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Business continuity: pianificazione e servizi per garantire operatività

Elementi di un piano di business continuity (categoria: Business Continuity Services)

La creazione di un piano di business continuity è diventata una priorità fondamentale nel contesto attuale, caratterizzato da crescenti minacce informatiche e regolamentazioni sempre più stringenti. Il piano si sviluppa attraverso l’analisi e la classificazione dei processi aziendali secondo priorità strategiche.

Il Contesto Italiano: Un Bersaglio Privilegiato

Secondo il Rapporto CLUSIT 2025, il panorama della sicurezza informatica in Italia è particolarmente allarmante. Nonostante rappresenti solo l’1,8% del PIL mondiale, l’Italia ha subito il 10% degli attacchi informatici globali nel 2024, con un aumento del 15% degli incidenti rispetto all’anno precedente[RackOne]. Il costo medio di un singolo incidente informatico per le aziende italiane supera i 3 milioni di euro, evidenziando l’impatto economico devastante che un’interruzione può avere[Helmon]. Questo scenario rende l’adozione di un piano strutturato non più una scelta, ma una necessità strategica per la sopravvivenza del business.

Analisi impatto e priorità dei processi

La Business Impact Analysis (BIA) rappresenta un passo cruciale per identificare gli effetti delle interruzioni operative. Attraverso questa analisi, le aziende possono quantificare gli impatti in termini finanziari, legali e reputazionali, determinando così le funzioni essenziali da proteggere. L’approccio Secure Cloud di WIIT integra la BIA per offrire soluzioni personalizzate e sicure per ogni specifica necessità aziendale.

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La BIA è un processo metodico che, in linea con gli standard internazionali come l’ISO 22301, permette di mappare le dipendenze tra i processi aziendali e le risorse necessarie (personale, tecnologie, fornitori). L’obiettivo è comprendere a fondo le conseguenze di un’interruzione per poter definire le corrette priorità di ripristino.

Maximum Acceptable Outage (MAO)
Indica il tempo massimo di interruzione che un processo può subire prima che l’impatto diventi inaccettabile per l’organizzazione. È un parametro strategico definito dal top management[ESG360].
Minimum Business Continuity Objective (MBCO)
Stabilisce il livello minimo di servizi o prodotti da erogare ininterrottamente durante un’interruzione, affinché l’impresa possa comunque conseguire i suoi obiettivi operativi fondamentali.

Definizione RTO e RPO

Gli indicatori Recovery Time Objective (RTO) e Recovery Point Objective (RPO) stabiliscono i limiti accettabili di downtime e perdita di dati. La loro definizione è fondamentale per garantire che i sistemi critici siano ripristinati secondo necessità, minimizzando il potenziale impatto sulle operazioni aziendali. La documentazione e il test periodico di questi parametri assicurano il mantenimento di standard elevati di continuità operativa.

Sebbene spesso confusi, RTO e RPO rispondono a due domande diverse ma complementari:

  • RPO (Recovery Point Objective): Quanti dati posso permettermi di perdere? Questo parametro misura la tolleranza alla perdita di dati e definisce la frequenza con cui devono essere eseguiti i backup. Un RPO basso richiede backup più frequenti[Acronis].
  • RTO (Recovery Time Objective): Per quanto tempo posso rimanere fermo? Questo indicatore definisce il tempo massimo accettabile per ripristinare un servizio o un’applicazione dopo un disastro, misurando di fatto la tolleranza al downtime[Epiclink].
Settore/Servizio Esempio di RPO Esempio di RTO Giustificazione
E-commerce Pochi minuti (es. 5-15 min) Meno di 1 ora (es. 30 min) Ogni transazione persa è una perdita diretta di fatturato. Un downtime prolungato danneggia la fiducia del cliente.
Sistema ERP Manifatturiero 1-4 ore 4-8 ore La produzione può essere bloccata, ma spesso esiste una tolleranza operativa. I dati possono essere reinseriti con un certo ritardo.
Piattaforma di online banking Quasi zero (pochi secondi) Pochi minuti La perdita di transazioni finanziarie è inaccettabile. La disponibilità del servizio è critica per la conformità normativa e la reputazione.
Gestionale Risorse Umane 24 ore 48 ore Le operazioni HR (es. gestione paghe) non sono tipicamente in tempo reale. Un’interruzione di un giorno è spesso gestibile senza impatti critici.

È importante notare che l’RTO di un processo può variare in base al momento in cui si verifica l’incidente. Ad esempio, un’applicazione per il pagamento delle imposte ha un RTO di diversi giorni per la maggior parte del mese, ma che si riduce a poche ore a ridosso della scadenza fiscale[Cybersecurity360].

Soluzioni tecniche per DR (categoria: Disaster Recovery as a Service)

Adottare soluzioni di Disaster Recovery è essenziale per la resilienza digitale delle organizzazioni. La disponibilità di tecnologie avanzate permette una gestione efficace e tempestiva di eventuali incidenti che potrebbero comprometterne le operazioni.

Replica dati e orchestrazione failover

Le strategie di replica dei dati, sincronizzate o asincrone, sono scelte in base agli obiettivi di RTO e RPO. L’orchestrazione automatica del failover riduce il margine di errore umano e assicura un ripristino rapido. WIIT supporta tale livello di protezione grazie a infrastrutture geograficamente ridondate, offrendo Managed Cloud che facilita la fusione tra performance e sicurezza.

La scelta della tecnologia di replica è una diretta conseguenza dei valori di RPO e RTO. Per RPO prossimi allo zero, necessari per sistemi transazionali critici, la replica sincrona è indispensabile, poiché scrive i dati simultaneamente su due siti. Per RPO e RTO meno stringenti, la replica asincrona offre un’alternativa più efficiente in termini di costi, trasferendo i dati a intervalli regolari.

Test e automazione

La validità di un piano di disaster recovery si conferma attraverso test rigorosi e ciclici, per garantire che i processi siano allineati alle reali esigenze aziendali. L’automazione dei test migliora l’efficienza, riducendo i tempi di risposta e aumentando l’affidabilità della soluzione adottata. Un costante monitoraggio delle performance e dei risultati ottenuti durante questi test favorisce l’ottimizzazione continua.

I test non devono essere visti come un’attività puramente tecnica, ma come una verifica strategica della resilienza aziendale. Simulazioni periodiche di failover permettono di identificare colli di bottiglia, validare le procedure operative e formare il personale, assicurando che i valori di RTO e RPO definiti sulla carta siano effettivamente raggiungibili in una situazione di crisi reale.

Gestione incidenti e comunicazione (categoria: servizi gestiti)

Un’efficace gestione degli incidenti è cruciale per mitigare le ripercussioni di eventuali disservizi, garantendo una risposta tempestiva e coordinata a qualsiasi minaccia.

Playbook operativi

I playbook operativi contengono istruzioni dettagliate su come affrontare diverse tipologie di incidenti, come attacchi malware o fallimenti infrastrutturali, delineando procedure specifiche per ogni scenario. Questi strumenti semplificano le azioni corrette da intraprendere, accelerando processi decisionali in situazioni di crisi.

Un playbook efficace dovrebbe includere i seguenti elementi chiave:

  • Ruoli e responsabilità: Chi fa cosa durante l’incidente (es. Incident Manager, Communication Lead).
  • Procedure di escalation: Come e quando coinvolgere il management o team esterni.
  • Fasi di risposta: Passaggi dettagliati per l’identificazione, il contenimento, l’eradicazione e il recupero.
  • Protocolli di comunicazione: Modelli pre-approvati per comunicare con stakeholder interni ed esterni.
  • Checklist tecniche: Azioni specifiche per analizzare e mitigare minacce come ransomware, phishing o attacchi DDoS.

Supporto post-incident

Il supporto successivo a un incidente consiste nel condurre analisi approfondite per identificare le cause radice, adottare azioni correttive e prevenire il ripetersi in futuro. Il coinvolgimento di partner qualificati, come WIIT, è essenziale per garantire una gestione integrata e completa di disaster recovery e sicurezza. L’uso di Security Operations Center (SOC) per il monitoraggio continuo degli eventi di sicurezza rappresenta un ulteriore livello di garanzia per le aziende.

Questa fase, nota come “lessons learned”, è fondamentale per trasformare un evento negativo in un’opportunità di miglioramento. L’analisi delle cause radice è particolarmente critica in un contesto dove lo sfruttamento delle vulnerabilità software ha raggiunto un “massimo storico”, con un aumento del 90% in Italia tra il 2023 e il 2024[RackOne]. Identificare e correggere queste falle è l’unico modo per rafforzare proattivamente la postura di sicurezza.

[RackOne] Dati basati sul Rapporto CLUSIT 2025.
[Helmon] Analisi dei costi del cybercrime per le aziende in Italia.
[ESG360] Approfondimento sulla Business Impact Analysis secondo lo standard ISO 22317.
[Acronis] Guida alla definizione di Recovery Time Objective e Recovery Point Objective.
[Epiclink] Analisi pratica per il calcolo di RPO e RTO in un piano di Disaster Recovery.
[Cybersecurity360] Analisi dei limiti e delle variabili nella pianificazione della continuità operativa.

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