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Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

Definizione e benefici del multicloud

Definizione chiara: per “multicloud innovativo” si intende l’impiego orchestrato di servizi cloud di più provider (cloud pubblici, hosted private e data center proprietari) per distribuire workload, ottimizzare latenza, costi e conformità normativa e aumentare resilienza e disponibilità.

Questo approccio non è solo tecnologico ma operativo: richiede orchestrazione, integrazione, politiche di governance e una strategia di dati esplicita.

Per organizzazioni che gestiscono dati sensibili o soggette a regolamentazione europea, la scelta di un mix di region e zone può ridurre il rischio legale legato alla territorialità dei dati e semplificare la compliance.
  • Riduzione del vendor lock-in tramite distribuzione dei servizi su più piattaforme.
  • Scalabilità dinamica per picchi di carico (AI, analytics, e‑commerce).
  • Resilienza geografica e logica (repliche, DR, failover).
  • Possibilità di ottimizzare costi e latenza scegliendo la collocazione migliore per ciascun workload.
Beneficio Impatto operativo Esempi
Evitare vendor lock-in Maggiore libertà di migrazione e procurement DBaaS multicloud, orchestrazione Kubernetes
Resilienza Ridondanza geografica e piani DR più efficaci XDCR per database, Zone DR dedicate
Performance Vicino alla fonte dati per ridurre latenza Edge + Data Lake per analytics e AI

Evitare vendor lock-in

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Un modello multicloud innovativo combina servizi di più provider pubblici e privati per distribuire i carichi su piattaforme differenti, riducendo la dipendenza dal singolo fornitore. Esempi concreti includono database cloud-native erogati come DBaaS disponibili su più cloud pubblici: nel 2021 è stato annunciato un servizio completamente gestito con disponibilità su Amazon Web Services e Microsoft Azure, concepito per ambienti dinamici e integrazione multicloud e edge, con replica cross-data-center (XDCR) per localizzazione dei dati e ripristino di emergenza, console di controllo all’interno del VPC del cliente e minore rischio di lock-in (fonte). Anche le esperienze delle imprese mostrano scelte multi-provider: realtà internazionali hanno dichiarato l’adozione di ambienti multi-cloud con grandi piattaforme, valutando caso per caso cosa migrare e cosa mantenere on-premise, e selezionando il cloud per aree come posta elettronica, collaboration e Human Capital Management (fonte).

Nota pratica: una strategia di multicloud richiede regole di governance dei dati (chi può spostare cosa, quando e come), automazione per la migrazione e test periodici di failover per evitare che “multicloud” si trasformi in “multi-problema”.

“Couchbase Cloud fornisce un singolo pannello di controllo con una interfaccia unica per la gestione multi-cloud. La replica cross-data-center (XDCR) permette di replicare i dati da un cluster ad un altro per il ripristino di emergenze e per la localizzazione dei dati.”
— ZeroUnoWeb (sintesi tecnico-commerciale su Couchbase Cloud)

  • Verificare che i DBaaS utilizzati supportino XDCR o repliche multi-region.[ZeroUnoWeb]
  • Preferire console che possano essere eseguite nel VPC cliente per maggiore controllo dei dati.[ZeroUnoWeb]
  • Automatizzare backup e restore cross‑cloud per ridurre RTO/RPO.

Scalabilità e resilienza

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La resilienza aumenta per via della ridondanza geografica e infrastrutturale. Nel paradigma Secure Cloud di WIIT Group, la base tecnologica è un network europeo di oltre 20 data center raggruppati in 7 Region (tra Germania, Italia e Svizzera) e organizzati in 3 Zone di servizio (Standard, Premium e DR). La disponibilità di data center certificati Tier IV o ad altissima resilienza abilita servizi di business continuity e disaster recovery per aziende soggette a requisiti stringenti, con security by design, segmentazione delle reti, vulnerability management e SOC 24/7. Le Zone DR attivano backup e DR flessibili; la Zona Premium estende la protezione a tutti i macro-processi della cyber security. Questo approccio consente di scalare risorse in modo controllato e con SLA elevati per workload critici. In parallelo, le piattaforme AI aziendali illustrano come l’uso della cloud abiliti l’assegnazione dinamica delle risorse in base ai pattern di utilizzo, l’analisi predittiva dei bisogni di storage e la prevenzione di colli di bottiglia e perdite di dati (fonte).

Fatto operativo: WIIT dichiara una rete europea con più di 20 data center e pacchetti di servizio (Zone) attivabili per Region, che permettono di attivare rapidamente livelli predefiniti di sicurezza e DR.[WIIT]
Componente Scopo Impatto su SLA/Resilienza
Region (geografica) Località fisica per collocazione dati Riduce latenza, facilita compliance
Zone (Standard/Premium/DR) Pacchetti funzionali e di sicurezza Permette scelte modulari di resilienza
Tier IV data center Massima affidabilità infrastrutturale Riduce rischio di outage prolungati

Modelli di implementazione

Cloud pubblico + hosted private

La gestione ambienti ibridi combina asset in hosted private cloud e servizi di cloud pubblico. WIIT Group eroga servizi di Hosted Private and Hybrid Cloud per applicazioni critiche e business continuity, con data center proprietari e certificazioni di livello (fonte). In questo schema, interoperabilità piattaforme e orchestrazione sono essenziali: un’impresa può erogare collaboration e HCM in cloud pubblico, mantenendo on-premise o in hosted private componenti ERP o sistemi di controllo accessi, decidendo la collocazione ottimale dei dati e dei servizi (fonte). A livello applicativo, l’approccio composable e l’impiego di iPaaS semplificano la creazione di connessioni tra sistemi differenti, facilitando l’integrazione e la governance di soluzioni modulari (fonte; iPaaS WIIT).

XDCR
Replica cross‑data‑center: meccanismo di sincronizzazione/replica tra cluster distribuiti per DR e localizzazione dati.
DBaaS
Database as a Service: database erogato come servizio gestito (es. Couchbase Capella).
RAG (Retrieval-Augmented Generation)
Pattern di integrazione LLM + retrieval che combina ricerca su documenti e generazione testuale; utile per LLM aziendali con knowledge base dedicate.
iPaaS
Integration Platform as a Service: piattaforma per connettere applicazioni eterogenee con flussi e orchestrazioni centralizzate.
Best practice di implementazione ibrida:

  • Definire policy di collocazione dei dati per classi di sensibilità.
  • Usare orchestratori (Kubernetes) e layer di astrazione per evitare lock-in applicativo.
  • Monitorare costi e latenza con tool centralizzati per identificare spostamenti opportuni.

Interconnessioni e networking

Le interconnessioni private e la segmentazione delle reti sono fattori determinanti per latenza, sicurezza e continuità. Nel caso dei database multicloud già citati, la riproduzione dei dati tra centri distribuiti (XDCR) serve a supportare sia il ripristino di emergenza che la collocazione geografica dei dati stessi; la console residente nel VPC del cliente incrementa controllo e sicurezza (fonte). Nel paradigma Secure Cloud di WIIT, architetture ridondanti e network zoning coerenti con le Zone di servizio (Standard, Premium, DR) sostengono l’erogazione di workload critici con criteri differenziati di sicurezza e resilienza. Per l’integrazione applicativa tra domini eterogenei, modelli composable e iPaaS accelerano l’allineamento tra sistemi, riducendo rischi di incompatibilità e potenziando il controllo sui flussi (fonte).

Raccomandazione tecnica: privilegiare interconnessioni private (Direct Connect/ExpressRoute o circuiti MPLS/dedicated) quando si gestiscono applicazioni ERP e transazionali che richiedono latenza costante e throughput prevedibile.

Diagramma Multicloud

Casi di uso per workload critici

Analytics, AI e applicazioni ERP

Gli scenari di analytics e AI beneficiano della prossimità ai dati e della scalabilità del multicloud. Le piattaforme AI aziendali descrivono una filiera che parte dalla raccolta e classificazione intelligente dei dati, passa per la gestione in cloud con assegnazione dinamica di risorse e analisi predittive del fabbisogno di storage, e arriva alla costruzione di modelli sempre più accurati, anche su dati non strutturati attraverso tecniche di Natural Language Processing e computer vision. Per grandi volumi non strutturati risultano adatti i Data Lake, mentre per l’integrazione con Large Language Models risulta indicata la logica RAG, con un ruolo crescente per vector database e object storage vicino alla fonte dati (fonte).

Pattern consigliati per AI aziendale:

  • Ingestione dati in near‑real‑time (edge ingestion) verso Data Lake distribuiti.
  • Store dei vettori in database dedicati vicino alla computazione (vector DB) per latenza minima.
  • RAG per connettere LLM a knowledge base locali con politiche di accesso controllate.

Le applicazioni ERP mission-critical richiedono alta disponibilità, failover e piani di DR collaudati. Esperienze enterprise evidenziano una migrazione selettiva: posta e collaboration in cloud, HCM globale in modalità as-a-service, valutazioni puntuali sull’ERP, e talvolta mantenimento on-premise per componenti che non trarrebbero vantaggio dalla delocalizzazione (fonte). Nel multicloud la resilienza può essere potenziata con repliche tra region o data center e governance di rete segmentata, come previsto nelle Zone Premium e DR del Secure Cloud WIIT.

Check list per ERP mission-critical:

  1. Classificazione dati e dipendenze applicative.
  2. Piani DR con test trimestrali (failover completo) e RTO/RPO definiti.
  3. Segmentazione delle reti e accessi privilegiati controllati da PAM/SOC.
  4. Audit e prove di compliance con normativa NIS2 e linee guida ENISA.

La crescente spinta regolatoria rende inoltre centrale la conformità. Sul piano europeo, la NIS2 si traduce in obblighi tecnici e organizzativi per gli operatori essenziali e importanti, con scadenze nazionali che includono registrazioni periodiche e, dal 1° gennaio 2026, l’obbligo di notifica degli incidenti informatici in Italia, sotto coordinamento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). A fine giugno 2025 l’ENISA ha pubblicato una guida tecnica che supporta l’attuazione del Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2690, fornendo orientamenti operativi, esempi di evidenze e mappature agli standard: un riferimento pratico per gap analysis, audit e gestione del rischio in ambienti multi-provider. In questo contesto, l’offerta Secure Cloud di WIIT — con data center multi-Tier, security by design, SOC 24/7 e servizi di business continuity — costituisce una base coerente per sostenere workload ERP, analytics e AI conformi alle best practice europee, con forte interoperabilità piattaforme e controllo sul ciclo di vita dei dati.

Data/Evento Obbligo/Contesto Sorgente
26 giugno 2025 Pubblicazione della ENISA Technical Implementation Guidance per NIS2 [ENISA]
1° gennaio 2026 Entrata in vigore dell’obbligo di notifica degli incidenti per soggetti NIS in Italia [ACN]
Entro ottobre 2026 Adozione delle misure di sicurezza tecniche e organizzative previste [ACN]
Impatto per il reparto IT: la roadmap NIS2 richiede investimenti in monitoraggio, gestione delle vulnerabilità, corsi per ruoli di cybersecurity e miglioramenti documentati per dimostrare conformità durante audit e ispezioni.[ENISA][ACN]

Riferimenti citati

  1. ENISA — NIS2 Technical Implementation Guidance (pubblicazione tecnica, 26 giugno 2025).[ENISA]
  2. Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) — portale NIS e indicazioni operative (aggiornamenti e scadenze nazionali).[ACN]
  3. WIIT — Secure Cloud: descrizione Regions & Zones e servizi (documentazione ufficiale WIIT).[WIIT]
  4. magazine.wiit.cloud — articolo “Secure Cloud, porta sicurezza e compliance ai massimi livelli” (maggio 2025) esplicativo sulle Zone e Region.[magazine.wiit.cloud]
  5. ZeroUnoWeb — articolo su Couchbase Capella e caratteristiche multicloud/DBaaS (maggio 2021) con dettagli su XDCR e console VPC.[ZeroUnoWeb]

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