server in cloud per SAP, Oracle e Microsoft critici

    Server in Cloud per Applicazioni Enterprise: Requisiti e SLA

    Il contesto di mercato: il Cloud Enterprise in Italia

    Il mercato del cloud in Italia sta vivendo una fase di crescita accelerata, spinta in particolare dall’adozione di tecnologie innovative come l’intelligenza artificiale. Secondo i dati dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, il mercato ha raggiunto un valore di 6,8 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 24% rispetto all’anno precedente. La componente Public & Hybrid Cloud è quella con la dinamica più significativa, toccando i 4,8 miliardi di euro (+30%).

    Le stime di Sirmi indicano una traiettoria di crescita che porterà il valore complessivo del mercato a superare gli 11 miliardi di euro entro il 2027. Il segmento IaaS (Infrastructure as a Service), fondamentale per l’hosting di applicazioni enterprise, ha raggiunto un valore di 3,6 miliardi di euro nel 2024 e si prevede crescerà fino a 5,4 miliardi nel 2027. Questa espansione sottolinea la crescente fiducia delle aziende italiane, con l’84% delle grandi organizzazioni che ha già migrato in cloud almeno una parte dei propri dati critici.

    Parla con un esperto WIIT: demo tecnica, assessment TCO e proposta SLA

    Per ospitare workload critici come SAP S/4HANA, Oracle Database e Microsoft Dynamics in un server in cloud occorrono evidenze tecniche di resilienza, security by design e compliance. La selezione del provider di cloud hosting si basa su architetture certificate, SLA misurabili (uptime, RTO, RPO), protezioni anti‑ransomware e disaster recovery geografico con data residency in UE. Nel paradigma Secure Cloud di WIIT, la fiducia tra cliente e provider si fonda su performance, continuità operativa e aderenza normativa integrate nativamente nei servizi di portafoglio (Standard, Premium, DR), con monitoraggio e difesa attiva 24/7.

    Requisiti Tecnici e di Sicurezza per Hosting Mission-Critical

    • Infrastruttura e certificazioni: WIIT dichiara un network europeo di 19 data center proprietari (3 in Italia e 16 in Germania) con più siti certificati Tier IV dall’Uptime Institute; la certificazione Tier IV abilita fault tolerance infrastrutturale e uptime annuo fino al 99,995%.
    Cos’è la certificazione Tier IV?
    La certificazione Tier IV, rilasciata dall’Uptime Institute, rappresenta il massimo standard di affidabilità per un data center. A differenza dei livelli inferiori, un’infrastruttura Tier IV è definita “fault tolerant”, ovvero tollerante ai guasti. Questo garantisce la massima disponibilità possibile, con un fermo massimo teorico di soli 26,3 minuti all’anno.
    • Security by design e compliance: ambienti progettati per alta disponibilità, segmentazione di rete, cifratura e controllo accessi, con dimostrabilità tramite certificazioni internazionali.
    • Backup immutabile e difesa ransomware: la guida ENISA raccomanda backup regolari e automatici, isolati dall’ambiente di produzione, cifrati e testati periodicamente con prove di ripristino end‑to‑end.
    La minaccia ransomware in cifre

    Il ransomware rappresenta la principale causa di interruzioni di servizio per le aziende. Un dato allarmante è che l’81% delle aziende colpite paga il riscatto, ma una su tre non riesce comunque a recuperare i propri dati.

    • Requisiti applicativi:
      • SAP S/4HANA: l’hosting deve essere HANA‑ready con piattaforme validate.
      • Oracle Database: l’alta disponibilità si indirizza con il framework MAA (tier Bronze/Silver/Gold/Platinum) e funzionalità come Data Guard/Active Data Guard.
      • Microsoft Dynamics e server windows cloud: integrazione con Active Directory, patching coordinato e test di recovery sugli elementi dipendenti.
    • Network e latenza: per ERP e database distribuiti servono DMZ, segmentazione, canali cifrati per repliche sincrone/asincrone e collegamenti a bassa latenza tra compute e storage.

    SLA Applicativi: Cosa Misura e Garantisce il Service Level Agreement

    • Metriche chiave: uptime garantito (es. 99,99%–99,995%), RTO e RPO per ambiente, time to respond e time to repair con chiara escalation L1/L2/L3.
    Livello Tier Disponibilità Garantita Massimo Fermo Annuale Caratteristiche Principali
    Tier I 99,671% 28,8 ore Infrastruttura base, senza ridondanza.
    Tier II 99,741% 22 ore Ridondanza parziale per alimentazione e raffreddamento.
    Tier III 99,982% 1,6 ore Manutenzione concorrente, ridondanza N+1 completa.
    Tier IV 99,995% 26,3 minuti Fault Tolerance, ridondanza 2N+1, nessun singolo punto di guasto.
    Parla con un esperto WIIT: demo tecnica, assessment TCO e proposta SLA
    • Traduzione tecnica delle garanzie: architetture multi‑site con repliche coerenti al target RPO; backup immutabili con retention e restore testato; monitoring 24/7 e incident response con SOC in tempo reale.
    • SLA personalizzati e compliance: nei settori regolamentati servono logging, retention, data residency UE e audit trail contrattualizzati.

    Soluzioni WIIT: Hosting Gestito per SAP, Oracle e Microsoft

    WIIT offre un Hosted Private Cloud ottimizzato per applicazioni mission‑critical con servizi gestiti end‑to‑end. L’architettura si appoggia a un network europeo di data center proprietari, con siti Tier IV e opzioni cross‑country in UE per business continuity e disaster recovery.

    Caratteristiche Tecniche dell’Offerta WIIT per Hosted Private Cloud

    • Piattaforme mission‑critical: ambienti dedicati per SAP, Oracle e Microsoft con servizi gestiti su misura.
    • Data center e sovranità del dato: network proprietario con certificazioni Tier IV, uptime di riferimento fino al 99,995% e localizzazione UE.
    • Secure Cloud: Region e Zone: 7 Region (Germania, Italia, Svizzera) e tre Zone attivabili.
    • Backup immutabile e DR cross‑region UE: soluzioni di Vault Backup e Continuous Data Protection implementano immutability e air‑gap.
    • Migrazioni assistite e multicloud: assessment, piano di cutover e runbook, con integrazione verso hyperscaler e on‑premise.

    Vantaggi Competitivi e Casi d’Uso di Hosting Gestito

    • Riduzione del rischio operativo: combinazione di data center proprietari, Tier IV, backup immutabili e processi di gestione maturi.
    • Supporto proattivo: SOC 24/7 nella Zona Premium e team con competenze verticali su SAP/Oracle/Microsoft.
    • Compliance e audit: certificazioni, log centralizzati e reportistica a supporto degli audit GDPR e dei requisiti di settore.
    • Esempi applicativi:
      • Manufacturing con SAP S/4HANA: architettura multi‑site con repliche e failover per garantire continuità a produzione e supply chain.
      • Finance con Oracle DB: design MAA con repliche e piani DR allineati a RTO/RPO di business.
      • Retail/Fashion con Microsoft Dynamics e server windows cloud: integrazione directory, patch management e automazione per scaling stagionale.

    Prossimi passi: richiedi una demo tecnica, un assessment TCO e una proposta SLA personalizzata. Parla con un esperto WIIT.

  • Cloud provider italiani: criteri, region e certificazioni

    Cloud provider italiani: criteri, region e certificazioni

    Come valutare un cloud provider italiano per ambienti critici

    La scelta di un cloud provider italiano per ambienti critici richiede un’analisi accurata di diversi aspetti, tra cui la sicurezza, la compliance normativa e l’infrastruttura tecnica. Per le aziende è fondamentale garantire l’affidabilità e la resilienza dei sistemi critici gestiti in cloud. Vediamo quali sono i principali criteri di valutazione.

    Criteri fondamentali di sicurezza e compliance

    Un criterio essenziale nella valutazione è la compliance normativa. Il cloud provider deve essere allineato ai requisiti del GDPR e possedere certificazioni di sicurezza riconosciute come l’ISO/IEC 27001. Questo certificato assicura che il provider abbia un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni efficace. Inoltre, con l’entrata in vigore della direttiva NIS2, i fornitori di servizi cloud devono rispettare normative più rigide per la sicurezza e la resilienza, compresa l’obbligatorietà di registrazione presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

    Consulta la guida ai Data Center e confronta gli SLA

    Approfondimento sulla Direttiva NIS2

    La direttiva NIS2, classificando i fornitori di servizi cloud come “entità essenziali”, impone un approccio proattivo e basato sul rischio per la gestione della cybersecurity. Non si tratta solo di reagire agli incidenti, ma di costruire un ecosistema digitale resiliente. [Agenda Digitale]

    • Analisi dei rischi: Adottare policy strutturate per l’analisi dei rischi e la sicurezza dei sistemi informativi.
    • Gestione degli incidenti: Implementare procedure solide per rilevare, gestire e notificare tempestivamente gli incidenti di sicurezza.
    • Continuità operativa: Garantire piani di business continuity e disaster recovery per assicurare la resilienza dei servizi anche in caso di crisi.
    • Sicurezza della supply chain: Valutare e monitorare la sicurezza dei propri fornitori e subfornitori, estendendo i requisiti di sicurezza all’intera catena di approvvigionamento.[Cybersecurity360]
    • Formazione continua: Assicurare che il personale, inclusi i membri dell’organo di gestione, riceva una formazione adeguata per identificare i rischi e valutare le pratiche di cybersecurity.
    Cos’è la certificazione ISO/IEC 27001?
    Si tratta di uno standard internazionalmente riconosciuto che stabilisce le condizioni per istituire un Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni (SGSI).

    Infrastruttura tecnica e regional presence

    Altro elemento chiave è l’infrastruttura geografica offerta dal cloud provider, che deve includere sia region in Italia che in Europa per garantire bassa latenza e aderenza alla localizzazione dei dati. Per ambienti mission-critical, è necessario valutare la disponibilità di region e zone premium, caratterizzate da data center con certificazioni elevate come il Tier IV dell’Uptime Institute. Una rete di data center distribuita, come quella di WIIT con 19 location in Italia e Germania, offre elevata resilienza e supporto per strategie di disaster recovery.

    La presenza di data center sul territorio nazionale ed europeo non è solo una questione di performance. Risponde a precise esigenze di sovranità digitale e conformità al GDPR, assicurando che i dati critici delle aziende italiane restino all’interno della giurisdizione dell’Unione Europea, al riparo da normative extra-UE potenzialmente invasive.

    Consulta la guida ai Data Center e confronta gli SLA

    Benchmark del mercato: valore di un provider premium

    Un provider cloud di livello premium deve dimostrare alte prestazioni e garanzie di servizio stringenti attraverso SLA avanzati e interconnessioni di qualità carrier-grade. Esaminiamo i vantaggi distintivi che contraddistinguono un’offerta premium.

    Vantaggi delle certificazioni Tier IV e standard internazionali

    La certificazione Tier IV garantisce che un data center è fault-tolerant, con capacità ridondanti e percorsi di distribuzione indipendenti. Questo livello di certificazione è fondamentale per minimizzare il rischio di downtime non pianificati, consentendo interventi di manutenzione senza interruzioni. Adottare standard internazionali come l’ISO/IEC 27001 aggiunge un livello di sicurezza gestionale ai processi aziendali.

    Livello Tier Garanzia di Uptime Downtime Massimo Annuo Caratteristiche Chiave
    Tier I 99,671% 28,8 ore Percorso singolo non ridondato per alimentazione e raffreddamento. Nessuna ridondanza.
    Tier II 99,741% 22 ore Componenti ridondati (N+1), ma con un unico percorso di distribuzione. Manutenzione pianificata causa downtime.
    Tier III 99,982% 1,6 ore (circa 95 minuti) Componenti ridondati e percorsi di distribuzione multipli. Manutenzione possibile senza interruzioni di servizio.
    Tier IV 99,995% 26,3 minuti Infrastruttura completamente fault-tolerant. Ogni componente è ridondato e i percorsi sono isolati fisicamente. Resiste a un singolo guasto grave senza impatti.[ZeroUnoWeb][Aruba Magazine]

    Performance, SLA e interconnessioni carrier-grade

    Un provider premium deve offrire SLA dettagliati per garantire un uptime oltre il 99,99% e tempi di ripristino veloci. È essenziale valutare la presenza di interconnessioni multiple e servizi di peering che riducano i punti di failure. Inoltre, supporto locale con team dedicati per la gestione in tempo reale e servizi di cybersecurity integrata sono elementi che rafforzano l’affidabilità del provider.

    Cosa verificare in uno Service Level Agreement (SLA)

    • Metriche di performance garantite: Non solo disponibilità, ma anche latenza di rete, IOPS (Input/Output Operations Per Second) per lo storage e potenza di calcolo.
    • Tempi di ripristino (RTO/RPO): I valori di Recovery Time Objective (quanto tempo per ripristinare il servizio) e Recovery Point Objective (a che punto nel tempo si torna dopo un guasto) devono essere chiaramente definiti e allineati alle esigenze del business.
    • Penali e rimborsi: Le conseguenze per il mancato rispetto degli SLA devono essere significative e chiaramente specificate, non limitate a piccoli crediti sul canone.
    • Sicurezza e notifiche: Lo SLA deve includere i tempi di notifica in caso di incidenti di sicurezza e le misure di protezione garantite.
    • Supporto tecnico: Tempi di risposta garantiti per diversi livelli di criticità, con accesso a personale tecnico specializzato 24/7.
  • Business continuity: pianificazione e servizi per garantire operatività

    Business continuity: pianificazione e servizi per garantire operatività

    Elementi di un piano di business continuity (categoria: Business Continuity Services)

    La creazione di un piano di business continuity è diventata una priorità fondamentale nel contesto attuale, caratterizzato da crescenti minacce informatiche e regolamentazioni sempre più stringenti. Il piano si sviluppa attraverso l’analisi e la classificazione dei processi aziendali secondo priorità strategiche.

    Il Contesto Italiano: Un Bersaglio Privilegiato

    Secondo il Rapporto CLUSIT 2025, il panorama della sicurezza informatica in Italia è particolarmente allarmante. Nonostante rappresenti solo l’1,8% del PIL mondiale, l’Italia ha subito il 10% degli attacchi informatici globali nel 2024, con un aumento del 15% degli incidenti rispetto all’anno precedente[RackOne]. Il costo medio di un singolo incidente informatico per le aziende italiane supera i 3 milioni di euro, evidenziando l’impatto economico devastante che un’interruzione può avere[Helmon]. Questo scenario rende l’adozione di un piano strutturato non più una scelta, ma una necessità strategica per la sopravvivenza del business.

    Analisi impatto e priorità dei processi

    La Business Impact Analysis (BIA) rappresenta un passo cruciale per identificare gli effetti delle interruzioni operative. Attraverso questa analisi, le aziende possono quantificare gli impatti in termini finanziari, legali e reputazionali, determinando così le funzioni essenziali da proteggere. L’approccio Secure Cloud di WIIT integra la BIA per offrire soluzioni personalizzate e sicure per ogni specifica necessità aziendale.

    Prenota una sessione di assessment BC/DR

    La BIA è un processo metodico che, in linea con gli standard internazionali come l’ISO 22301, permette di mappare le dipendenze tra i processi aziendali e le risorse necessarie (personale, tecnologie, fornitori). L’obiettivo è comprendere a fondo le conseguenze di un’interruzione per poter definire le corrette priorità di ripristino.

    Maximum Acceptable Outage (MAO)
    Indica il tempo massimo di interruzione che un processo può subire prima che l’impatto diventi inaccettabile per l’organizzazione. È un parametro strategico definito dal top management[ESG360].
    Minimum Business Continuity Objective (MBCO)
    Stabilisce il livello minimo di servizi o prodotti da erogare ininterrottamente durante un’interruzione, affinché l’impresa possa comunque conseguire i suoi obiettivi operativi fondamentali.

    Definizione RTO e RPO

    Gli indicatori Recovery Time Objective (RTO) e Recovery Point Objective (RPO) stabiliscono i limiti accettabili di downtime e perdita di dati. La loro definizione è fondamentale per garantire che i sistemi critici siano ripristinati secondo necessità, minimizzando il potenziale impatto sulle operazioni aziendali. La documentazione e il test periodico di questi parametri assicurano il mantenimento di standard elevati di continuità operativa.

    Sebbene spesso confusi, RTO e RPO rispondono a due domande diverse ma complementari:

    • RPO (Recovery Point Objective): Quanti dati posso permettermi di perdere? Questo parametro misura la tolleranza alla perdita di dati e definisce la frequenza con cui devono essere eseguiti i backup. Un RPO basso richiede backup più frequenti[Acronis].
    • RTO (Recovery Time Objective): Per quanto tempo posso rimanere fermo? Questo indicatore definisce il tempo massimo accettabile per ripristinare un servizio o un’applicazione dopo un disastro, misurando di fatto la tolleranza al downtime[Epiclink].
    Settore/Servizio Esempio di RPO Esempio di RTO Giustificazione
    E-commerce Pochi minuti (es. 5-15 min) Meno di 1 ora (es. 30 min) Ogni transazione persa è una perdita diretta di fatturato. Un downtime prolungato danneggia la fiducia del cliente.
    Sistema ERP Manifatturiero 1-4 ore 4-8 ore La produzione può essere bloccata, ma spesso esiste una tolleranza operativa. I dati possono essere reinseriti con un certo ritardo.
    Piattaforma di online banking Quasi zero (pochi secondi) Pochi minuti La perdita di transazioni finanziarie è inaccettabile. La disponibilità del servizio è critica per la conformità normativa e la reputazione.
    Gestionale Risorse Umane 24 ore 48 ore Le operazioni HR (es. gestione paghe) non sono tipicamente in tempo reale. Un’interruzione di un giorno è spesso gestibile senza impatti critici.

    È importante notare che l’RTO di un processo può variare in base al momento in cui si verifica l’incidente. Ad esempio, un’applicazione per il pagamento delle imposte ha un RTO di diversi giorni per la maggior parte del mese, ma che si riduce a poche ore a ridosso della scadenza fiscale[Cybersecurity360].

    Soluzioni tecniche per DR (categoria: Disaster Recovery as a Service)

    Adottare soluzioni di Disaster Recovery è essenziale per la resilienza digitale delle organizzazioni. La disponibilità di tecnologie avanzate permette una gestione efficace e tempestiva di eventuali incidenti che potrebbero comprometterne le operazioni.

    Replica dati e orchestrazione failover

    Le strategie di replica dei dati, sincronizzate o asincrone, sono scelte in base agli obiettivi di RTO e RPO. L’orchestrazione automatica del failover riduce il margine di errore umano e assicura un ripristino rapido. WIIT supporta tale livello di protezione grazie a infrastrutture geograficamente ridondate, offrendo Managed Cloud che facilita la fusione tra performance e sicurezza.

    La scelta della tecnologia di replica è una diretta conseguenza dei valori di RPO e RTO. Per RPO prossimi allo zero, necessari per sistemi transazionali critici, la replica sincrona è indispensabile, poiché scrive i dati simultaneamente su due siti. Per RPO e RTO meno stringenti, la replica asincrona offre un’alternativa più efficiente in termini di costi, trasferendo i dati a intervalli regolari.

    Test e automazione

    La validità di un piano di disaster recovery si conferma attraverso test rigorosi e ciclici, per garantire che i processi siano allineati alle reali esigenze aziendali. L’automazione dei test migliora l’efficienza, riducendo i tempi di risposta e aumentando l’affidabilità della soluzione adottata. Un costante monitoraggio delle performance e dei risultati ottenuti durante questi test favorisce l’ottimizzazione continua.

    I test non devono essere visti come un’attività puramente tecnica, ma come una verifica strategica della resilienza aziendale. Simulazioni periodiche di failover permettono di identificare colli di bottiglia, validare le procedure operative e formare il personale, assicurando che i valori di RTO e RPO definiti sulla carta siano effettivamente raggiungibili in una situazione di crisi reale.

    Gestione incidenti e comunicazione (categoria: servizi gestiti)

    Un’efficace gestione degli incidenti è cruciale per mitigare le ripercussioni di eventuali disservizi, garantendo una risposta tempestiva e coordinata a qualsiasi minaccia.

    Playbook operativi

    I playbook operativi contengono istruzioni dettagliate su come affrontare diverse tipologie di incidenti, come attacchi malware o fallimenti infrastrutturali, delineando procedure specifiche per ogni scenario. Questi strumenti semplificano le azioni corrette da intraprendere, accelerando processi decisionali in situazioni di crisi.

    Un playbook efficace dovrebbe includere i seguenti elementi chiave:

    • Ruoli e responsabilità: Chi fa cosa durante l’incidente (es. Incident Manager, Communication Lead).
    • Procedure di escalation: Come e quando coinvolgere il management o team esterni.
    • Fasi di risposta: Passaggi dettagliati per l’identificazione, il contenimento, l’eradicazione e il recupero.
    • Protocolli di comunicazione: Modelli pre-approvati per comunicare con stakeholder interni ed esterni.
    • Checklist tecniche: Azioni specifiche per analizzare e mitigare minacce come ransomware, phishing o attacchi DDoS.

    Supporto post-incident

    Il supporto successivo a un incidente consiste nel condurre analisi approfondite per identificare le cause radice, adottare azioni correttive e prevenire il ripetersi in futuro. Il coinvolgimento di partner qualificati, come WIIT, è essenziale per garantire una gestione integrata e completa di disaster recovery e sicurezza. L’uso di Security Operations Center (SOC) per il monitoraggio continuo degli eventi di sicurezza rappresenta un ulteriore livello di garanzia per le aziende.

    Questa fase, nota come “lessons learned”, è fondamentale per trasformare un evento negativo in un’opportunità di miglioramento. L’analisi delle cause radice è particolarmente critica in un contesto dove lo sfruttamento delle vulnerabilità software ha raggiunto un “massimo storico”, con un aumento del 90% in Italia tra il 2023 e il 2024[RackOne]. Identificare e correggere queste falle è l’unico modo per rafforzare proattivamente la postura di sicurezza.

    [RackOne] Dati basati sul Rapporto CLUSIT 2025.
    [Helmon] Analisi dei costi del cybercrime per le aziende in Italia.
    [ESG360] Approfondimento sulla Business Impact Analysis secondo lo standard ISO 22317.
    [Acronis] Guida alla definizione di Recovery Time Objective e Recovery Point Objective.
    [Epiclink] Analisi pratica per il calcolo di RPO e RTO in un piano di Disaster Recovery.
    [Cybersecurity360] Analisi dei limiti e delle variabili nella pianificazione della continuità operativa.
  • Gestione degli ambienti critici in cloud: soluzioni gestite e SLA

    Gestione degli ambienti critici in cloud: soluzioni gestite e SLA

    Soluzione WIIT Managed Secure Cloud per ambienti critici

    L’evoluzione tecnologica e la crescente domanda di soluzioni cloud sicure hanno portato alla creazione della piattaforma Managed Secure Cloud di WIIT, pensata per gestire carichi di lavoro mission-critical. Questa soluzione si distingue per l’integrazione di elementi chiave come compute, storage e network, progettati per garantire performance elevate e sicurezza intrinseca.

    Descrizione tecnica della soluzione e componenti (compute, storage, network)

    La struttura della soluzione si basa su diverse componenti fondamentali. L’ambito compute include macchine virtuali e opzioni bare-metal per sostenere workload a bassa latenza e intensive di I/O, supportate da meccanismi avanzati di orchestrazione per l’autoscaling. Sul fronte storage, la piattaforma offre sistemi SAN per garantire IOPS e object storage per attività di backup con snapshot e retention a lungo termine. In aggiunta, il network comprende reti private VLAN, interconnessioni dedicate tramite MPLS e VPN per assicurare un isolamento e una ridondanza geo distribuita.

    Richiedi una demo e il preventivo personalizzato

    L’approccio security by design assicura che ciascun componente sia protetto da misure di sicurezza avanzate, da controlli di accesso alla cifratura dei dati in transito e a riposo. I data center distribuiti in Italia e Germania, certificati Tier IV, garantiscono disponibilità e tolleranza ai guasti, con un uptime fino al 99,995%, equivalente a soli 26,3 minuti di downtime annuo.

    Cosa significa certificazione Tier IV?

    La classificazione Tier, definita dall’Uptime Institute, è lo standard globale per misurare l’affidabilità e la resilienza di un data center. Un livello Tier IV rappresenta il massimo grado di garanzia per la continuità operativa. A differenza dei livelli inferiori, un data center Tier IV è progettato per essere completamente fault-tolerant: ogni singolo componente e percorso di distribuzione (alimentazione, raffreddamento) è completamente ridondato, permettendo di sostenere guasti multipli e imprevisti senza impattare l’operatività dei servizi.[Magazine WIIT Cloud]

    Livello Tier Caratteristiche Principali Uptime Annuo Garantito Downtime Annuo Massimo
    Tier I Infrastruttura di base senza ridondanza. 99,671% 28,8 ore
    Tier II Componenti parzialmente ridondanti (N+1) per alimentazione e raffreddamento. 99,741% 22 ore
    Tier III Componenti e percorsi ridondanti (N+1) che permettono la manutenzione senza interruzioni (manutenzione concorrente). 99,982% 1,6 ore
    Tier IV Infrastruttura completamente ridondante (2N+1) e fault-tolerant. Resiste a guasti multipli senza impatti. 99,995% 26,3 minuti

    Scegliere una soluzione basata su data center Tier IV significa affidare le proprie applicazioni mission-critical a un’infrastruttura che offre la massima garanzia di continuità, essenziale per settori come finanza, sanità ed eCommerce, dove anche pochi minuti di fermo possono causare danni economici e reputazionali significativi.[Vianova]

    SLA, livelli di servizio e garanzie di continuità

    Le SLAs per ambienti critici proposte da WIIT sono stratificate su uptime, MTTR, e RTO/RPO. I contratti prevedono garanzie di uptime basate su certificazioni come il Tier IV, reportistica periodica e l’adozione di penali contrattuali in caso di mancato rispetto degli accordi. Per la compliance, la soluzione include chiare indicazioni su gestione dati e requisiti normativi come il GDPR.

    Recovery Time Objective (RTO)
    Indica il tempo massimo accettabile entro cui un’applicazione, un sistema o un processo devono essere ripristinati e resi nuovamente operativi dopo un’interruzione per evitare conseguenze significative sul business. In sostanza, risponde alla domanda: “Quanto tempo possiamo rimanere offline?”.[Acronis]
    Recovery Point Objective (RPO)
    Definisce la quantità massima di dati che un’azienda può permettersi di perdere a seguito di un incidente. Questo parametro determina la frequenza con cui devono essere eseguiti i backup. Ad esempio, un RPO di 15 minuti significa che, in caso di disastro, i dati persi non saranno mai superiori a quelli degli ultimi 15 minuti. Risponde alla domanda: “Quanti dati possiamo permetterci di perdere?”.[ZeroUnoWeb]

    Implementazione operativa e servizio gestito

    La gestione operativa con WIIT è progettata per fornire un supporto completo e continuo per le aziende. Il processo inizia con una fase di assessment e pianificazione che delinea il percorso di integrazione e le strategie di migrazione.

    Onboarding, runbook, monitoring 24/7 e gestione incidenti

    L’onboarding avviene con un’analisi preliminare degli asset e delle necessità aziendali, seguita dalla preparazione di runbook e test di failover. Le migrazioni possono essere eseguite in modalità live o programmate, con tutto il processo supportato da un monitoring continuo 24/7 tramite strumenti avanzati di SIEM/EDR e gestito da tecnologie di alerting che assicurano risposte tempestive agli incidenti.

    Un processo di Onboarding strutturato

    Per garantire una transizione fluida e sicura, il processo di onboarding tipicamente include diverse fasi chiave:

    • Discovery & Assessment: Analisi dettagliata dell’infrastruttura esistente, delle dipendenze applicative e dei requisiti di performance e sicurezza.
    • Solution Design: Progettazione dell’architettura target sulla piattaforma Managed Secure Cloud, definendo configurazioni di rete, storage e calcolo.
    • Migration Planning: Stesura di un piano di migrazione che minimizzi i downtime, scegliendo la strategia più adatta (es. lift-and-shift, re-platforming).
    • Runbook Development: Creazione di documenti operativi (runbook) che descrivono le procedure standard per la gestione ordinaria e per gli scenari di emergenza.
    • Testing & Validation: Esecuzione di test funzionali, di performance e di failover per validare la nuova infrastruttura prima del go-live definitivo.

    Team dedicato, escalation e reporting operativo

    WIIT dedica un team esperto a ciascun cliente, composto da owner e specialisti in infrastruttura e sicurezza. Sono previste procedure di escalation dettagliate e analisi regolari della performance operativa per ottimizzare costantemente i livelli di servizio accordati.

    Diagramma integrazione componenti cloud

    Proposta commerciale e opzioni contrattuali

    L’offerta di WIIT è strutturata per adattarsi a diversi livelli di esigenza e budget, fornendo pacchetti personalizzabili per rispondere a specifiche richieste aziendali.

    Modelli di prezzo, livelli di servizio opzionali e piani di supporto

    WIIT offre modelli di pricing flessibili, basati su consumo o tariffe predefinite per workload critici. Le aziende possono scegliere tra piani che comprendono SLA di alta disponibilità, supporto prioritario e opzioni di upgrade a servizi premium.

    Opzioni di integrazione con servizi di sicurezza e DR

    Le aziende hanno la possibilità di estendere l’integrazione della soluzione cloud con servizi di sicurezza gestita (vulnerability assessment, SOC, security awareness) e di disaster recovery avanzato, che includono hot site, warm site e cold site completi di consulenze su compliance normativa.

    Tipologie di Siti per il Disaster Recovery

    Le opzioni di Disaster Recovery (DR) si differenziano per tempi di ripristino e costi, offrendo diversi livelli di prontezza operativa:

    • Hot Site: Un sito di DR completamente operativo e ridondante, con infrastruttura hardware e dati costantemente sincronizzati. Permette un ripristino quasi istantaneo (RTO vicino allo zero) ed è ideale per sistemi critici che non tollerano interruzioni.
    • Warm Site: Dispone di hardware e connettività di rete, ma richiede il ripristino dei dati da un backup recente. I tempi di ripristino (RTO) sono più lunghi rispetto a un hot site, tipicamente misurati in ore.
    • Cold Site: Consiste in uno spazio fisico con predisposizioni per alimentazione e rete, ma senza hardware preinstallato. È l’opzione più economica, ma richiede giorni o settimane per diventare operativo, rendendola adatta solo per dati e applicazioni non critiche.

    L’approccio integrato di WIIT è ideale per le aziende che necessitano di una gestione ambienti critici cloud affidabile e sicura, potendo contare su infrastrutture resilienti, procedure operative ottimizzate e un supporto contrattuale robusto.

  • Hosting SAP, Oracle e Microsoft: modelli e percorso di migrazione

    Hosting SAP, Oracle e Microsoft: modelli e percorso di migrazione

    Tipologie di hosting per applicazioni enterprise

    La scelta dell’infrastruttura cloud per le applicazioni mission-critical, come SAP, Oracle e Microsoft, è cruciale per garantire resilienza, sicurezza e conformità normativa. Le opzioni di hosting variano dalla flessibilità delle soluzioni ibride alla sicurezza del cloud privato gestito.

    Hosted Private, Hybrid Cloud e Managed Service

    L’Hosted Private Cloud garantisce l’isolamento fisico o logico, risultando ideale per applicazioni dove la compliance e la prevedibilità delle performance sono fondamentali. L’Hybrid Cloud offre flessibilità combinando cloud privati e pubblici, ottimizzando i costi mantenendo il controllo sui dati sensibili. I Managed Services affidano la gestione operativa a un provider, ideale per aziende con capacità interne limitate, offrendo supporto continuo e monitoraggio 24/7.

    Criteri di scelta in base a compliance e performance

    La conformità normativa richiede verifiche dettagliate e l’adozione di infrastrutture certificate, come i data center Tier IV, che assicurano fault tolerance. Oltre alla compliance, le performance devono essere monitorate e garantite attraverso SLA, per evitare downtime che possono essere costosi e compromettere la continuità del business.

    L’impatto economico del downtime

    Un’interruzione dei servizi IT non è un semplice inconveniente tecnico, ma un costo diretto e significativo per il business. Secondo diverse analisi di settore, il costo medio di un downtime per un’azienda italiana può superare i 90.000 euro l’ora.[Brochesia] Per le PMI, la perdita si stima tra i 10.000 e i 50.000 euro per ogni ora di fermo, mentre per le grandi imprese in settori strategici, la cifra può superare i 500.000 euro all’ora.[AllsafeIT] Questo evidenzia come la scelta di un’infrastruttura resiliente sia un investimento strategico per la salvaguardia del fatturato e della reputazione aziendale.

    Confronto tra Data Center Tier III e Tier IV
    Caratteristica Data Center Tier III Data Center Tier IV
    Uptime Garantito 99,982% 99,995%
    Downtime Massimo Annuo 1,6 ore (circa 95 minuti) 0,4 ore (circa 26 minuti)
    Ridondanza N+1 (necessaria per ogni componente) 2N+1 (completamente ridondante)
    Tolleranza ai Guasti Manutenzione senza interruzioni Resistente a un singolo guasto grave senza impatti
    Ideale per Applicazioni aziendali core Infrastrutture mission-critical che non tollerano interruzioni

    La classificazione Tier, definita dall’Uptime Institute, è lo standard di riferimento globale per misurare l’affidabilità e la resilienza di un data center. Un data center Tier IV è progettato per essere “fault-tolerant”, garantendo la massima continuità operativa anche in caso di guasti critici o manutenzione.[Vianova, Aruba.it]

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    Servizi specifici per piattaforme

    Ogni piattaforma richiede un approccio personalizzato per ottimizzare migrazione, gestione e sicurezza, considerando le peculiarità di ciascun ambiente.

    Soluzioni per SAP S/4HANA: migrazione e gestione 24/7

    La migrazione a SAP S/4HANA può avvenire attraverso diversi approcci (greenfield, brownfield), ciascuno con specifiche metodologie phased, garantendo un ridotto rischio operativo e una gestione continuativa con SLA specifici.

    Approccio Greenfield
    Prevede una re-implementazione completa del sistema SAP. È come costruire una casa nuova su un terreno vuoto: si parte da zero, si riprogettano i processi secondo le best practice moderne e si abbandonano le personalizzazioni obsolete. Questa scelta è ideale per aziende che desiderano una radicale semplificazione e innovazione dei propri flussi operativi.[Clarex]
    Approccio Brownfield
    Consiste in una conversione del sistema SAP ECC esistente a S/4HANA. È un approccio più conservativo, simile a una ristrutturazione, che mantiene i processi e i dati esistenti, aggiornando la tecnologia sottostante. È la via più rapida e meno dirompente, adatta a chi ha un sistema già ben ottimizzato.[Clarex]
    Approccio Bluefield (o Ibrido)
    Una via di mezzo che combina elementi dei due approcci precedenti. Permette una migrazione selettiva dei dati e dei processi, offrendo la flessibilità di mantenere le configurazioni valide e, allo stesso tempo, di ridisegnare le aree più critiche. Questo approccio bilancia innovazione e continuità, ma richiede una pianificazione più complessa.[Clarex]

    Hosting Oracle e ambienti Microsoft con patching e tuning

    Il tuning continuo e la sicurezza dei dati sono essenziali per Oracle, richiedendo politiche di backup robuste e strategie di disaster recovery. Gli ambienti Microsoft necessitano di gestione attenta delle directory e integrazione cloud, assicurando conformità alle normative di sicurezza e performance ottimali.

    Pilastri della gestione Oracle e Microsoft:

    • Patch Management Proattivo: Applicazione costante delle patch di sicurezza per proteggere i sistemi da vulnerabilità note e minacce zero-day.
    • Performance Tuning Continuo: Monitoraggio e ottimizzazione delle performance dei database e delle applicazioni per garantire tempi di risposta rapidi e un uso efficiente delle risorse.
    • Strategie di Backup 3-2-1: Implementazione di policy di backup che prevedono almeno tre copie dei dati, su due supporti diversi, con una copia conservata off-site per la massima sicurezza.[AllsafeIT]
    • Piani di Disaster Recovery Testati: Definizione e validazione periodica di piani di ripristino per garantire la rapida ripartenza dei servizi in caso di disastro.
    • Gestione delle Identità e degli Accessi: Controllo rigoroso degli accessi agli ambienti Microsoft tramite soluzioni come Active Directory, per assicurare la conformità e prevenire accessi non autorizzati.

    Piano operativo per migrazione e go-live

    Una migrazione ben pianificata riduce il rischio di interruzioni e garantisce un passaggio fluido della produzione al nuovo ambiente.

    Assessment pre-migrazione e migrazione phased

    L’assessment iniziale valuta i workload e i rischi associati, assicurando che tutte le dipendenze siano mappate accuratamente per evitare sorprese nel corso della migrazione. Una migrazione phased, inoltre, distribuisce il rischio su più fasi, permettendo verifiche e correzioni puntuali.

    L’assessment non è una mera formalità, ma il fondamento di una migrazione di successo. Una mappatura incompleta delle dipendenze applicative e infrastrutturali è una delle cause più comuni di fallimento o ritardo nei progetti di migrazione cloud.

    Validazione post-migrazione e piani rollback

    La fase post-migrazione prevede test funzionali e di performance per assicurare la stabilità del sistema. Piani di rollback dettagliati garantiscono la possibilità di ripristinare l’ambiente precedente in caso di problemi, minimizzando l’impatto sul business.


    WIIT si distingue nel mercato offrendo un mix di infrastrutture sicure e flessibili unito a servizi specialistici, garantendo elevati standard di sicurezza e performance. Con un network di data center certificati distribuiti in Europa, WIIT supporta interamente il ciclo di vita della migrazione e gestione operativa degli ambienti IT.

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    Criticità nella gestione degli ambienti cloud

    La gestione degli ambienti critici cloud è una sfida complessa che richiede attenzione a diversi aspetti quali conformità normativa, resilienza infrastrutturale e protezione contro minacce informatiche. Grazie al supporto di fornitori specializzati come WIIT Group, queste criticità possono essere affrontate in modo efficiente.

    Lo Scenario Cyber in Italia: Dati dal Rapporto Clusit 2025

    L’Italia continua a essere un bersaglio primario nel panorama della cybersecurity globale. Secondo il Rapporto Clusit 2025, il nostro Paese ha subito il 10% degli attacchi informatici mondiali nel 2024, pur rappresentando solo l’1,8% del PIL globale. Questo dato evidenzia una vulnerabilità sproporzionata che richiede la massima attenzione.[RackOne.it]

    • Crescita degli incidenti: Nel 2024, gli attacchi gravi in Italia sono aumentati del 15% rispetto all’anno precedente.
    • Vettori di attacco principali: Il malware è tornato a essere la minaccia principale, costituendo il 38% degli incidenti, seguito dallo sfruttamento di vulnerabilità (19%) e dal phishing (11%).[Cybersecurity360]
    • Settori più colpiti: I settori Manifatturiero e Trasporti/Logistica italiani sono stati bersaglio di circa un quarto degli attacchi globali rivolti a questi comparti, indicando una criticità specifica per il tessuto industriale nazionale.

    Questi dati sottolineano l’urgenza per le aziende di adottare strategie di difesa avanzate e di affidarsi a partner specializzati per proteggere le proprie infrastrutture critiche.

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    Sfide operative comuni

    Uno degli ostacoli principali nella gestione degli ambienti critici cloud è la necessità di rispettare la normativa vigente, come la Direttiva NIS2, recepita in Italia dal D. Lgs. 138/2024. Questa direttiva impone alle organizzazioni misure di cybersecurity più stringenti, influenzando direttamente servizi cloud e data center. Inoltre, la continuità operativa è cruciale per applicazioni mission-critical come ERP SAP e database Oracle, che richiedono SLA che riducono al minimo i downtime. Le minacce cyber avanzate esigono un monitoraggio continuo e processi di risposta rapidi. La complessità della gestione multicloud fra diverse piattaforme aumenta i rischi e richiede un’attenta orchestrazione.

    Impatto della Direttiva NIS2 sui Fornitori di Servizi Cloud
    Con la Direttiva NIS2, i fornitori di servizi cloud sono classificati come “entità essenziali” e sono tenuti ad adottare un insieme strutturato di misure tecnico-organizzative basate sul rischio. L’obiettivo è garantire un livello di sicurezza proporzionato alla probabilità e all’impatto degli incidenti.[Agenda Digitale] Tra gli obblighi principali figurano:
    Gestione degli Incidenti
    Implementare procedure per prevenire, rilevare e rispondere agli incidenti di sicurezza, con obblighi di notifica alle autorità competenti e, in alcuni casi, al pubblico.
    Sicurezza della Supply Chain
    Valutare e gestire i rischi legati alla catena di approvvigionamento, assicurando che anche i propri fornitori e partner rispettino standard di sicurezza adeguati.
    Continuità Operativa
    Sviluppare e mantenere piani di business continuity e disaster recovery per garantire la resilienza dei servizi anche in caso di incidenti gravi.
    Formazione e Governance
    Garantire che il personale, inclusi gli organi di gestione, riceva una formazione adeguata per comprendere e gestire i rischi di cybersecurity, attribuendo responsabilità chiare a livello di governance.

    Soluzioni innovative offerte

    WIIT Group propone un approccio che include monitoraggio 24/7, security by design e disaster recovery automatizzato per affrontare queste sfide. Le infrastrutture certificate Tier IV, che WIIT gestisce in hub strategici in Italia e Germania, rappresentano lo standard più elevato in termini di tolleranza ai guasti e uptime, garantendo elevate prestazioni e conformità (fonte: Uptime Institute).

    Soluzioni personalizzate per ambiti critici

    WIIT offre soluzioni di hosting avanzato per piattaforme critiche come SAP, Oracle e Microsoft, garantendo performance ottimali e massima sicurezza. Le infrastrutture all’avanguardia sono studiate per soddisfare le specifiche esigenze operative delle aziende.

    Hosting per SAP, Oracle, Microsoft

    Le soluzioni di hosting proposte da WIIT per SAP, Oracle e Microsoft tengono conto delle esigenze di ciascuna piattaforma in termini di performance e compliance. Ciò include storage ad alta velocità, reti a bassa latenza e backup regolari.

    Infrastrutture all’avanguardia

    WIIT gestisce una rete di 19 data center in Europa, con certificazioni Tier IV, che assicurano un’elevata disponibilità e ridondanza. Queste strutture sono equipaggiate con tecnologia avanzata per garantire resilienza e sicurezza, rispettando sempre le normative di sovranità dei dati. L’offerta si completa con servizi di consulenza specifici per la trasformazione digitale e l’ottimizzazione dell’infrastruttura IT.

    Livello Tier Uptime Garantito Downtime Annuo Massimo Caratteristiche Principali
    Tier I 99,671% 28,8 ore Infrastruttura di base senza componenti ridondati. Unico percorso per alimentazione e raffreddamento.
    Tier II 99,741% 22 ore Componenti di capacità ridondati (N+1) ma un unico percorso di distribuzione. Manutenzione pianificata causa downtime.
    Tier III 99,982% 1,6 ore Componenti ridondati e percorsi multipli di alimentazione e raffreddamento. Manutenzione possibile senza interruzioni del servizio (manutenibilità concorrente).
    Tier IV 99,995% 26,3 minuti Infrastruttura completamente ridondante e tollerante ai guasti. Ogni componente è dual-powered e isolato. Resiste a un singolo evento di guasto senza impatti.

    La classificazione Tier, definita dall’Uptime Institute, è lo standard globale per valutare l’affidabilità e la resilienza di un data center. Un’infrastruttura Tier IV, come quella offerta da WIIT, è progettata per essere “fault-tolerant”, garantendo la massima continuità operativa possibile, essenziale per le applicazioni mission-critical.[Zerouno Web]

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    Testimonianze e success stories

    WIIT vanta numerosi successi nel settore produttivo, fashion e finance, dove le sue soluzioni di gestione ambienti critici cloud hanno portato a significativi miglioramenti operativi.

    Casi aziendali di successo

    Nei settori come moda e manufacturing, WIIT ha facilitatore la migrazione di ERP e abilitato architetture scalabili, mettendo a disposizione l’infrastruttura cloud come base per innovazioni come IoT e AI. Questi progetti hanno dimostrato la capacità di WIIT di adattare le sue soluzioni a contesti specifici.

    Risultati dell’ottimizzazione cloud

    L’implementazione di architetture avanzate con supporto cloud WIIT ha portato notevoli miglioramenti in termini di uptime e riduzione del rischio. La sicurezza by design e il monitoraggio h24 hanno ridotto il numero e l’impatto degli incidenti informatici. Le soluzioni WIIT permettono inoltre una rapida adozione di nuove tecnologie senza esporre le aziende a nuovi rischi operativi e di compliance.

    La Direttiva NIS 2 ci ricorda l’importanza di calibrare le misure di sicurezza in base all’esposizione al rischio, alla dimensione dell’organizzazione e alla probabilità di incidenti. Ciò implica una gestione della sicurezza che abbracci l’intera supply chain.[Cybersecurity360]

    Per ulteriori informazioni su come WIIT può ottimizzare i vostri ambienti cloud, visita WIIT Group Secure Cloud.