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Multicloud innovativo: come ottimizzare performance e resilienza

Introduzione
Il passaggio da architetture monolitiche e da un confronto binario pubblico/privato verso un multicloud innovativo è ormai centrale per le imprese che eseguono workload mission‑critical su piattaforme come SAP, Oracle e Microsoft. Le fonti analizzate indicano esigenze congiunte di performance prevedibili, resilienza geografica e conformità normativa (GDPR, recepimento NIS2) senza perdita di controllo operativo: il risultato è un modello che coniuga data center certificati, governance estesa e servizi gestiti di sicurezza.
Dal cloud ibrido al multicloud: il nuovo paradigma
Il nuovo paradigma non è soltanto una moltiplicazione dei provider, ma l’adozione di una governance che renda interoperabili e orchestrabili risorse eterogenee per rispondere a vincoli di latenza, costi e compliance.
Oltre la dicotomia pubblico/privato
La tradizionale dicotomia tra cloud pubblico e privato cede il passo a modelli che combinano on‑premise, private cloud e region cloud provider in modo selettivo. L’approccio privilegia: policy centralizzate per accesso e sicurezza; orchestrazione dei deployment per rispettare SLA e vincoli di latenza; e mobilità dei workload per ridurre il rischio di lock‑in e abilitare disaster recovery distribuito. Per la strutturazione dei controlli di rischio, il NIST Cybersecurity Framework (CSF 2.0) è citato come riferimento operativo utile per tradurre requisiti in funzioni identify/protect/detect/respond/recover.
Perché le imprese scelgono ambienti distribuiti
Le motivazioni sono tecniche e di business: ridondanza geografica e sovranità del dato, resilienza contro guasti o eventi geopolitici, e ottimizzazione della latenza posizionando servizi vicino a utenti o sistemi produttivi. WIIT posiziona la propria offerta Secure Cloud su questo asse: un network europeo di oltre 20 data center proprietari organizzati in 7 region, con pacchetti di servizi strutturati in Zone (Standard, Premium, DR) per adattare livelli di sicurezza, availability e disaster recovery alle esigenze dei clienti (vedi: Data Center Italia‑Germania e il paradigma Secure Cloud: Secure Cloud, porta sicurezza e compliance ai massimi livelli).
Performance in ambienti multicloud
Per workload mission‑critical le performance si ottengono con infrastrutture certificate, governance end‑to‑end e strumenti di orchestrazione che applicano policy di placement in funzione di latenza, costi e requisiti di sovranità del dato.
Data center certificati e governance end-to-end
I data center ad alta affidabilità (tra cui strutture abilitate come Premium Zone) e le certificazioni Tier IV Uptime Institute sono elementi distintivi per garantire availability e resilienza. WIIT dichiara la presenza di più site premium e segnala che due data center sono certificati Tier IV, oltre a zone abilitate con servizi avanzati. Una governance end‑to‑end comprende monitoraggio H24, metriche SLA‑oriented, policy di placement per rispetto di vincoli regolatori e automatismi per failover e sincronizzazione dei dati tra region.
Ottimizzare costi, carichi di lavoro e risorse
L’ottimizzazione operativa in un contesto multicloud richiede classificazione dei workload (critici, sensibili, non critici), autoscaling, orchestrazione container/Kubernetes e modelli di costo basati su consumo con analisi storica dei pattern. Un approccio governato riduce sprechi e abilita decisioni basate su metriche: WIIT propone servizi di consulenza, gestione e orchestrazione per mappare e spostare carichi critici in ambienti ibridi e multicloud (consultare la pagina Servizi Cloud Premium).
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Resilienza integrata e sicurezza by design
La resilienza in ambienti multicloud si ottiene integrando sicurezza, continuity e compliance sin dalla progettazione: security by design applicata a identità, crittografia, logging e piani di recovery.
Cybersecurity e compliance (GDPR, NIS2, rischio geopolitico)
L’evoluzione normativa incide su architetture e operazioni. In Italia la Direttiva NIS2 è stata recepita con il Decreto Legislativo n. 138 del 4 settembre 2024 (entrata in vigore 16/10/2024), che introduce obblighi e classificazioni per operatori essenziali e digitali; il testo è disponibile in Gazzetta Ufficiale: DECRETO LEGISLATIVO 4 settembre 2024, n. 138. Le linee guida ENISA per la sicurezza cloud forniscono ulteriori riferimenti operativi per tradurre i requisiti normativi in controlli tecnici: ENISA Cloud Security Guide. Contestualmente, le imprese affrontano un contesto di minacce in crescita: fonti riportano un aumento degli incidenti informatici del +65% in Italia (Clusit) e costi di downtime stimati fino a 9.000 dollari al minuto (Forbes), rafforzando la necessità di soluzioni integrate di sicurezza e continuità.
Secure Cloud e Security-as-a-Service per continuità operativa
Per garantire continuità operativa sono necessari service layer integrati: Security‑as‑a‑Service (detection, SOAR, managed EDR), backup governato e DR replicati fra site con RTO e RPO definiti. Il paradigma Secure Cloud di WIIT mette insieme data center proprietari, servizi gestiti e SOC 24/7 nelle Zone Premium per offrire monitoraggio continuo, incident response e piani di disaster recovery configurabili in base a requisiti di business e regolatori (si veda il White Paper Secure Cloud e le risorse sul magazine WIIT).
Il valore dei dati nel multicloud
Nei modelli distribuiti il dato diventa asset strategico: la sua gestione deve bilanciare accessibilità per analytics/AI e requisiti di protezione e sovranità.
Data Fabric e gestione intelligente dei dati distribuiti
Un’architettura Data Fabric astrae l’eterogeneità delle sorgenti, offrendo catalogazione, politiche di accesso unificate, repliche intelligenti e tiering in funzione di latenza, costi e compliance. Tale astrazione facilita l’adozione di analytics e modelli di intelligenza artificiale, evitando silos e migliorando l’orchestrazione dei dati tra cloud e on‑premise.
Dati resilienti come asset strategico per il business
Tutelare integrità, disponibilità e riservatezza significa definire metriche operative (MTTR, RTO, RPO), applicare controlli differenziati sui dataset sensibili (PII, dati sanitari, segreti industriali) e pianificare test periodici di restore e audit. In ambienti regolamentati — dove NIS2 e GDPR impongono reporting e controlli — la capacità di dimostrare controlli operativi è elemento competitivo.
Il modello WIIT per il multicloud innovativo
WIIT propone un’offerta orientata a integrare infrastrutture proprietarie, servizi gestiti e consulenza per migrations e modernizzazione, con un focus sulla protezione dei workload critici e sulla sostenibilità operativa.
Outsourcing e gestione delle applicazioni critiche
Il modello operativo include outsourcing infrastrutturale con gestione dello stack applicativo per workload mission‑critical (SAP, Oracle, Microsoft), catalogo di servizi gestiti — monitoring, patching, sicurezza — e presidio operativo H24 con playbook DR. Il valore dichiarato è la capacità di far coesistere performance elevate e compliance normativa, riducendo il rischio operativo e accelerando progetti di AI e modernizzazione applicativa.
Best practice, certificazioni e resilienza by design
Le best practice raccomandate si basano su framework di gestione del rischio (es. NIST CSF 2.0), certificazioni (Tier, ISO/IEC 27001) e automation per test di failover. WIIT integra questi elementi operativi con processi gestiti, servizi Secure Cloud e data center distribuiti in 7 region, incluse Premium Zone e siti certificati Tier IV, per garantire resilienza by design lungo tutto il ciclo di vita dell’applicazione.
Approfondimenti normativi e impatti operativi
Il recepimento della direttiva NIS2 tramite il Decreto Legislativo n. 138/2024 ha introdotto un quadro più stringente per gli obblighi di gestione del rischio, per la notifica degli incidenti e per la vigilanza. Il provvedimento è entrato in vigore il 16 ottobre 2024, con l’indicazione di autorità e responsabilità operative a livello nazionale.[Gazzetta Ufficiale]
Il decreto stabilisce misure volte a garantire un livello elevato di sicurezza informatica in ambito nazionale; tra le novità: rafforzamento del ruolo dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e ampliamento del perimetro di soggetti soggetti agli obblighi.
Riferimenti sintetici
- Entrata in vigore: 16/10/2024 — obblighi di notifica e gestione dei rischi rafforzati.[Gazzetta Ufficiale]
- Agenzia per la cybersicurezza nazionale: ruolo di autorità NIS e coordinamento CSIRT Italia.[Normattiva]
- Linee guida cloud operative e checklist di procurement: riferimento ENISA per buone pratiche di sicurezza cloud.[ENISA]
Metriche operative consigliate per workload mission‑critical
Per tradurre livelli di resilienza e continuità in requisiti misurabili è utile adottare metriche standard e target definiti per classi di applicazione. La tabella seguente propone valori di riferimento operativi (esempi da adattare in base al settore e al rischio):
| Classe workload | RTO (Target) | RPO (Target) | MTTR operativo | Note operative |
|---|---|---|---|---|
| Mission‑critical (ERP/SAP, core banking) | < 1 ora | < 15 minuti | < 1 ora | Replica sincrona o near‑sync, playbook DR testati quarterly |
| Business‑critical (app di supporto, integrazioni) | 1–4 ore | 15–60 minuti | 1–4 ore | Replica asincrona, snapshot pianificati |
| Non critico / Analitica | > 4 ore | > 1 ora | > 4 ore | Tiering su object storage, cost optimization |
Questi target vanno tradotti in SLA contrattuali, runbook e strumenti di orchestrazione che automatizzino failover e restore per garantire ripetibilità e compliance con gli obblighi di notifica.
Checklist operativa per migrazione multicloud
- Classificare i workload per criticità, sovranità e requisiti normativi;
- Definire policy centralizzate IAM e segregazione delle reti;
- Stabilire placement rules basate su latenza, costi e compliance;
- Automatizzare backup e test di restore con esercitazioni periodiche;
- Integrare monitoring e metriche SLA end‑to‑end con alerting centralizzato;
- Verificare certificazioni dei data center (Tier, ISO/IEC 27001) e audit trail;
- Inserire clausole contrattuali per responsabilità e tempi di notifica degli incidenti;
- Prevedere esercitazioni cross‑provider per scenari di indisponibilità estesa.
Trend e contesto delle minacce: dati aggiornati
Il Rapporto Clusit 2025 evidenzia un aumento significativo degli incidenti gravi a livello globale e fornisce un quadro delle tendenze di attacco rilevate in Italia nel 2024; il documento è disponibile nel Rapporto Clusit 2025, che raccoglie rilevazioni da SOC e forze di polizia.[Clusit]
Raccomandazioni pratiche per il board e per l’IT
- Tradurre i requisiti normativi (NIS2, GDPR) in KPI misurabili e responsabilità chiare;[Normattiva]
- Investire su piattaforme di orchestrazione che consentano mobility dei workload e compliance by design;
- Adottare modelli di sicurezza multilivello: IAM, crittografia a riposo e in transito, logging centralizzato, threat detection;
- Programmare test di disaster recovery su base trimestrale e integrata tra region e provider;
- Valutare servizi Managed SOC e Backup as a Service per ridurre il time‑to‑recover.
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Nota sulle fonti e sul contesto
Questa integrazione utilizza riferimenti ufficiali e documentazione tecnica pubblica: il testo del recepimento NIS2 pubblicato in Gazzetta Ufficiale e disponibile su Normattiva; le linee guida pratiche ENISA per la sicurezza cloud; i dati aggregati del Rapporto Clusit 2025; e le informazioni commerciali e tecniche fornite da WIIT sulle proprie soluzioni Secure Cloud. Le citazioni dirette ai documenti normativi e ai rapporti di settore sono indicate in linea con le referenze editoriali.
Riferimenti principali: [Gazzetta Ufficiale] [Normattiva] [ENISA] [Clusit] [WIIT]
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