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Data center in Italia e Germania per infrastrutture critiche

Distribuzione geografica e ridondanza

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La strategia di posizionamento delle infrastrutture è centrale per garantire resilienza e compliance agli ambienti IT critici. WIIT Group dichiara una rete proprietaria di 19 data center distribuiti tra Italia e Germania, con siti localizzati, tra gli altri, a Milano e Castelfranco Veneto in Italia e a Düsseldorf, Munich e Stralsund in Germania. In comunicazioni ufficiali l’azienda segnala inoltre che il suo paradigma Secure Cloud fa riferimento a un network europeo organizzato in 7 Region e a zone funzionali (Standard, Premium, DR), evidenziando come i numeri e le aggregazioni possano variare a seconda del contesto commerciale e dell’offerta.

Aggiornamento operativo e numeri verificati: secondo la pagina ufficiale WIIT, la rete proprietaria è composta da 19 data center: 3 in Italia (di cui 2 certificati Tier IV) e 16 in Germania; il sito di Düsseldorf ospita il primo data center tedesco certificato Tier IV dall’Uptime Institute, elemento distintivo per il portafoglio Multi Tier IV.[WIIT]
Area Numero siti Tier IV certificati (segnalati) Nota
Italia 3 2 Milano, Castelfranco Veneto (WIIT: 3 siti totali, 2 Tier IV in Italia)
Germania 16 ≥1 (Düsseldorf: primo Tier IV tedesco) Rete locale con presenza significativa a Düsseldorf (più sedi locali)
Totale rete proprietaria 19 3 (indicativo, secondo comunicazioni) Numero e certificazioni: fonte aziendale ufficiale.[WIIT]
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Vantaggi della presenza in Italia e Germania

La presenza transnazionale consente di ottenere benefici pratici e normativi: riduzione della latenza locale per applicazioni critiche, near‑zero latency per clienti europei e un supporto alla sovranità del dato grazie alla collocazione geografica all’interno dell’Unione Europea. La distribuzione Italia‑Germania inoltre mitiga l’esposizione a eventi localizzati (blackout, guasti infrastrutturali o cambiamenti regolatori), favorendo una strategia risk‑based per C‑level e board aziendali che richiedono continuità operativa per processi mission‑critical quali ERP (SAP, Oracle, Microsoft), payment e servizi di business continuity.

Per il management: la collocazione cross‑country facilita compliance GDPR e riduce rischi di concentrazione geografica. Le organizzazioni con requisiti di sovranità del dato trovano nella presenza esclusiva in UE un vantaggio operativo e contrattuale (contratti, audit e SLA gestiti in ambito europeo).[WIIT]

Dal punto di vista della certificazione infrastrutturale, WIIT segnala la presenza di più siti certificati Tier IV dall’Uptime Institute e la realizzazione, a Düsseldorf, del primo data center tedesco certificato Tier IV, elemento che rafforza la proposta verso clienti soggetti a requisiti regolatori stringenti.

“Tier IV facilities add fault tolerance to the Tier III topology. When a piece of equipment fails, or there is an interruption in the distribution path, IT operations will not be affected.” [Uptime Institute]

Strategie di disaster recovery e failover

Le pratiche descritte nelle fonti prevedono un approccio multi‑site per replica dati e failover geografico, con scenari configurati per workload differenziati: replica sincrona/asincrona, playbook di failover e prove periodiche. I data center certificati Tier IV, se implementati e gestiti in conformità alla topologia e alle pratiche operative indicate dall’Uptime Institute, forniscono una base tecnologica per SLA molto stringenti; a titolo esemplificativo la classificazione Tier IV è associata a una disponibilità indicativa annuale fino a 99.995%, parametro che contribuisce a fissare obiettivi di RTO e RPO per applicazioni mission‑critical.

Impatto pratico della disponibilità Tier IV: 99.995% di uptime corrisponde a un tempo massimo di indisponibilità annua di circa 25–26 minuti; questo elemento è spesso utilizzato per dimensionare RTO (Recovery Time Objective) e RPO (Recovery Point Objective) nelle offerte mission‑critical.[Uptime Institute]
Classe di workload Disponibilità target Max downtime/anno Esempio obiettivi RTO / RPO (indicativi)
Payment / Core banking / ERP mission‑critical 99.995% ~25 min/anno RTO: <30 min — RPO: near‑zero (replica sincrona o continuous replication)
Applicazioni core non realtime (es. BI, backoffice) 99.9% – 99.99% 1 h — 8 h/anno RTO: 1–4 h — RPO: 5–60 min (replica asincrona o snapshot frequenti)
Servizi non critici / batch 99% – 99.9% ~9 h — 8 h/anno RTO: 4–48 h — RPO: ore (backup tradizionale)

I valori di RTO/RPO sono da intendersi a titolo esemplificativo: la scelta tecnica dipende da architettura applicativa, SLA contrattuale, costi e vincoli di compliance.

La governance operativa include test regolari, piani di continuità e revisioni post‑esercitazione per garantire l’efficacia dei processi di disaster recovery, coerentemente con le best practice di business continuity e disaster recovery illustrate nelle pubblicazioni aziendali.

  • Definizione degli scenari di failover e playbook operativi (test annuali/semestrali).[WIIT]
  • Replica differenziata (sincrona per dati critici, asincrona per workload meno sensibili).
  • Piani di comunicazione e runbook per C‑level e operation.
  • Service acceptance tests con validazione RPO/RTO e metriche di performance.

Mappa WIIT data center Italia Germania

Nota grafica per l’editoriale: la richiesta di immagine prompt (constructivist, 16:9, nodi Italia/Germania, 19 blocchi, tre Tier IV concentrici, SOC/ISO/energia) è coerente con un visual di header per un pezzo tecnico su multi‑site e resilienza.

Sicurezza fisica e logica dei data center

L’architettura di protezione dei siti unisce misure fisiche e controlli logici integrati, erogati come parte dell’offerta di Secure Cloud e delle soluzioni di Cyber Security di WIIT. L’approccio adottato mira a fornire una security by design end‑to‑end, che parte dall’edificio fisico fino ai servizi gestiti quali SOC, vulnerability management e threat intelligence.

Struttura SOC / Cyber Defence: i servizi SOC sono integrati con controlli fisici e logici 24/7; nelle comunicazioni aziendali WIIT menziona SOCaaS e Cyber Defence Center per monitoraggio continuo, threat intelligence e gestione degli account privilegiati (PAM).[WIIT]

Controlli di accesso, sorveglianza e segmentazione rete

I data center enterprise combinano controlli di accesso multilivello (perimetro, badge, procedure di registrazione ed escort, biometrici dove applicabili) con videosorveglianza continua e policy di security fisica documentate. A livello logico sono previste misure quali segmentazione della rete, firewall di nuova generazione, sistemi IDS/IPS, soluzioni PAM per la gestione degli account privilegiati e monitoraggio 24/7 tramite Cyber Defense Center o SOC. L’integrazione tra controllo fisico e servizi gestiti consente di estendere la protezione a workload virtualizzati, container e ambienti multicloud, riducendo la superficie di attacco e limitando i movimenti laterali in caso di incidente.

IDS / IPS
Intrusion Detection / Prevention System — analizzano traffico di rete e segnali di anomalia per bloccare attacchi in tempo reale.
PAM
Privileged Access Management — controlla, registra e limita l’uso di account privilegiati per ridurre il rischio insider e la lateral movement.
Segmentation
Separazione logica delle reti per isolare workload critici e contenere incidenti.

Certificazioni e standard (Uptime, ISO, TIA)

La classificazione Tier dell’Uptime Institute definisce la topologia infrastrutturale e i requisiti per affidabilità e fault tolerance: il Tier IV introduce ridondanze indipendenti e un design fault‑tolerant che permette manutenzioni senza interruzione dell’operatività. Parallelamente, per la governance della sicurezza delle informazioni lo standard di riferimento è ISO/IEC 27001; la sua ultima edizione (ISO/IEC 27001:2022) è stata recepita a livello europeo e nazionale con aggiornamenti formali nel 2023‑2024, imponendo requisiti su ISMS, risk assessment e controlli (Annex A). Ulteriori riferimenti tecnici per cablaggio e layout infrastrutturale possono fare capo a linee guida di settore come TIA‑942. La combinazione di certificazioni infrastrutturali (Tier) e di sistema (ISO) costituisce la base per audit, compliance normativa (incluso GDPR) e rassicurazione verso clienti regolamentati.

Aggiornamento normativo ISO: la ISO/IEC 27001:2022 è stata recepita come EN ISO/IEC 27001:2023 e in Italia come UNI CEI EN ISO/IEC 27001:2024; la transizione degli schemi di certificazione e degli organismi di certificazione è stata calendarizzata con scadenze variabili per adeguamento.[ISO/IEC 27001]
Per l’audit compliance: combinare Tier (topologia infrastrutturale) e ISO/IEC 27001 (ISMS) permette di dimostrare a auditor esterni e clienti il controllo su continuità, gestione del rischio e misure tecniche/organizzative. Le aziende soggette a normative settoriali (finance, insurance, energy) spesso richiedono entrambi i livelli di certificazione.

Efficienza operativa e capacity planning

L’efficienza operativa unisce attività di capacity planning, orchestrazione cloud e pratiche per ridurre consumi e impronta ambientale. Le offerte Premium Cloud e MultiCloud sono progettate per gestire variazioni di carico senza compromettere sicurezza né compliance.

Gestione capacità e scalabilità on demand

Il capacity planning proattivo descritto nelle fonti prevede monitoraggio costante dell’utilizzo di CPU, I/O e network, forecast basati su trend storici e processi di provisioning rapido per rispondere a picchi transazionali. Le architetture ibride e multicloud consentono di spostare workload tra Private Cloud proprietario e public cloud mantenendo controlli di security e requisiti normativi: WIIT promuove modelli che integrano bare metal, VM e container per scalabilità elastica all’occorrenza.

Efficienza energetica e sostenibilità

L’ottimizzazione dei consumi è gestita attraverso metriche e interventi tecnici: il PUE (Power Usage Effectiveness) è lo strumento di riferimento per misurare efficienza energetica data center. Le pratiche indicate nelle fonti comprendono free‑cooling, recupero termico, ottimizzazione layout, upgrade di UPS e sistemi di raffreddamento, oltre a politiche di acquisto di energia rinnovabile e investimenti continuativi per ridurre l’impatto ambientale. La manutenzione predittiva e l’uso di strumenti DCIM vengono proposti come leva per bilanciare efficienza e resilienza, particolarmente critica per workload con requisiti di availability molto stringenti.

  • Misurazione PUE e obiettivi di miglioramento periodici.
  • Free‑cooling e recupero termico per ridurre il carico dei sistemi di condizionamento.
  • UPS moderni e ridondati; combined heat and power (CHP) per alimentazione locale (es. DUS1 menzionato nei materiali operativi).[WIIT]
  • DCIM e manutenzione predittiva per ottimizzare consumi e prevenire failure.
Trend regolatorio e sostenibilità: iniziative europee (codici di condotta, Climate Neutral Data Centre Pact) e linee guida di settore tendono a premiare operatori che pubblicano metriche chiare di efficienza e roadmap per riduzione emissionale; un reporting ESG integrato viene sempre più richiesto anche in contratti enterprise.

Per approfondire la proposta di WIIT sui multi Tier IV e le soluzioni Secure Cloud: Multi Tier IV Data Center, la guida pratica sui Tier è disponibile qui: Guida ai Tier data center, mentre la classificazione Tier dell’Uptime Institute è descritta su https://uptimeinstitute.com/tiers.

Riferimenti citati (breve)

  • Pagina ufficiale WIIT – presentazione Multi Tier IV e dettagli sui siti (distribuzione 19 data center; DUS Tier IV, 3 siti Italia di cui 2 Tier IV). [WIIT]
  • Descrizione e definizione del Tier system (Tier IV: fault‑tolerant, disponibilità e criteri). [Uptime Institute]
  • Aggiornamenti ISO/IEC 27001: recepimento ed evoluzione della norma (2022 → recepimenti 2023/2024 in ambito europeo/italiano). [ISO/IEC 27001]
  • Notizia di settore sull’inaugurazione e certificazione Tier IV del data center di Düsseldorf (marzo 2024). [la Repubblica]

Quando un componente hardware si guasta o si verifica un’interruzione nel percorso di distribuzione, le attività IT non subiranno alcun impatto.

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