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Cybersecurity integrata per ambienti critici: strategia e tecnologie

L’adozione di una cybersecurity integrata in ambienti critici richiede che la protezione non sia aggiunta a valle, ma incorporata fin dalla progettazione delle infrastrutture e dei servizi. Questo principio di security by design guida la costruzione di piattaforme cloud in cui resilienza, localizzazione del dato, alta disponibilità e controlli di sicurezza cooperano come un unico sistema. Le fonti indicano che le imprese oggi cercano non solo prestazioni e scalabilità, ma soprattutto fiducia nel provider: un requisito che poggia su architetture nativamente sicure e su processi di governance capaci di assicurare conformità normativa e difesa proattiva dalle minacce. È in questa prospettiva che WIIT ha strutturato il paradigma Secure Cloud, un insieme coerente di infrastruttura, processi e tecnologie che integra la sicurezza come fondamento e non come accessorio.

Che cos’è la Security by Design?

La Security by Design è un approccio allo sviluppo di software e hardware che cerca di rendere i sistemi il più possibile liberi da vulnerabilità e resistenti agli attacchi, integrando la sicurezza fin dalle prime fasi del ciclo di sviluppo. Anziché trattare la sicurezza come un’aggiunta successiva, la si considera un requisito fondamentale del sistema, al pari delle funzionalità e delle performance. Questo approccio proattivo è universalmente riconosciuto come più efficace ed economico rispetto alla correzione dei problemi di sicurezza dopo il rilascio di un prodotto.

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La strategia defense-in-depth è il corollario operativo della security by design: un approccio multilivello che incapsula endpoint, gestione delle vulnerabilità, identità e accessi, sicurezza del messaging e protezione di rete in una linea di difesa dinamica e stratificata. Il framework di WIIT si articola in cinque macro-aree (endpoint security; security and vulnerability management; identity access management; messaging security; network), con l’obiettivo di garantire governance estesa e protezione delle applicazioni core e mission critical. A supporto, l’azienda effettua uno screening degli ambienti dei clienti su 178 variabili e 25 coefficienti distribuiti su cinque livelli di profondità, in modo da calibrare i controlli sul rischio effettivo e non solo su policy generiche.

L’attualità delle minacce rende questa impostazione indispensabile. Un aumento dei gravi attacchi, come evidenziato dal Rapporto Clusit 2024, che registra un +11% di incidenti a livello globale rispetto all’anno precedente, e costi di downtime che possono superare i 500.000 euro all’ora per le grandi imprese, spostano l’equilibrio da una logica di “best effort” a una di resilienza misurabile.[Rapporto Clusit] I dati disponibili richiamano anche il tema della complessità organizzativa: il 39% dei responsabili cybersecurity dichiara di sentirsi isolato nel proprio ruolo, mentre le operazioni di spionaggio cyber sono cresciute del 57% in un solo anno (2018). In questo scenario, la continuità operativa, la gestione puntuale delle identità e una rete segmentata e osservabile diventano elementi strutturali, non opzionali.

Tipologia di Impresa Costo Orario Stimato per Downtime Fonte di Riferimento
Piccola-Media Impresa (PMI) €10.000 – €50.000 Stime di settore 2024
Grande Impresa > €500.000 AllSafeIT Analysis 2025
Impresa Colpita da Ransomware ~ $300.000 (circa €280.000) Gartner
Il costo nascosto del downtime: non si tratta solo di mancate vendite. Un’interruzione dei servizi critici comporta danni alla reputazione del brand, perdita di fiducia da parte dei clienti, costi di ripristino e potenziali sanzioni normative. Secondo stime recenti, il tempo medio di downtime per incidente si attesta sulle 16 ore, un’enormità nell’economia digitale.[Roxmir]

Modello operativo SOC 24/7

Una funzione SOC attiva 24/7 è il fulcro operativo che consente di trasformare architetture sicure in servizi realmente resilienti. Nel paradigma Secure Cloud di WIIT, la Premium Security “copre tutti i macro-processi della cyber security, la rende nativamente proattiva e integra anche un servizio SOC 24/7” per la protezione degli asset digitali e la risposta in tempo reale a minacce interne ed esterne. La presenza di un SOC proprietario e integrato permette monitoraggio continuo dei carichi di lavoro e dei controlli, correlazione centralizzata degli eventi e orchestrazione delle risposte, riducendo i tempi tra rilevamento e mitigazione.

Un Security Operations Center (SOC) non è solo un centro di monitoraggio, ma il cuore pulsante della resilienza aziendale. La sua capacità di operare 24/7, correlando miliardi di eventi per identificare le minacce reali, trasforma la cybersecurity da una serie di controlli passivi a una difesa attiva e intelligente, indispensabile per proteggere gli asset critici nell’era digitale.

Questa integrazione cloud–SOC ha un effetto diretto sulla governance: abilita visibilità end-to-end, semplifica la conformità e supporta l’evoluzione dei controlli in funzione dei cambiamenti applicativi o delle modifiche infrastrutturali. In ambienti con carichi di lavoro critici – spaziano da ERP a piattaforme AI e analytics – la prontezze operativa del SOC e la sua connessione con i meccanismi di disaster recovery sono decisivi per mantenere livelli di servizio stabilmente elevati. Le architetture WIIT, ospitate in un network europeo articolato in 7 Region (4 in Germania, 1 in Svizzera, 2 in Italia) e dotate di Premium Zone (tre regioni con alta disponibilità e resilienza), con due data center certificati Tier IV dall’Uptime Institute, costituiscono l’ossatura su cui poggia questa operatività h24, garantendo ridondanza e tenuta anche in scenari di guasto o minaccia persistente.

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