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Sicurezza cloud: come proteggere workload critici

Perché la sicurezza cloud è cruciale per i workload critici
I workload critici, che comprendono applicazioni essenziali come ERP, sistemi bancari core, piattaforme di produzione avanzata e applicazioni di e-commerce, rappresentano il cuore pulsante di molte aziende. Proteggere questi componenti significa garantire la continuità operativa, preservare la reputazione aziendale e rispettare gli obblighi normativi. I downtime non pianificati e prolungati possono avere ripercussioni economiche gravi e condurre a perdite di fiducia da parte dei clienti, oltre a sanzioni legali.
Impatto strategico della sicurezza nei sistemi mission-critical
La migrazione dei workload critici verso ambienti cloud introduce nuove sfide di sicurezza. La strategia non può limitarsi alla semplice trasposizione delle risorse esistenti; è essenziale adottare un approccio integrato e pianificato per la sicurezza by design. Le imprese, specialmente nei settori regolamentati come bancario, farmaceutico e utility, devono conformarsi a normative stringenti come NIS2 e GDPR, dove la documentazione e la verifica delle misure di sicurezza sono imprescindibili.
Rischi tipici e costi di vulnerabilità nel cloud per aziende regolamentate
Il Costo Concreto di una Violazione Dati in Italia
Secondo il recente report “Cost of a Data Breach 2025” di IBM, il costo medio di una violazione dei dati in Italia ha raggiunto i 3,31 milioni di euro. Sebbene in calo rispetto all’anno precedente, questo dato evidenzia l’enorme impatto finanziario che un incidente di sicurezza può avere. I settori più colpiti includono il finanziario, il manifatturiero e il sanitario, dove la compromissione di dati sensibili e la conseguente interruzione operativa possono paralizzare le attività.[IBM Newsroom]
Il report sottolinea inoltre come i fattori che maggiormente incidono sui costi siano la complessità dei sistemi di sicurezza e l’utilizzo non autorizzato di soluzioni di Intelligenza Artificiale (la cosiddetta “Shadow AI”). Al contrario, l’adozione estensiva di AI e automazione nei processi di sicurezza può ridurre significativamente sia i costi (risparmi medi fino a 249.000€ grazie alla crittografia) sia i tempi di rilevamento e contenimento delle minacce, che passano da 155 a 109 giorni.[IBM Newsroom]
Gli ambienti cloud sono esposti a rischi quali ransomware, data breach e errori di configurazione. Le autorità come ENISA sottolineano che la mancanza di un monitoraggio costante e la gestione inefficace del rischio possono amplificare l’impatto di eventuali incidenti. Implementare architetture a zone, potenziare la gestione delle identità e garantire il controllo degli accessi sono misure necessarie per mitigare queste minacce.
Framework security by design: principi e livelli di controllo
In un contesto in cui gli attacchi informatici sono in aumento, la sicurezza by design diventa cruciale. Incorporare misure di sicurezza fin dalle prime fasi di progettazione dei sistemi cloud permette di affrontare le potenziali minacce con maggiore efficacia e ridurre i tempi di risposta agli incidenti.
Fondamenti del security by design nel cloud enterprise
Il modello di sicurezza by design prevede l’integrazione di controlli di sicurezza fin dalla fase di pianificazione e sviluppo. Ciò include l’adozione di modelli di identità a privilegio minimo, la segmentazione della rete e la cifratura dei dati attraverso KMS dedicati. L’approccio di WIIT al Secure Cloud integra infrastrutture multi-regione con processi gestiti per garantire la protezione delle risorse critiche.
L’approccio “Security by Design” non è un singolo controllo, ma una metodologia che permea l’intero ciclo di vita di un servizio. Si fonda su principi chiave come:
- Principio del privilegio minimo (PoLP): Ogni utente, applicazione o sistema deve avere solo le autorizzazioni strettamente necessarie per svolgere le proprie funzioni.
- Difesa in profondità (Defense in Depth): La sicurezza non dipende da un’unica barriera, ma da una serie di controlli stratificati (perimetrali, di rete, a livello di host e applicazione).
- Separazione dei compiti (Separation of Duties): Le responsabilità critiche sono distribuite tra più persone per prevenire frodi o errori.
- Progettazione “Fail-Secure”: In caso di guasto, il sistema deve entrare in uno stato che preservi la sicurezza, ad esempio bloccando gli accessi anziché lasciarli aperti.
Modelli di difesa multi-layer e controllo continuo
L’implementazione di un modello di sicurezza a più livelli è essenziale per la protezione cloud. Varie componenti, tra cui il network perimeter, le piattaforme container e i dati, necessitano di meccanismi di difesa dedicati. L’integrazione con un SOC operativo 24/7, che utilizza un approccio di rilevamento e risposta agli incidenti automatizzato, è parte fondamentale di questo assetto.
Compliance e normative: NIS2, ISO 27001, GDPR
Conformarsi alle normative come NIS2, ISO 27001 e GDPR è fondamentale per le aziende operanti in settori sensibili, garantendo così una sicurezza operativa che copre diversi ambiti, dal trattamento dei dati personali alla gestione degli incidenti di sicurezza.
Obblighi normativi per la protezione dei dati e resilienza IT
Le organizzazioni devono comprendere il quadro normativo che regola la protezione dei dati. Il GDPR, la NIS2, e le linee guida ISO 27001 forniscono un contesto strutturato per la gestione del rischio e la resilienza IT. In Italia, la NIS2 è stata recepita come obbligo legale attraverso il D. Lgs. 138/2024, richiedendo ai provider di servizi essenziali l’adozione di misure significative per la sicurezza informatica.
Adempimenti specifici di NIS2 e ruolo della certificazione ISO 27001
La direttiva NIS2 espande il suo raggio d’azione per includere aziende di medie e grandi dimensioni in settori critici, introducendo adempimenti riguardanti gestione del rischio e comunicazione degli incidenti. La certificazione ISO 27001 si propone come strumento per attestare la maturità dei processi di sicurezza di queste organizzazioni, facilitando l’integrazione degli obblighi normativi.
La direttiva NIS2, recepita in Italia, impone un approccio proattivo alla cibersicurezza. Le aziende coinvolte devono implementare un set minimo di misure tecniche e organizzative, tra cui:
- Politiche di analisi dei rischi e sicurezza dei sistemi informativi.
- Piani di gestione degli incidenti e procedure di notifica.
- Strategie di continuità operativa, come backup, disaster recovery e gestione delle crisi.
- Sicurezza della catena di approvvigionamento (supply chain), valutando i rischi legati a fornitori e partner.
- Utilizzo della crittografia e dell’autenticazione a più fattori.
- Formazione continua del personale in materia di cyber-igiene.
L’adeguamento a standard come ISO/IEC 27001 è considerato una via maestra per dimostrare la conformità a gran parte dei requisiti NIS2.[Golden Group]
| Scadenza | Adempimento NIS2 in Italia |
|---|---|
| 17 Gennaio 2025 | Completamento dell’autovalutazione e prima registrazione sulla piattaforma dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). |
| 1 Gennaio 2026 | Entrata in vigore dell’obbligo di notifica degli incidenti significativi secondo le nuove procedure (preallarme entro 24h, notifica entro 72h). |
| Ottobre 2026 | Obbligo di conformità per le misure strategiche, inclusa la formazione degli organi di amministrazione e l’implementazione completa delle misure di gestione dei rischi. |
Monitoraggio 24/7 e incident response orchestrata
In un panorama globale di minacce informatiche in crescita, un monitoraggio continuo 24/7 integrato con una risposta orchestrata agli incidenti è essenziale per prevenire e mitigare gli effetti disastrosi di attacchi informatici complessi.
Funzionamento del SOC europeo e threat intelligence proprietaria
L’operatività di un Security Operations Center (SOC) che agisce 24/7 è cruciale per il rilevamento tempestivo di minacce, grazie all’analisi continua dei dati di sicurezza. WIIT integra un SOC proprietario che, attraverso un collegamento diretto con data center regionali, offre una correlazione contestuale dei dati, ottimizzando le metriche di sicurezza in modo specifico per settori come finanza, manifattura e farmaceutica.
Procedure di incident response integrate e continua sorveglianza
Le aziende devono sviluppare procedure predefinite per la gestione degli incidenti di sicurezza, avvalendosi di tecnologie di automazione per il rapido isolamento delle minacce. Inoltre, è fondamentale mantenere una reportistica dettagliata degli incidenti per garantire la conformità normativa e migliorare costantemente i processi di security response.
“Un piano di Incident Response efficace non è un documento statico, ma un processo dinamico che deve essere testato, misurato e migliorato continuamente. L’orchestrazione e l’automazione (SOAR) sono fondamentali per ridurre i tempi di reazione da ore a minuti, limitando l’impatto di un attacco prima che possa diffondersi.”

Protezione dei dati: backup immutabile e disaster recovery
Proteggere i dati aziendali attraverso backup immutabili e strategie di disaster recovery rappresenta una linea di difesa essenziale contro la perdita di dati provocata da attacchi informatici o guasti infrastrutturali.
Backup immutabili come misura di difesa avanzata
Gli immutable backups si configurano come risorsa chiave per proteggere i dati storici da modifiche non autorizzate o cancellazioni. Tali backup, insieme a politiche di retention ben definite, contribuiscono a contrastare efficacemente gli attacchi ransomware che mappano e cifrano le copie di sicurezza esistenti.
Strategie di disaster recovery e continuità operativa garantite
- Recovery Time Objective (RTO)
- Indica il tempo massimo tollerabile durante il quale un’applicazione, un sistema o un processo aziendale può rimanere inattivo dopo un disastro. L’RTO definisce la “rapidità” con cui il ripristino deve avvenire (es. 4 ore).
- Recovery Point Objective (RPO)
- Misura la quantità massima di dati che l’azienda è disposta a perdere, espressa in tempo. L’RPO definisce la “frequenza” dei backup. Un RPO di 1 ora significa che, in caso di disastro, si perderanno al massimo i dati generati nell’ultima ora.[ZeroUnoWeb]
Per i piani di disaster recovery, definire obiettivi di RTO (Recovery Time Objective) e RPO (Recovery Point Objective) è fondamentale. Un focus sulla replica dei dati su sedi geograficamente distinte e l’organizzazione di esercitazioni regolari di failover possono ridurre i tempi di inattività e assicurare una ripresa operativa tempestiva.
Secondo le linee guida dei principali provider cloud, una strategia di DR robusta dovrebbe includere:
- Replica multi-region: Replicare dati e infrastrutture critiche in regioni geografiche separate per proteggersi da disastri su larga scala che potrebbero colpire un intero data center.
- Backup automatizzati e testati: I backup devono essere eseguiti automaticamente a intervalli regolari (in linea con l’RPO) e, soprattutto, devono essere testati periodicamente per garantirne l’integrità e la recuperabilità.
- Infrastructure as Code (IaC): Utilizzare strumenti come Terraform o CloudFormation per definire l’infrastruttura tramite codice. Questo permette di ricreare rapidamente e in modo consistente l’intero ambiente in una region di ripristino.
- Piani di failover e failback: Documentare e testare regolarmente le procedure per deviare il traffico verso il sito di disaster recovery (failover) e per riportarlo all’infrastruttura primaria una volta risolta l’emergenza (failback).[Google Cloud]
Benchmark e KPI: misurare resilienza e performance
Monitorare i KPI di sicurezza e resilienza è essenziale per valutare l’efficacia delle soluzioni cloud adottate, consentendo alle aziende di apportare migliorie continue ai propri processi di sicurezza.
Indicatori chiave per valutare sicurezza e disponibilità cloud
Gli indicatori MTTA, MTTR e MTTD sono fondamentali per misurare i tempi medi di risposta e recupero, mentre la percentuale di successo nei test di disaster recovery fornisce un’indicazione puntuale sulla capacità dell’infrastruttura di gestire interruzioni inattese. Altri KPI, come la percentuale di uptime rispetto agli SLA e il tasso di falsi positivi nel SOC, completano il quadro di analisi.
Esempi di SLA applicativi per SAP, Oracle e Microsoft
Nell’aggiudicazione di SLA per applicativi critici, è fondamentale trattare le clausole relative a disponibilità, escalation procedure e penali in caso di violazione. WIIT offre SLA su misura per applicazioni come SAP, Oracle e Microsoft, supportando le prestazioni con data center certificati Tier IV e un SOC operativo giorno e notte.
Questo approccio garantisce che i servizi critici rimangano operativi e conformi agli standard normativi, supportando così la strategia aziendale a lungo termine. Per ulteriori dettagli, si invita a consultare le risorse WIIT disponibili online sul Secure Cloud e sui piani di disaster recovery.
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