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Business continuity servizi per sistemi mission-critical

Business continuity: modelli di servizio per sistemi mission-critical

Per organizzazioni con workload critici, l’equilibrio tra performance, sicurezza e compliance richiede modelli di servizio strutturati e verificabili. La complessità introdotta da IoT e digitalizzazione, unita alla crescita delle minacce come attacchi DDoS e campagne di spionaggio, rende essenziale integrare cloud e continuità operativa in un framework che unisca tecnologia, processi e governance. In questo scenario, l’adozione di un Business Continuity Management System conforme a ISO 22301:2019 fornisce il perimetro di riferimento per pianificare, implementare, mantenere e migliorare continuativamente la capacità di resistere e ripristinarsi da eventi dirompenti.

Il panorama delle minacce in Italia

Secondo i dati più recenti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), il primo semestre del 2025 ha visto un’escalation significativa delle minacce informatiche in Italia. Gli eventi cyber sono aumentati del 53% rispetto allo stesso periodo del 2024, con 346 incidenti ad impatto confermato. In particolare, gli attacchi di tipo Distributed Denial of Service (DDoS) sono cresciuti del 77%, passando da 336 a 598 nel primo semestre 2025, evidenziando una pressione crescente sulle infrastrutture critiche nazionali.

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Cos’è la Business Continuity e perché è critica per i sistemi mission-critical

La Business Continuity consiste in politiche, controlli e processi che consentono di preservare le funzioni essenziali dopo un’interruzione. Lo standard ISO 22301:2019 definisce il ciclo di vita del BCMS (pianificazione, implementazione, esercizio, monitoraggio, riesame, manutenzione e miglioramento), con benefici concreti: resilienza potenziata, gestione del rischio più efficace, risposta sistematica alle crisi e maggiore fiducia degli stakeholder.

I vantaggi di un sistema di gestione per la continuità operativa (BCMS)

  • Identificare e gestire le minacce: Adottare un approccio proattivo per analizzare e mitigare le minacce attuali e future.
  • Migliorare la resilienza operativa: Ridurre al minimo i tempi di inattività e l’impatto finanziario degli incidenti attraverso una pianificazione strutturata.
  • Garantire la conformità legale e normativa: Comprendere e soddisfare i requisiti normativi che impattano l’organizzazione e i suoi clienti.
  • Ottenere un vantaggio competitivo: Dimostrare a clienti e partner un impegno concreto nella gestione del rischio, aumentando la fiducia e la credibilità sul mercato.
  • Proteggere la reputazione: Essere preparati a gestire una crisi in modo efficace protegge l’immagine aziendale e mantiene la fiducia degli stakeholder.

Modelli di Business Continuity adottati nel cloud e onsite

  • Hybrid e multi‑cloud orchestrati: la Delivery Platform di WIIT consente di collocare i dati sensibili in Private Cloud specializzato e di delegare al Public Cloud i carichi meno critici, con gestione unificata e programmatica.
  • Difesa multilivello integrata nella continuità: il framework Security as a Service (SECaaS) di WIIT copre cinque aree operative per proteggere l’intero perimetro che sostiene la business continuity.
  • Data center e connettività: WIIT opera su due data center enterprise di proprietà a Milano e Castelfranco Veneto, con connettività Internet multi‑carrier.
  • Governance e conformità: certificazioni ISO 20000, ISO 22301, ISO 27001 e ISAE 3402 attestano processi e controlli in linea con le best practice internazionali.
Business Continuity

Disaster recovery in cloud: dall’architettura al runbook

Un disaster recovery cloud efficace combina scelte architetturali e disciplina operativa. La piattaforma di erogazione dei servizi, progettata per gestire ambienti ibridi e multi‑cloud, abilita piani di ripristino coerenti con le classi di criticità. Il BCMS conforme a ISO 22301 garantisce che processi e responsabilità siano documentati, tracciabili e migliorati nel tempo. L’obiettivo è unire cloud e continuità operativa in un unico disegno di resilienza.

Metriche fondamentali del Disaster Recovery: RPO e RTO
  • Recovery Point Objective (RPO): Indica la quantità massima di dati che un’organizzazione può permettersi di perdere. Definisce l’età massima dei file recuperati dopo un disastro.
  • Recovery Time Objective (RTO): Definisce il tempo massimo che può intercorrere tra l’incidente e il completo ripristino delle operazioni. Misura la durata accettabile del downtime.
Metrica Focus Principale Domanda Chiave Impatto su
RPO (Recovery Point Objective) Dati Quanti dati possiamo permetterci di perdere? Frequenza dei backup e delle repliche
RTO (Recovery Time Objective) Tempo / Servizi Quanto tempo possiamo rimanere offline? Tecnologie e procedure di ripristino

Architettura di disaster recovery cloud per workload critici

  • Segregazione per sensibilità e latenza: dati e applicazioni sensibili sono ospitati nel Private Cloud, mentre componenti meno critici sfruttano risorse Public Cloud.
  • Orchestrazione multi‑vendor e gestione programmatica: unificazione dei domini tecnologici in un unico layer per sequenze di failover/fallback coerenti.
  • Fondamenti infrastrutturali: data center enterprise a Milano e Castelfranco Veneto e connettività multi‑carrier.

Processi e best practice: dalla pianificazione al test DR e runbook certificati

  • Pianificazione secondo ISO 22301: definisce ruoli, competenze, metriche e documentazione necessari a proteggere e ripristinare da incidenti dirompenti.
  • Assessment e priorità: lo WIIT Security Index fornisce una base quantitativa per classificare esposizioni e impatti.
  • Runbook e procedure operative: continuità con runbook chiari, versionati e accessibili.
  • Verifiche e miglioramento: monitoraggio continuo e riesami periodici per validare l’efficacia dei controlli e aggiornare dipendenze applicative.

In questo quadro, WIIT integra Business Continuity e Disaster Recovery con servizi cloud premium, una Delivery Platform orientata alla recovery intelligente e un set di certificazioni che supportano esigenze di affidabilità e compliance in ambienti mission-critical. Per i lettori interessati all’impostazione normativa, invitiamo alla consultazione dello standard ISO 22301:2019, riferimento internazionale per l’implementazione e il miglioramento continuo di un BCMS.

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