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Data center in Italia e Germania: come garantire continuità e sicurezza

Vantaggi di una distribuzione Italia-Germania

Una strategia di distribuzione dei data center tra Italia e Germania offre significativi benefici in termini di compliance e resilienza operativa. Nel contesto regolamentare europeo, migrando i workload tra questi due paesi si possono ottimizzare i vantaggi legati alla normativa GDPR.

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Compliance e sovranità dei dati

L’ubicazione dei data center in Italia e Germania facilita la conformità con le rigide normative di localizzazione dei dati. Per settori strettamente regolamentati come il finance e il pharma, la presenza su questi territori assicura che le pratiche siano allineate alle leggi vigenti evitando potenziali sanzioni. Inoltre, poter offrire un’infrastruttura che contempli la gestione dei dati in più giurisdizioni garantisce una sovranità digitale autentica.

Il Nuovo Orizzonte Normativo: Il Data Act Europeo

Oltre al GDPR, le aziende devono ora considerare il Regolamento (UE) 2023/2854, noto come “Data Act”, che entrerà pienamente in vigore il 12 settembre 2025. Questa normativa mira a stabilire un mercato dei dati più equo e competitivo, introducendo norme armonizzate sull’accesso e l’utilizzo dei dati generati dall’uso di prodotti connessi. Per le aziende che operano tra Italia e Germania, il Data Act impone nuovi obblighi sulla portabilità dei dati, facilitando il passaggio tra diversi fornitori di servizi cloud e di trattamento dati. Sarà fondamentale adeguare i contratti e le infrastrutture per garantire l’equivalenza funzionale e rispettare i nuovi obblighi di trasparenza, come la chiara indicazione della giurisdizione in cui i dati vengono trattati.[Agenda Digitale]

Resilienza operativa

I data center distribuiti tra Italia e Germania migliorano l’operatività, riducendo i rischi di interruzioni derivanti da disastri locali o attacchi cyber. La duplicazione dei servizi su più siti permette un miglior bilanciamento del carico e un ripristino rapido delle attività in caso di incidenza, abbassando i tempi di inattività e migliorando i servizi critici, un aspetto cruciale per il successo aziendale.

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Confronto Approcci Infrastrutturali
Criterio Approccio Distribuito (Italia-Germania) Approccio Singola Nazione
Resilienza a Disastri Locali Alta. Un evento in un paese non impatta l’operatività nell’altro. Bassa. Un disastro naturale o un blackout su larga scala può causare un’interruzione totale.
Latenza per Utenti Europei Ottimizzata. Possibilità di servire gli utenti dal data center più vicino. Variabile. Latenza più alta per gli utenti geograficamente distanti dal data center.
Conformità Normativa Alta. Permette di soddisfare requisiti di sovranità dei dati in più giurisdizioni UE. Limitata alla sola legislazione nazionale.
Bilanciamento del Carico Efficiente. Il traffico può essere distribuito dinamicamente tra i due siti. Limitato alle risorse di un singolo sito.

Caratteristiche infrastrutturali

La qualità dell’infrastruttura dei data center è testimoniata dalle certificazioni di sicurezza e dai criteri di sostenibilità ambientale adottati.

Certificazioni Tier e standard energetici

Le certificazioni Tier, che vanno da I a IV, rappresentano uno standard di affidabilità e disponibilità dei data center. Le strutture certificate Tier IV, come quelle di WIIT, offrono un alto grado di ridondanza e sono essenziali per servizi contabili, garantendo la continuità anche durante manutenzioni. Inoltre, l’adozione di misure per l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili rispondono agli obiettivi di sostenibilità ambientale che molte organizzazioni oggi perseguono.

Sostenibilità e Normative Energetiche: Le Nuove Sfide

La sostenibilità non è più un’opzione, ma un requisito normativo. La legislazione europea, con la Germania in prima linea, sta imponendo standard sempre più severi per i data center. Entro il 2027, i data center tedeschi dovranno raggiungere il 100% di approvvigionamento da energie rinnovabili. Inoltre, vengono introdotti limiti stringenti per il Power Usage Effectiveness (PUE), che per le nuove strutture non dovrà superare il valore di 1.2.[ESG360]

Un altro aspetto cruciale è il riutilizzo del calore di scarto (Energy Reuse Factor – ERF), che diventerà obbligatorio per i nuovi data center a partire dal 2026. Queste misure, unite alla crescente domanda di energia spinta dall’intelligenza artificiale, che si stima consumerà oltre 1.000 TWh a livello globale entro il 2026, stanno spingendo il settore verso innovazioni come il raffreddamento a liquido e l’adozione di microgriglie energetiche per garantire efficienza e sostenibilità.[Corriere Comunicazioni]

Sicurezza fisica e logica

L’accesso sicuro ai data center è protetto da controlli d’accesso avanzati e supervisionato attraverso sistemi di videosorveglianza e soluzioni di sicurezza fisica. A livello digitale, firewall di livello enterprise, sistemi di intrusion detection e prevenzione, e meccanismi di crittografia proteggono i dati durante l’elaborazione e l’archiviazione, garantendo che le risorse digitali siano difese da potenziali minacce.

Architetture di replicazione e DR

Le strategie di replicazione dei dati e di Disaster Recovery (DR) sono cruciali per mantenere la continuità operativa e proteggere i dati critici.

RPO e RTO: Le Metriche Chiave del Disaster Recovery
Per definire una strategia di DR efficace, è essenziale comprendere due parametri fondamentali:

  • Recovery Point Objective (RPO): Indica la quantità massima di dati che un’azienda è disposta a perdere, misurata in tempo. Ad esempio, un RPO di 1 ora significa che, in caso di disastro, i dati possono essere ripristinati allo stato in cui si trovavano al massimo un’ora prima dell’evento.
  • Recovery Time Objective (RTO): Rappresenta il tempo massimo accettabile per ripristinare le operazioni e i servizi dopo un’interruzione. Un RTO di 30 minuti, per esempio, impone che il sistema torni operativo entro mezz’ora dal disastro.

La definizione di RPO e RTO è il primo passo per progettare un piano di DR allineato alle esigenze del business.[ZeroUnoWeb]

Strategie di failover geografico

L’implementazione di modelli di replicazione, come la replica sincrona o asincrona, è fondamentale per ridurre la latenza e i costi. Le configurazioni active-active o active-passive consentono un bilanciamento ottimale del traffico e garantiscono il failover rapido in caso di malfunzionamenti.

Nel contesto di infrastrutture distribuite, si possono adottare diverse strategie di Disaster Recovery basate su cloud, ognuna con un diverso equilibrio tra costi, complessità e velocità di ripristino:

  • Backup and Restore: La soluzione più semplice ed economica, che prevede il backup dei dati in una region geograficamente distante. I tempi di ripristino (RTO) sono generalmente più lunghi.
  • Pilot Light: Mantiene una versione minimale dell’infrastruttura (il “pilot light”) nel sito di DR, pronta per essere scalata rapidamente in caso di necessità. Offre un RTO più basso rispetto al semplice backup.
  • Warm Standby: Una versione scalata ma non a piena capacità dell’infrastruttura è sempre attiva nel sito secondario. Questo riduce ulteriormente l’RTO, consentendo un failover più rapido.
  • Multi-Site Active-Active: La configurazione più avanzata e costosa, dove entrambi i siti (es. Italia e Germania) gestiscono attivamente il traffico. In caso di failover, il traffico viene reindirizzato automaticamente all’altro sito senza interruzioni, garantendo RTO e RPO prossimi allo zero.

Test periodici e esercitazioni

Esercitazioni regolari di Disaster Recovery sono vitali per verificare l’efficacia delle strategie di protezione dati. WIIT supporta i propri clienti nell’organizzazione di esercitazioni realistiche, simulando scenari di disastro per assicurare il massimo livello di preparazione. Le esercitazioni non solo testano la risposta a situazioni critiche ma garantiscono anche che le infrastrutture e i processi aziendali siano allineati alle migliori pratiche del settore.

Secondo Gartner, oltre la metà delle aziende ripone un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità di ripristinare l’intero ambiente IT dopo un disastro. I test periodici non sono solo una best practice, ma una necessità per trasformare un piano di Disaster Recovery da un documento teorico a una reale capacità operativa.[ZeroUnoWeb]

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